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Cardiologia. Tutte le novità terapeutiche che ci attendono nel 2015. Dai farmaci alla tecnologia

di Maria Rita Montebelli

Nuovi farmaci anti-colesterolo e anti-coagulanti, nuove linee guida sull’idoneità sportiva per gli atleti cardiopatici e sulla pratica dello stenting dopo un infarto; tanta tecnologia user-friendly per seguire passo passo i pazienti e pratiche sempre meno invasive per riparare valvole danneggiate. Ecco cosa ci aspetta secondo l’American College of  Cardiology

28 DIC - Mentre tutti, in questo periodo, si cimentano negli ‘amarcord’ dell’anno che ci sta per lasciare, l’American College of Cardiology (ACC) guarda avanti e si lancia nelle previsioni per il 2015. Tra argomenti ‘caldi’ e novità previste in campo cardiologico, non c’è che l’imbarazzo della scelta: si va dalle tecnologie ‘indossabili’, ai possibili cambiamenti di tecnica nell’impianto degli stent, dall’arrivo di nuove classi di farmaci anti-colesterolo, all’ulteriore espansione delle tecniche mini-invasive. Ecco le previsioni degli esperti.
 
Tecnologie ‘indossabili’ per il monitoraggio di parametri vitali. I leader dell’ACC prevedono che nel prossimo anno, prenderanno sempre più piede i sistemi di monitoraggio di una serie di parametri, attraverso tecnologie ‘laiche’ e user friendly, da utilizzare al di fuori degli studi medici e dell’ospedale. Software sempre più sofisticati e diffusi porteranno sempre più medici ad incorporare i dati derivanti da questi ‘diari’ elettronici, nelle loro valutazioni ambulatoriali. Un esempio è rappresentato dall’Apple Watch, del quale è stato annunciato lo scorso settembre il lancio sul mercato nel 2015. Questo ‘orologio’ può misurare la frequenza cardiaca e con i suoi sensori registrare la durata e la tipologia dell’attività fisica. Associato ad una nuova ‘app’, può incorporare dati trasmessi da altri device portatili e condividerli con il medico curante. Anche l’uso di altri device nati per monitorare lo stato di salute (Microsoft’s Band, Fitbit e Garmin) e da qualche tempo sul mercato, è previsto in crescita.

 
Evoluzione nella pratica dello stenting. Secondo le previsioni degli esperti, anche nel 2015 , continueremo ad assistere a dibattiti, più o meno accesi, su rischi, benefici e tempistica ottimale dopo un infarto, per posizionare questi tubicini ‘puntella-arterie’, all’interno di una serie di vasi. Due trial recenti, il PRAMI del 2013 e il CvLPRIT del 2014, hanno dimostrato che i pazienti colpiti da infarto hanno un outcome migliore se i cardiologi interventisti riaprono a tappeto, attraverso il posizionamento di uno stent, tutti i vasi che trovano ostruiti (e non solo quello responsabile dell’infarto). Le attuali linee guida raccomandano di trattare inizialmente solo l’ostruzione responsabile dell’infarto, ma negli aggiornamenti attualmente in fase di elaborazione, i panel di esperti sicuramente incorporeranno i risultati di questi nuovi studi.
 
Medicina dello sport e raccomandazioni per gli atleti cardiopatici. Nella prima metà del 2015 saranno pubblicati i tanto attesi aggiornamenti delle linee guida per l’idoneità sportiva di giovani atleti con cardiopatie (Eligibility and Disqualification Recommendations for Competitive Athletes With Cardiovascular Abnormalities). Le ultime (il report della 36° Conferenza di Bethesda) risalgono al 2005. Le nuove raccomandazioni tratteranno dei criteri di idoneità e di sospensione temporanea o permanente degli atleti con cardiopatie da pratiche sportive agonistiche. Una sezione a parte tratterà dell’impiego di sostanze dopanti e di supplementi dietetici, delle strategie diagnostiche e delle questioni medico-legali.
 
