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Vaccini. Antitrust: “Ostacoli alla concorrenza e rischio monopoli”. Avviata indagine conoscitiva

di L.F.

L’Autorità evidenzia come “da un punto di vista concorrenziale appaiono rilevanti i rischi d’instaurazione di rendite monopolistiche”. Sollevati dubbi anche sul rialzo prezzi e sulle gare pubbliche. Avviata anche una consultazione aperta. LA DELIBERA

27 MAG - L’Antitrust ha deciso di avviare un’indagine sul settore dei vaccini per uso umano (IC50) “in quanto sussistono circostanze che fanno presumere che, nel settore considerato, esistano ostacoli al corretto dispiegarsi delle dinamiche concorrenziali”.
 
“Tenuto conto della rilevanza dei vaccini – si legge nel comunicato - in termini di spesa sanitaria a carico del Sistema Sanitario Nazionale (oltre 300 milioni di euro l’anno), del fatto che l’approvvigionamento dei prodotti avviene tramite gare a evidenza pubblica, della circostanza che i prezzi di alcuni dei principali vaccini paiono in tendenziale aumento, l‘obiettivo dell’indagine è quello di approfondire i seguenti temi: caratteristiche delle dinamiche commerciali relative ai vaccini per uso umano; sussistenza di criticità concorrenziali nei mercati dei vaccini per uso umano, con specifico riferimento alla situazione italiana alla luce della normativa vigente e atti conseguenti (es. piano nazionale di prevenzione vaccinale);  efficienze e criticità delle procedure di acquisto a evidenza pubblica dei vaccini per uso umano.  

 
Nella delibera di avvio dell’indagine l’Autorità specifica come da “informazioni preliminare assunte” risulta che “pare nondimeno persistente una frammentazione della domanda, fino a casi di acquisti ancora realizzati da singole aziende sanitarie locali: ne conseguirebbero differenziali di prezzo per medesimi prodotti anche rilevanti e, almeno a una prima sommaria analisi, non correlati alle quantità acquistate”.
 
Ma l’Agcm non si ferma qui ed evidenzia come “per altro verso, in una prospettiva più generale di tipo industriale è riscontrabile nei vaccini di più recente introduzione la ricorrenza di livelli di prezzo in tendenziale crescita”.
 
Inoltre, l’Autorità segnala come “tenuto conto della natura biologica complessa dei vaccini, da cui consegue che allo stato non sussista un loro significativo orizzonte di “genericazione”, da un punto di vista concorrenziale appaiono pertanto rilevanti i rischi d’instaurazione di rendite monopolistiche, eventualmente accentuate dal radicamento di asimmetrie contrattuali a vantaggio delle imprese nella definizione dei prezzi, anche attraverso sofisticate strategie di pricing selettivo”.
 
Oltre ai profili di monopoli l’Agcm segnala come “con specifico riferimento alla situazione italiana un’analisi preliminare degli assetti istituzionali e di mercato sembra indicare la sussistenza di criticità concorrenziali, anche attinenti possibili condotte d’impresa nell’ambito delle gare pubbliche per la fornitura dei vaccini, criticità accentuate – oltre che dalla già menzionata frammentarietà riscontrabile nella domanda ascrivibile alla sanità pubblica – da una disciplina non omogenea vigente a livello nazionale in materia di vaccini, anche rispetto ai relativi regimi di obbligatorietà: in una prospettiva concorrenziale, ciò potrebbe influire sugli andamenti commerciali dei prodotti interessati”.
 
In una prospettiva di supporto alle proprie ordinarie attività d’indagine conoscitiva, l’Autorità ha ritenuto opportuno avviare una consultazione aperta (c.d. call for inputs) sulle tematiche sopra indicate, con la possibilità d’inviare contributi in proposito all’indirizzo e-mail IC50@agcm.it entro i prossimi 45 giorni.
 
L.F.

27 maggio 2015
© Riproduzione riservata


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