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Endometriosi. Domani la prima Giornata mondiale. Lorenzin: "Alle Regioni 15 milioni di euro"


 Il Ministro della Salute ha specificato che si tratta di risorse vincolate per consentire alle Regioni di sviluppare progetti per il miglioramento delle condizioni di vita e di salute delle donne affette da malattie cronico invalidanti tra cui l’endometriosi”. La malattia in Italia colpisce tre milioni di donne e in 3 o 4 casi su 10 causa infertilità.

12 MAR - Malattia cronica e complessa, l’endometriosi è una patologia molto diffusa, che può incidere sulla qualità della vita e in ben 3 o 4 donne su 10 può comportare anche l’infertilità. Domani si celebra la prima Giornata mondiale per l’Endometriosi, in occasione della quale il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato:
 
“L’Endometriosi è una patologia cronica di cui soffrono, in Italia, circa tre milioni di donne, in Europa 14 milioni ed è causa di circa il 30-40% dei casi di infertilità femminile. Purtroppo riconoscerla  non è facile e spesso ci si rivolge al medico quando la sintomatologia diviene quasi insostenibile  a causa del dolore che questa malattia provoca. Nelle forme più gravi può diventare invalidante sia fisicamente che psicologicamente con gravi ripercussioni sulla qualità della vita di chi ne è colpito.
 
Sono molto vicina alle donne che affrontano ogni giorno questa malattia e con miei uffici abbiamo elaborato nell’ultimo accordo sugli Obiettivi di Piano una linea progettuale, approvata dalla Conferenza Stato Regioni, diretta proprio all’implementazione di percorsi diagnostico-assistenziali e di supporto per migliorare la vita delle donne affette da malattie croniche invalidanti della sfera uro-genitale, tra le quali anche l’endometriosi. Allo scopo è stata vincolata la somma di 15 milioni di euro per consentire alle Regioni di sviluppare specifici progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita e di salute delle donne affette da queste malattie. Occorre infatti una presa in carico globale delle donne affette da endometriosi ed è fondamentale  l'integrazione degli interventi per una stessa paziente e il coordinamento fra soggetti, strutture e servizi, secondo la modalità di rete e in un’ottica multidisciplinare, che coinvolga più figure specialistiche.

 
È necessario, quindi, costituire una Rete sanitaria ben coordinata che veda da un lato i Centri di eccellenza, dall’altro i Servizi sanitari territoriali. Spetta ai Medici di Medicina Generale o ai Servizi territoriali, cui la donna si rivolge, individuare tempestivamente la patologia, indirizzando così la paziente allo specialista ginecologo per una conferma diagnostica e per la sua successiva gestione, avvalendosi anche dei Centri di Alta Specializzazione. La Rete diagnostico-terapeutica dovrà accompagnare la donna in tutto il suo percorso in modo costante e continuato. È fondamentale, quindi, prevedere la formazione e l’aggiornamento di tutte le figure professionali a vario titolo coinvolte in quanto è una malattia che va riconosciuta e trattata con speciale sensibilità da parte di operatori sanitari adeguatamente formati. Al fine di migliorare la conoscenza epidemiologica sull’endometriosi, sui relativi accertamenti diagnostici e sui trattamenti terapeutici adottati, il Ministero sta inoltre provvedendo all’istituzione di un Registro nazionale che si avvarrà di Registri e Osservatori regionali sulla patologia, già realizzati in alcune Regioni”.

12 marzo 2014
© Riproduzione riservata


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