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Settimana nazionale Celiachia. Niente diagnosi nel 75% dei casi. Il convegno al Senato: “Attenzione non deve diventare una moda”

In Italia, una persona su 100 è celiaca e due celiaci su tre sono donne. Se non riconosciuta, la malattia può contribuire allo sviluppo di anemia, problemi in gravidanza e della fertilità, osteoporosi ed altro. Che differenza c'è tra celiachia e Nonceliac gluten sensitivity. Per una diagnosi sempre più precoce, l’Aic ha realizzato il progetto “Donna&Celiachia”. E al Senato convegno di avvio della settimana nazionale

16 MAG - In Italia, circa una persona su 100 è affetta da celiachia, una malattia cronica infiammatoria intestinale causata dall’intolleranza ad una proteina del glutine. Ad oggi, solo il 25% dei celiaci ha una diagnosi di questa malattia, mentre ancora ben il 75% non è a conoscenza di averla. Se ne è discusso durante un Convegno presso il Senato della Repubblica (Sala dell'Istituto di S. Maria in Aquiro), intitolato “La celiachia non è una moda. La malattia celiaca ai tempi di Expo”.
 
Promosso dal Senatore del Pd Stefano Vaccari, celiaco, questo Convegno dà il via alla Settimana Nazionale dedicata a questa malattia, che ricorre da oggi, 16 maggio, fino al 22 maggio, ed è organizzata dall'Associazione Italiana Celiachia (AIC). Fondata nel 1979, l’Associazione Aic da più di 35 anni ha l’obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone celiache, aumentando la consapevolezza della malattia attraverso diverse iniziative. In questa occasione, il messaggio lanciato insieme alle altre istituzioni è il seguente: la celiachia è una malattia e non una moda.

Sia il convegno che la Settimana nazionale della Celiachia sono interamente dedicati a questa malattia, che colpisce circa 180 mila persone in Italia (e all’appello diagnostico mancano circa 435mila persone), e alla dieta gluten free nell'ambito della riflessione globale sull'alimentazione legata all'Expo di Milano. Insieme ad Aic, Fondazione Celiachia e Spiga Barrata Service si impegnano nel sostenere le persone con celiachia.
 
Il Convegno al Senato
L’evento si apre con la lettura, da parte del Senatore Stefano Vaccari (che ha organizzato e coordinato l’incontro), di un messaggio inviato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il Ministro ricorda come la consapevolezza sulla malattia aumenti l’informazione sul tema e adduca un sostegno adeguato non solo per il celiaco, ma anche per la famiglia, dato che l’unica terapia consiste nella stretta osservanza di una dieta priva di glutine, possibile grazie alla presenza di una ristorazione collettiva sempre più sensibile al tema della malattia celiaca. Una maggiore conoscenza della malattia, oltre a migliorare la qualità di vita dei pazienti, aumenta la prevenzione e in ultimo favorisce il contenimento della spesa sanitaria, spiega il Ministro.
 
Celiachia. Il progetto Donna&Celiachia dell’Aic
Durante il Convegno, viene illustrato il progetto “Donna&Celiachia” dell’Aic, che vuole stimolare un nuovo approccio alla diagnosi, affrontando diverse tematiche, quali l’osteoporosi, l’anemia, fertilità, gravidanza e allattamento. “La celiachia deve essere cercata nei gruppi a rischio: in Italia due persone celiache su tre sono donne, nelle quali questa patologia, se non riconosciuta e quindi non trattata, può causare problemi al sistema riproduttivo, all’apparato osteo–articolare e anche causare anemia, tutti sintomi molto diversi da quelli classici” afferma Marco Silano, esperto scientifico di Aic.
Il Dottor Silano è autore, insieme ai colleghi del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia, “Donna&Celiachia”: “questo progetto ha come destinatario principale il medico di medicina generale, che rappresenta il primo anello della catena della salute dei pazienti”, ha dichiarato al nostro giornale Giuseppe Di Fabio, Presidente dell’associazione Aic. “In presenza di campanelli d’allarme che possono far sospettare la presenza di celiachia, infatti, questa figura professionale ha il ruolo di indirizzare il paziente nelle sedi opportune. Il tutto nell’obiettivo di una diagnosi quanto più possibile precoce. L’attenzione è puntata sulla donna, dato che l’incidenza della patologia prevale all’interno della popolazione femminile”.
 
