Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Lunedì 20 MAGGIO 2019
Scienza e Farmaci
segui quotidianosanita.it

Speciale Asco. Immunoterapia: l’unione fa la forza e in maniera duratura

L’azione dell’immunoterapia, nei pazienti con melanoma metastatico, si conferma molto efficace e soprattutto duratura nel tempo. E per molti di loro si comincia a parlare di guarigione da una malattia che, prima di questi farmaci, si associava ad una sopravvivenza media di appena 2 mesi. Il futuro va verso le associazioni di più immunoterapici.

03 GIU - Presentati all’ASCO di risultati del follow up a due anni dello studio di fase Ib sull’associazione ipilimumab-nivolumab nel melanoma in fase avanzato; i dati ad un anno erano stati presentati nel corso della precedente edizione dell’Asco e pubblicati nel 2013 sul New England Journal of Medicine. Il follow up a due anni rivela un tasso di sopravvivenza dell’88% (ad un anno era del 94%), a conferma della durabilità dell’azione anti-tumorale; l’associazione dei due immunoterapici, si è dimostrata inoltre efficace in qualunque tipologia di pazienti, indipendentemente dallo status mutazionale BRAF e dall’espressione del PD-1 sulla superficie cellulare. “Si conferma il dato interessante dell’utilità di associare due ‘freni’ diversi, ipilimumab e nivolumab – afferma professor Paolo Ascierto, Direttore Unità melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto Tumori di Napoli - I pazienti con melanoma metastatico, storicamente morivano dopo due mesi; con l’ipilimumab sappiamo oggi di poter guarire il 20% dei pazienti, perché disponiamo ormai di dati a 10 anni (e il dato a 3 anni era di una sopravvivenza del 25%). Questa combinazione adesso ci offre una sopravvivenza a due anni dell’88% che, se confermata dai dati dello studio di fase III, rivoluzionerà ancora di più la terapia di questo tumore”.

 
L’ipilimumab è disponibile in Italia da aprile 2013, presso Centri di riferimento, individuati dalle Regioni.

“Mai come in questa edizione Asco - commenta il professor Ascierto -l’immunoterapia è protagonista della scena. Il melanoma ha fatto scuola, ma da questo ci si è mossi verso altre patologie tumorali; il tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) sarà la prossima frontiera. Sono numerose le comunicazioni a questo congresso, che dimostrano come l’immunoterapia, in combinazione con la chemioterapia, migliori la sopravvivenza. Il futuro sarà degli anti-PD-1 e anti-PDL-1, altri farmaci che ‘rimuovono i freni inibitori’ del sistema immunitario”. Il sistema immunitario ha dei meccanismi di regolazione che danno un’inibizione del segnale per evitare un’eccessiva attivazione del sistema immunitario; il tumore si ‘appropria’ di questi meccanismi e aumenta, proprio per sfuggire al sistema immunitario, l’espressione sulla superficie cellulare del PD-1; questo va ad innescare il meccanismo di ‘freno’ e blocca la risposta del sistema immunitario contro il tumore.

“Si è visto – spiega il prof. Ascierto - che, chi esprime sulla superficie del tumore il PD-1, risponde meglio a queste terapie; ma il 20% dei pazienti che non esprimono il PD-1, rispondono comunque al trattamento. Quindi, utilizzare questo meccanismo per selezionare i pazienti da trattare, potrebbe portare a farne perdere una parte, che potrebbe invece trarre beneficio dal trattamento. Viceversa, solo il 50-60% di quelli che esprimono il PD-1, rispondono alla terapia. Ad influenzare la presenza del PD-1, contribuiscono inoltre vari fattori, tra cui il timing della biopsia (l’espressione del PD-1 è dinamica, non costante) e la topografia (il PD-1 è espresso dalle cellule tumorali a ‘palizzata’ contro le cellule del sistema immunitario; è cioè più presente sugli strati esterni, che non al centro del tumore). L’espressione del PD-1 può essere inoltre aumentata dalla presenza di altri fattori (es. l’interferon gamma), ed essere quindi indice di attivazione del sistema immunitario. Il PD-1 si trova espresso anche sulla superficie delle cellule immunitarie, per un meccanismo di ‘exhaustion’, che caratterizza i linfociti ‘stanchi’ e non più funzionanti”.

Gli effetti indesiderati di queste terapie sono correlabili all’iperreattività del sistema immunitario; si va dalle malattie endocrine (tiroidite, ipofisite), alla colite, all’epatite di natura immunologica. Non si tratta comunque reazioni auto-immuni, perché quelle sono caratterizzate dal fatto che il sistema immunitario non riconosce più come ‘self’ alcune parti dell’organismo. L’impatto degli effetti collaterali di queste nuove categorie di farmaci (anti-PD1 e anti –PDL1) è inoltre decisamente inferiore a quello dell’ipilimumab.

“Per il nivolumab (anti-PD1) – anticipa il prof. Ascierto - sono attesi a breve i dati della fase III per il melanoma; seguiranno quelli sul NSCLC e sul rene. La combinazione ipilimumab-anti-PD1 è invece allo studio su tumore della mammella triplo negativo, stomaco, pancreas, polmone, tumori testa-collo e vescica. Tra le strategie future, sono al vaglio di studi di fase I e II tutta una serie di nuove molecole, dirette contro altri ‘freni’ del sistema immunitario (es. l’anti-LAG3, l’anti-KYR e l’anti-TIM3); altre mirano invece a ‘premere sull’acceleratore’ dell’immunità (es. anti-CD137, anti-CD40, anti-OX40); allo studio infine anche varie citochine, quali l’IL-21.”

Maria Rita Montebelli

03 giugno 2014
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Scienza e Farmaci

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy