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Biotech. Italia al terzo posto in Europa per competitività

Nonostante la crisi economica il nostro Paese nel 2013 si è collocato al terzo posto, dopo Germania e Regno Unito, per l’alto livello di competitività nel settore del biotech. A dirlo è il “Rapporto 2014 sulle biotecnologie in Italia” presentato
 questa mattina nel corso dell'assemblea annuale di
 Assobiotec. Il messaggio di Lorenzin.

10 GIU - Con 422 imprese 
di cui 264 che hanno nel biotech il proprio core business, l’Italia a fine 2013 si è collocata al terzo posto in ambito europeo, dopo Germania e Regno Unito, nel settore delle biotecnologie. Lo riferisce 'il “Rapporto 2014 sulle biotecnologie in Italia”, presentato questa mattina a Milano durante l'assemblea annuale d i
Assobiotec, l'associazione nazionale per lo sviluppo delle
 biotecnologie che appartiene a Federchimica.
 
Secondo il rapporto, nonostante il protrarsi della crisi
e conomica, a 
trainare l'intero settore, in linea con quello che accade negli
 altri Paesi, sono le biotecnologie della salute.
 
 “Uscire da una logica di investimento di breve periodo, guidata dall’alternarsi delle fasi di crescita e di debolezza economica, e puntare su strategie di sviluppo di lungo termine, con significativi investimenti nei settori più innovativi, tra cui le biotecnologie”. Questo dovrebbe essere secondo Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotech, l’approccio all’investimento da parte degli investitori finanziari e della politica, a livello locale e nazionale.

 
“Il biotech – secondo Sidoli – è riuscito a consegnare performance a doppia cifra agli investitori che hanno creduto in questo approccio e che negli ultimi dodici mesi hanno prodotto risultati in alcuni casi impressionanti, come avvenuto con EOS, Gentium, Intercept, Okairos e Silicon Biosystems”.
 
A discutere delle opportunità offerte dalle biotecnologie sul fronte della crescita economica e della creazione di nuova occupazione altamente qualificata sono stati proprio Sidoli, Silvano Spinelli (in precedenza amministratore delegato di EOS), Khalid Islam (in precedenza amministratore delegato di Gentium) e Francesco Micheli, presidente della holding Genextra, che detiene il controllo di Intercept, società biotech quotata al Nasdaq.
 
“Questi casi confermano l’eccellenza della ricerca biofarmaceutica italiana e dimostrano la straordinaria capacità dei nostri manager e imprenditori di attrarre capitali dall’estero e di trasformarli in ulteriore valore, dopo aver sviluppato prodotti e tecnologie innovative”, afferma Sidoli. “Purtroppo però – continua il presidente di Assobiotec – questa ricerca d’eccellenza purtroppo nel nostro Paese non riesce a tradursi in sviluppo industriale, creazione di posti di lavoro e incremento del PIL. Questo è un dato drammatico, soprattutto in un momento in cui la ripresa avrebbe bisogno estremo di puntare su innovazione e tecnologia, confermando una progressiva perdita di competitività in settori strategici per l’Italia”.
 
Nel fare il punto sullo stato del settore, Alessandro Sidoli ha ricordato che “esiste in Italia, nel biotech, una realtà industriale estremamente dinamica e competitiva, che si è dimostrata capace di crescere nonostante la crisi globale, tanto che l’Italia è terza in Europa per numero di imprese “pure biotech”, dopo la Germania e il Regno Unito. Serve ora un piano strategico per le biotecnologie, indispensabile per permettere al Paese di primeggiare nell’alta innovazione”.
 
"L'Ente che presiedo è onorato di ospitare un così importante convegno - ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà -. Oggi investire in biotecnologie è diventato strategico perché l'investimento in questo settore si trasforma in innovazione e migliore qualità della vita. Non lasciamo solo questo comparto industriale: è nostro dovere continuare a sostenerlo con politiche economiche più mirate e efficaci".
 
Alle parole di Sidoli ha risposto tramite una lettera la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. “Il mio impegno – ha spiegato la ministra – è che
 l'Italia nell'ambito del semestre Ue a presidenza italiana,
 possa svolgere un ruolo di guida volto alla promozione di
 iniziative che incentivino gli investimenti da parte 
dell'industria, attraverso il pieno coinvolgimento delle 
amministrazioni centrali, delle regioni e delle università”. 
 
L’Assemblea di Assobiotec è stata anche l’occasione in cui si è svolta la cerimonia di consegna dell’annuale Assobiotec Award, premio istituito da Assobiotec nel 2008 per dare un riconoscimento alle personalità e agli enti che si sono particolarmente distinti nella promozione dell’innovazione, della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico nel settore delle biotecnologie.
 
L'Assobiotec Award 2014 è stato assegnato allo scienziato e scrittore Edoardo Boncinelli. Tra le motivazioni del premio: l’attività di ricerca nel campo della genetica e della biologia dello sviluppo; l’intesa attività di saggista e divulgatore scientifico, volta a stimolare l’interesse per la cultura scientifica, mediante libri e pubblicazioni, rendendola accessibile e apprezzabile dal grande pubblico.

10 giugno 2014
© Riproduzione riservata


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