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Malattie infettive. Tifo farmacoresistente si diffonde nel mondo

Secondo una ricerca internazionale, il ceppo H58 del tifo -che è resistente a molteplici farmaci antibatterici - sta divenendo dominante e sta scalzando gli altri ceppi circolanti, trasformando completamente l’architettura genetica della malattia.

12 MAG - (Reuters Health) - Un ceppo resistente agli antibiotici di febbre tifoide si è diffuso a livello globale, condotto da una singola famiglia di questo batterio chiamata H58. È quanto emerge da una ricerca internazionale che ha coinvolto 74 scienziati di 24 nazioni diverse, e che rappresenta il più completo set di dati genetici mai raccolto su un agente infettivo umano. Il lavoro dipinge una situazione preoccupante, che i ricercatori definiscono “una minaccia crescente per la salute pubblica”. Il tifo si contrae ingerendo alimenti contaminati ed i suoi sintomi comprendono nausea, febbre, dolore addominale e macchie rosee a livello del tronco.

Se non trattata la malattia può portare a complicazioni intestinali e cerebrali, che si dimostrano fatali sin nel 20% dei pazienti. I vaccini sono disponibili, benché vengano largamente impiegati solo nelle zone più povere del mondo, per via del rapporto costo/beneficio sfavorevole. I normali ceppi batterici di questa specie possono essere debellati tramite antibiotici. Secondo la ricerca, il ceppo H58, che è resistente a molteplici farmaci antibatterici, sta divenendo dominante e sta scalzando gli altri ceppi di tifo circolanti, trasformando completamente l’architettura genetica della malattia e creando una vera e propria epidemia precedentemente sottovalutata. Secondo una degli autori, Vanessa Wong del Britain's del Wellcome Trust Sanger Institute (Gran Bretagna), poiché il tifo colpisce circa 30 milioni di persone all’anno, una solida sorveglianza globale è di importanza critica al fine di contenerne la diffusione.


In base allo studio, il 47% dei campioni di Salmonella Typhy- raccolti in 63 nazioni diverse fra il 1992 ed il 201 - apparteneva al ceppo H58. Esso è emerso nell’Asia meridionale 25-30 anni fa e si è diffuso nell’Asia sudorientale ed occidentale, in Sud Africa e nelle isole Fiji. Sono state riscontrate prove anche a supporto di una recente e mai riportata ondata di trasmissione del ceppo H58 in Africa, che potrebbe rappresentare indice di un’epidemia in corso. Il fenomeno della poli-farmacoresistenza si deve al fatto che il batterio acquisisce nuovi geni di resistenza man mano che i ceppi della malattia si mischiano e passano da persona a persona. Le resistenze hanno seguito un andamento altalenante sin dagli anni ’70, ma con il ceppo H58 i geni di resistenza stanno divenendo una parte stabile del genoma del batterio. Tutto ciò lascia supporre che la sua poli-farmacoresistenza sia probabilmente un fenomeno permanente.

Fonte: Nat Genet online 2015

Kate Kellnad
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

12 maggio 2015
© Riproduzione riservata


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