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Congresso cardiologia Usa. Un apparecchio elettronico per ridurre il sale nella dieta

di Maria Rita Montebelli

Per indurre i pazienti a seguire una dieta a basso contenuto di sodio, in America si sperimenta un apparechietto elettronico che rileva la quantità di sale nei piatti. Ed è un successo

18 NOV - Nella lotta contro le pietanze eccessivamente saporite, in America si ricorre a tutti i mezzi. L’ultima trovata è una sorta di palato elettronico che permette di rilevare il contenuto di sodio negli alimenti, mettendo così in guardia i pazienti e sottoponendoli ad una sorta di training di rieducazione del gusto.
 
Si chiama Family Sodium Watcher Program (Family SWAP) ed è un’alleanza tra pazienti con scompenso cardiaco e le loro famiglie, per far sì che il paziente resti ‘fedele’ ad una dieta a basso contenuto di sodio. Nel periodo di adattamento alla nuova dieta si è sperimentato un aiuto ‘inedito’ consistente in un apparecchietto rileva-sodio nei cibi, che avverte il paziente dell’elevato contenuto di sodio e lo aiuta a stare alla larga dai cibi troppo saporiti.
 
L’esperimento con l’apparecchio ‘rileva-sodio’ è durato tre mesi ed è stato condotto su 15 pazienti e i relativi familiari. Il gruppo di intervento, rappresentato da 8 pazienti veniva istruito sullo scompenso cardiaco e su possibili strategie per ridurre il sale nella dieta. Intervistati, i partecipanti hanno affermato che l’apparecchio rileva-sodio è facile da usare e li aiuta a mantenere basso il consumo di sodio. Oltre il 90% ha notato una differenza nella capacità di percepire la presenza di sale nel cibo. Dal canto loro, i familiari dei pazienti non hanno lamentato un aumentato carico nell’assistenza del paziente.
 
Al contrario, il gruppo di controllo, rappresentato da 7 pazienti, non ha mostrato cambiamenti del comportamento alimentare al termine dei tre mesi. Il Family SWAP, concludono gli autori può aiutare l’intera famiglia a modificare e migliorare lo stile di vita. Questo studio pilota è stato finanziato dall’American Heart Association e dall’Università del Kentucky.
 
Maria Rita Montebelli

18 novembre 2014
© Riproduzione riservata

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