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Tumore seno. Studio USA: ecco le 17 sostanze chimiche più 'a rischio'

Uno studio statunitense fornisce una vasta rassegna dei principali gruppi di sostanze chimiche potenzialmente cancerogene. Tra le fonti di questi composti, soprattutto i gas di scarico dei veicoli, il fumo di sigaretta, l’inquinamento dell’aria, ma anche in alcuni casi i cibi troppo cotti, prodotti chimici e certi farmaci (ad es. distruttori endocrini) 

13 MAG - Un gruppo di scienziati statunitensi ha individuato le sostanze chimiche potenzialmente più cancerogene rispetto al tumore della mammella, effettuando un’ampia indagine scientifica di biomononitoraggio dei principali agenti di rischio associati alla malattia. Lo studio, pubblicato su Environmental Health Perspectives,  è stato condotto dai ricercatori del Silent Spring Institute e dalla Harvard School of Public Health.
 
Il lavoro comprende una ricerca strutturata, all’interno della letteratura specialistica, relativa ai biomarkers di esposizione per 102 sostanze chimiche che causano tumori delle ghiandole mammarie nei roditori. E per valutare la corrispondenza del risultato nell’uomo, i ricercatori hanno comparato l’evidenza scientifica dei risultati con i dati sull’uomo riportati nelle principali revue, compilando poi una presentazione contenente le informazioni dei relativi studi di cohorte. Nello studio si legge che i risultati degli studi sul cancro al seno dell’uomo sono generalmente consistenti con i dosaggi biologici sui roditori, anche se pochi agenti sono stati studiati nell'uomo. La ricerca evidenzia 17 categorie di sostanze potenzialmente più a rischio rispetto a questa malattia.


Tra gli obiettivi prioritari, la riduzione dell’esposizione a tali agenti, presenti soprattutto nei gas di scarico delle automobili, nella benzina, nell’aria inquinata, nel fumo di sigaretta, ma anche in alcuni cibi troppo cotti (fritti ad alte temperature o carbonizzati), tinture, mobili trattati (con PFOA), in certi casi in qualche farmaco (ad es. ‘distruttori endocrini’), particolari materiali (ad es. ritardanti di fiamma) e in certi solventi chimici (alogenati) e in altre sostanze indicate nello studio (vedere l'allegato).
Ecco i 17 gruppi di sostanze.  
 
1,3 butadiene: l’esposizione a questa sostanza avviene principalmente attraverso l’inalazione del fumo di sigaretta, il gas di scarico delle automobili e vapori della benzina.
Acrilamide: l’esposizione include il fumo di tabacco e particolari cibi ricchi di amido e cotti in un certo modo (patatine fritte ad alta temperatura); si ritiene inoltre che sia presente in alcuni materiali (malta liquida, adesivi, gel al poliacrilamide utilizzati in molti prodotti di consumo – ad esempio si possono trovare nei pannolini e nell’acqua potabile trattata).
Ammine aromatiche I: in generale, nelle ammine aromatiche l’azoto è legato al benzene o ad un altro anello aromatico. Sono state individuate 15 ammine aromatiche che causano tumori nei dosaggi biologici dei tumori di roditore. TDA e TDI: in generale, tali sostanze vengono utilizzate per la sintesi industriale di poliuretano, pesticidi, tinture ed altri prodotti.
Altre ammine aromatiche (benzidina e anilina): alcune tinture possono derivare dall’uso di questi composti, che possono essere utilizzati anche nell’industria tessile, vernici, inchiostri per stampanti, carta, farmaci; reagenti e colorazioni biologiche in laboratorio, nell’industria del cibo; laser, stampanti ink-jet, cristalli liquidi, schermi, dispositivi elettro-ottici.
Benzene: oltre ai vapori di benzina, si trova nel fumo di tabacco, ma anche nei gas di scarico delle automobili e in altri tipi di inquinamento urbano e industriale. E poi, nei composti per rimuovere gli adesivi, nelle vernici, nei sigillanti, rifinitori, combustibili ed oli dei motori.
Solventi organici alogenati: cloruro di metilene e altri nove solventi organici. Utilizzati soprattutto in passato, si possono trovare in alcuni prodotti (lavaggio a secco, propellente spray per capelli, fumiganti, trasformazione dei prodotti alimentari, additivi della benzina,vernice e smacchiatori).
Ossido di etilene e propilene: è un gas che può essere utilizzato per sterilizzareattrezzature mediche, cibo e spezie, vestiti e strumenti musicali; ma anche nelle vernici, fumo di tabacco e gas di scarico dei veicoli.
Ritardanti di fiamma e metaboliti: possono essere presenti nella resina poliestere, polimeri plastici e schiume di poliuretano rigide.
Ammine eterocicliche: composti che per definizione contengono almeno un anello eterociclico, presenti soprattutto nel fumo di tabacco e nella carne cucinata ad alte temperature.
Ormoni endogeni o farmaceutici e ‘distruttori endocrini’: estrogeni, progesterone e l’ormone DES e con effetto minore sui roditori le sostanze ECDs.
MX:è uno dei prodotti che possono essere utilizzati per la disinfezione dell’acqua potabile.
Nitro- PAHs: si trovano nel gas di scarico del diesel
Ocratossina A: la principale fonte di esposizione è legata ad alimenti contaminati tra cui grano, carne di maiale e noci contaminati.
PAHs:fumo di tabacco, aria inquinata e cibi carbonizzati  
Acido perfluoroottanoico (PFOA): l’PFOA insieme ad altri composti perfluorinati (PFC) possono essere utilizzati per rivestimenti resistenti e antiaderenti su tappeti, mobili, vestiti e stoviglie, ma anche cosmetici, lubrificanti, vernici e presidi anti-incendio.
Farmaci non ormonali:Questi includono quattro agenti chemioterapici, due farmaci veterinari eventualmente presenti negli alimenti, il diuretico furosemide e la griseofulvina antifungino, vari agenti anti-infettivi, e due farmaci non più molto utilizzati, la fenacetina, un antidolorifico da banco, e il farmaco anti-ipertensivo reserpina.
Stirene: si parla di un’esposizione in microgrammi al giorno legata alla presenza di fumo di sigaretta, componenti dell’aria all’interno dell’abitazione e quantità di cibo che sono state in contatto con polistirene.
 
Viola Rita

13 maggio 2014
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