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Congresso di cardiologia Usa. Vuoi fare carriera? Non mangiare i grassi ‘trans’

I cibi processati, contenenti acidi grassi ‘trans’, sono nemici della memoria e dunque delle performance lavorative. Lo suggerisce uno studio americano condotto su mille volontari di età compresa tra i 20 e 45 anni, gli anni d’oro per la carriera. Il cioccolato al contrario ‘coccola’ l’ippocampo, il magazzino dei ricordi, e migliora la memoria

19 NOV - Gli acidi grassi ‘trans’ usati dall’industria alimentare (dTFA) nei cibi processati hanno effetti pro-ossidanti e possono danneggiare gli apparati energetici delle cellule.
 
Al contrario, il consumo di alimenti con effetti anti-ossidanti e benefici per lo stato energetico delle cellule, come il cioccolato, migliora la memoria nei giovani adulti.
 
Uno studio finanziato dal National Heart, Lung, and Blood Institute americano e presentato al congresso dell’American Heart Association ha dimostrato che i grassi trans della dieta hanno un effetto negativo sulla memoria.
 
Gli autori hanno coinvolto 1018 adulti (694 maschi) sottoponendoli a test di memoria basati sulle parole (‘recurrent words’ RecWd), consistenti nel mostrare una serie di 104 carte indicanti una parola e nel chiedere loro se la carta che vedevano in quel momento era nuova o se era già apparsa. Ai partecipanti veniva inoltre somministrato un questionario per stimare il loro consumo quotidiano di dTFA (grammi al giorno).
 
I risultati non lasciano molto spazio all’immaginazione, né alle scuse per continuare ad indulgere nel cibo-spazzatura: per ogni grammo di dTFA consumato al giorno, gli uomini al di sotto dei 45 anni d’età ricordavano 0,76 parole in meno durante il test e i forti consumatori di grassi trans quindi ‘dimenticavano’ in media 11-12 parole, rispetto alle persone più parche nell’assunzione di cibo-spazzatura. Questo dato è stato confermato anche dopo aver effettuato gli aggiustamenti statistici per età, livello di istruzione, depressione, appartenenza etnica.

 
“Questo studio indica che il consumo di grassi ‘trans’ è fortemente correlato ad una compromissione della memoria verbale negli uomini giovani e di mezz’età – afferma Beatrice A. Golomb, primo autore dello studio e professore di medicina presso l’Università della California di San Diego – proprio negli anni cioè critici per la carriera lavorativa. Per quanto riguarda la salute, le persone che consumano grassi ‘trans’ pesano in media di più e sono più spesso cardiopatiche. Come dico sempre ai miei pazienti, i grassi ‘trans’ prolungano la shelf-life dei cibi, ma riducono quella delle persone”.
 
Il consumo di dTFA si associa dunque ad una compromissione della memoria verbale, negli adulti di età compresa tra i 20 e i 45 anni, un range di età che rappresenta il clou della carriera lavorativa. Ma al momento la legge statunitense, ricordano gli autori, non ha bandito il consumo di dTFA industriali.
 
“I cibi – prosegue la Golomb – esercitano effetti diversi sullo stress ossidativo e sull’energia cellulare. In un nostro studio precedente, avevano dimostrato che il cioccolato, alimento ricco di antiossidanti, ha un impatto positivo sull’energia delle cellule e si associa ad una migliore performance nei test di memoria, almeno nei soggetti di mezz’età”.
 
Lo stress ossidativo è implicato nella comparsa di malattie cardiovascolari e di tumori, questo studio ha dimostrato che può anche danneggiare la memoria. L’ippocampo, la struttura cerebrale implicata nella memoria è infatti particolarmente vulnerabile ai danni ossidativi ed energetici.
Lo studio presentato a Chicago non ha esplorato l’effetto di queste sostanze nei bambini, che rappresentano una categoria particolarmente vulnerabile e a rischio, anche perché i risultati dello studio condotto sui giovani adulti sembrano suggerire che l’effetto negativo dei grassi ‘trans’ sulla memoria è più marcato tra i più giovani.
 
Questi risultati suggeriscono dunque che il consumo dietetico di grassi trans potrebbe determinare delle alterazioni cognitive negli anni d’oro per costruire una carriera lavorativa. Un dato che si va ad aggiungere agli altri effetti negativi per la salute già noti di questo tipo di grassi e un motivo in più dunque per evitare di consumare cibi contenenti i dTFA industriali.
 
I grassi ‘trans’ vengono prodotti artificialmente per trasformare gli oli dalla forma liquida a quella solida, a temperatura ambientale e per estendere la shelf life dei cibi. Si trovano nelle margarine, nei cibi dei fast food, nelle merendine e negli snack industriali, nelle pizze surgelate, nei ‘creamer’ per macchiare il caffè.
 
Maria Rita Montebelli

19 novembre 2014
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