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Farmaci. Assogenerici: “Evidenziamo la spesa privata perché pregiudica l’assistenza”

Il presidente Häusermann risponde così alle critiche sollevate da FederAnziani, Fimmg e Snami riguardo alla pubblicazione dei dati sui soldi che i cittadini “sprecano” per scegliere il farmaco di marca invece del generico. “Una tendenza non sostenibile in Italia, dove si hanno basse retribuzioni e pensioni e tasse elevatissime”.

24 FEB - “La nostra iniziativa di mettere on-line il contatore della spesa sostenuta dai cittadini per la differenza di prezzo tra generico e farmaco di marca nasce dalla constatazione, unanimemente condivisa all’interno della nostra Associazione, che gli ultimi dati Osmed sulla spesa farmaceutica privata confermano una tendenza molto preoccupante che era giusto richiamare davanti all’opinione pubblica in modo rigoroso quanto immediato e facilmente comprensibile. E non a caso, dopo la pubblicazione del ‘salvadanaio’, la media degli accessi al sito di AssoGenerici è triplicata”. Ad affermarlo Enrique Häusermann, presidente di AssoGenerici, in risposta alle critiche espresse da FederAnziani, Fimmg e Snami sull’iniziativa di pubblicare i dati su quanto gli italiani spendono per comprare i farmaci di marca anziché i generici. Una scelta “scientificamente ingiustificata”, sottolineano i produttori di farmaci generici.

”Limitandoci ai medicinali di Fascia A – prosegue Häusermann -, la compartecipazione dei cittadini è ulteriormente aumentata del 2,1% rispetto al 2012, e una quota rilevante è rappresentata proprio dal mancato ricorso al generico da parte del paziente anche nei casi in cui il medico, in scienza e coscienza, ha ritenuto che non vi fossero ragioni per impedire un’eventuale sostituzione”. In questo senso, secondo Assogenerici, “si può parlare di una diffidenza del pubblico che è antiscientifica e ringraziamo il segretario nazionale della FIMMG, Giacomo Milillo, per aver prontamente ribadito che da parte dei medici di medicina generale non esiste alcuna diffidenza nei confronti dei medicinali equivalenti”.


AssoGenerici ritiene che “questa diseconomia sia difficilmente sostenibile in Italia, un paese che vede il carico fiscale più elevato in Europa e, contemporaneamente, retribuzioni nette e trattamenti previdenziali tra i più bassi dell’UE”. “Siamo solidali con il dottor Milillo e con tutti i medici che nel territorio si trovano oggi a dover contemperare nella loro opera anche criteri economici, che si presentano con una drammaticità ben lontana dalle trattazioni asettiche dei testi di economia sanitaria”, prosegue Häusermann. “Mai come oggi è evidente che l’aderenza a una prescrizione e la praticabilità di una terapia – farmacologica o no - dipendono anche dalla sostenibilità economica. AssoGenerici ritiene che sia suo dovere adoperarsi perché le cure più adeguate siano a disposizione di chiunque ne abbia bisogno indipendentemente dalla sua capacità di spesa in collaborazione con i medici e con tutti i professionisti della salute ” conclude il presidente di Assogenerici.

24 febbraio 2014
© Riproduzione riservata


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