Espansione delle procedure di riparazione minimamente invasive. Piccolo, anzi ‘minimo’ è bello; questo il leitmotiv del 2015 per quanto riguarda la riparazione valvolare. Largo dunque a procedure come la TAVI, che viene impiegata negli Usa dal 2011, per riaprire valvole aortiche stenotiche di pazienti non operabili e dal 2012 per quelli ad elevato rischio; guadagna posizioni anche MitraClip, altra procedura transcatetere approvata in questo Paese dal 2013, per riparare mitrali ‘slabbrate’. Tutti i pazienti sottoposti a queste procedure di riparazione valvolare mini-invasive vengono seguiti nel Registro STS/ACC TVT. L’esame dei dati di questo registro da parte delle autorità sanitarie e degli esperti cardiologi potrebbe portare, già dal prossimo anno, ad un ampliamento delle indicazioni. E intanto si stanno per affacciare sul mercato altri device per riparare ‘in punta di piedi’ altre patologie cardiache.
 
In arrivo un nuovo anti-coagulante orale. Il 2015 potrebbe essere l’anno dell’edoxaban, un nuovo anticoagulante orale dal Giappone, che si andrebbe così ad aggiungere agli altri tre già sul mercato, per l’indicazione della prevenzione dell’ictus trombo-embolico in corso di fibrillazione atriale. Un advisory panel dell’FDA ne ha già raccomandato l’approvazione lo scorso ottobre. Al momento sono 2,5 milioni gli americani affetti da questa aritmia, prevista in crescita nei prossimi anni, visto l’invecchiamento della popolazione.
 
Nuovi farmaci anticolesterolo. Una classe di farmaci inedita e dal nome criptico come una password (PCSK9 inibitori) ha dimostrato di essere in grado di abbattere i livelli di colesterolo cattivo in maniera estremamente efficace e sta bussando alle porte del mercato stelle e strisce. Lo scorso agosto la Amgen ha sottoposto all’FDA il dossier registrativo per l’evolocumab, mentre Sanofi/Regeneron ha già annunciato l’intenzione di chiedere la priority review per la sua creatura, alirocumab. Ciò significa che il verdetto dell’FDA potrebbe arrivare entro l’estate prossima. E intanto, nella prima metà dell’anno, sono attesi ulteriori risultati degli studi clinici sui PCSK9 inibitori.
 
Dieta ed attività fisica, per prevenire ma anche per ‘curare’. Sarà uno dei trending topic della ricerca per il 2015: usare le misure di stile di vita per curare le patologie cardiovascolari. Numerose ricerche hanno già dimostrato che la riabilitazione cardiaca basata sugli esercizi fisici è in grado di ridurre i tassi di mortalità nei pazienti post-infartuati. Dieta ed esercizio fisico sono i pilastri della prevenzione, ma sono preziosi anche nel trattamento dei ‘soliti noti’ tra i fattori di rischio (ipertensione, insulino-resistenza o intolleranza glucidica, ipertrigliceridemia e obesità). L’accoppiata dieta-esercizio fisico è infine di grande efficacia per ‘limare’ i valori del colesterolo cattivo (LDL).
 
Curare in team. I team multidisciplinari curano meglio del singolo specialista, anche in ambito cardiologico; sono necessari però una serie di passi intermedi che vanno dal training di tutte le figure da inserire nella squadra, alla ridefinizione dei criteri di rimborso, alla discussione sulle questioni di safety del paziente. La strada è quella, ma anziché pavimentarla di buone intenzioni, bisogna percorrerla passo dopo passo, per risolvere le criticità inerenti a qualunque novità.
 
Energy drink. Usati e abusati da giovani e meno giovani, stanno creando sempre più problemi. E i cardiologi sono tra i primi ad accorgersene, soprattutto in pronto soccorso, dove approdano sempre più ragazzi e bambini in preda ad aritmie, attacchi d’ansia e insonnia cronica. È possibile dunque che il prossimo anno veda il varo di una legge federale per regolamentare l’uso di queste bevande ‘energetiche’ tra i bambini (ai quali ne sarà probabilmente proibito il consumo) e gli atleti in età scolare.
 
Maria Rita Montebelli

28 dicembre 2014
© Riproduzione riservata


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