Celiachia e Nonceliac gluten sensitivity NCGS
Durante il Convegno, il Professor Gino Roberto Corazza spiega la differenza tra celiachia e non celiac gluten sensitivity (NCGS). Il Professore presenta i risultati del suo studio*, pubblicato sull’autorevole rivista internazionale Clinical Gastroenterology and Hepatology. La NCGS, diversa dalla celiachia, è conosciuta da circa 35 anni e alcuni esperti stimano che essa colpisca circa 6 persone su 100: in essa, pur in assenza della celiachia, sono presenti dei sintomi, che possono andare dal dolore addominale all’offuscamento della mente.
Lo studio parte dall’acceso dibattito sull’esistenza della NCGS. L'indagine è stata condotta su 61 persone non affette da celiachia o allergia al grano ma con sintomi intestinali ed extraintestinali da loro associati all’assunzione del glutine. I risultati dello studio mostrano che l’assunzione del glutine, comparata col placebo, aumenta significativamente i sintomi complessivi, si legge nella pubblicazione*.
Il Professore sottolinea l’importanza di rivolgere attenzione alla malattia celiaca e chiude il proprio intervento proponendo di spostare l’attenzione dal paziente con gluten sensitivity al volontario sano: i risultati della ricerca da lui condotta suggeriscono che "non esiste la NCGS", spiega, ma che  "il glutine è una molecola complessa, a scarsa digeribilità, come abbiamo verificato in uno studio su volontari sani, ed esiste un gruppo di persone con una soglia di sensibilità viscerale particolarmente bassa: in questi soggetti si presentano i sintomi suddetti (dal dolore addominale all’offuscamento della mente)". 
 
Celiachia. Svezzamento e donazione di sangue dal cordone ombelicale
Riguardo al tema dello svezzamento, il Dottor Marco Silano mostra i dati di alcune ricerche. In particolare, in un recente studio (Lionetti E et al., Introduction of gluten, HLA status, and the risk of celiac disease in childre. N Engl J Med 2014; 371:1285-303) si illustrano importanti risultati legati al rapporto tra svezzamento e celiachia. Nei bambini ‘a rischio’ di celiachia (con un fratello celiaco, con uno oppure entrambi i genitori celiaci), l’introduzione del glutine a 6 mesi oppure ad un anno non cambia l’incidenza della patologia. Quello che cambia, invece, è la data della comparsa della malattia: nel caso di un’introduzione all’età di un anno (invece che a 6 mesi) la malattia può insorgere nel bambino in maniera più tardiva. Un altro risultato importante riguarda le bambine omozigote per il DQ2: in tal caso, l’introduzione tardiva (ad un anno) potrebbe ridurre il rischio della malattia.
Altro tema importante, di cui si discute durante il Convegno, consiste nella donazione di sangue da cordone ombelicale: in collaborazione con Avis, gli esperti Aic illustrano come sia possibile donare il sangue da cordone ombelicale per una madre celiaca che sia a dieta priva di glutine da almeno 6 mesi e che presenti livelli plasmatici di anticorpi anti-transglutaminasi nella norma.
 
A livello istituzionale, l'attenzione verso la celiachia è importante: la Dottoressa Simona De Stefano, della Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute, presenta l’impegno del Ministero svolto rispetto alla celiachia, nell’obiettivo di garantire un elevato livello di sicurezza alimentare e nutrizionale ai cittadini. 
 
Durante l’evento, inoltre, la testimonial Federica Stufi, della Nazionale italiana di pallavolo, celiaca, racconta la sua esperienza personale della malattia, infondendo un messaggio positivo che conferma l’importanza di avere la diagnosi come strumento per migliorare la propria salute e la qualità di vita.
 
Nel Convegno, le conclusioni vengono presentate dalla Senatrice Emilia Grazia De Biasi, Presidente Commissione Sanità del Senato della Repubblica, che tra i vari temi affrontati, presenta i seguenti punti: il rischio che le diversità regionali possano comportare difformità nell’accesso ai servizi sanitari; l’importanza dell’appropriatezza delle informazioni diffuse da parte dei media, che talvolta “hanno distorto la presentazione di alcuni temi inerenti alla celiachia”, spiega la Senatrice, ribadendo che tale appropriatezza deve essere il perno centrale, in ambito medico, del raggiungimento di una diagnosi precoce e di un trattamento adeguato; l’importanza della ricerca in ambito biomedico, come base dell’avanzamento in ambito scientifico-sanitario e non solo.
 
Celiachia ed Expo
Il tema della celiachia è importante anche nell’ambito di un evento incentrato sull’argomento dell’alimentazione per il pianeta.  “Nei giorni di apertura di Expo, Aic vuole ricordare che lo slogan di Expo “Nutrire il Pianeta” deve far pensare all’1% della popolazione del pianeta che deve nutrirsi senza glutine, perché affetto da celiachia” ricorda Giuseppe Di Fabio. Dato che entro il 2050 gli abitanti del pianeta saranno circa 9 miliardi, si stima che globalmente ben 90 milioni di persone (l’1% del totale di 9 miliardi) saranno affette da celiachia.
 
Viola Rita
 
*Antonio Di Sabatino, Umberto Volta, Chiara Salvatore, Paolo Biancheri, Giacomo Caio, Roberto De Giorgio, Michele Di Stefano, Gino R. Corazza, Small Amounts of Gluten in Subjects With Suspected Nonceliac Gluten Sensitivity: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled, Cross-Over Trial, Clinical Gastroenterology and HepatologyDOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cgh.2015.01.029

16 maggio 2015
© Riproduzione riservata


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