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Alzheimer. Da studio longitudinale su volontari 70enni nuova banca dati per la ricerca

Uno studio di longitudinale sull’invecchiamento cerebrale, che ha coinvolto 1.321 volontari 70-74enni abitanti ad Abbiategrasso (Milano), permette la costruzione di un deposito fruttifero a disposizione della ricerca, a far rendere in termini di conoscenza scientifica per studiare i vari aspetti dell’invecchiamento cerebrale e del deterioramento cognitivo. Al via anche il progetto della Banca del Cervello.

29 MAG - Sono 1.321 i volontari tra i 70 e i 74 anni, abitanti ad Abbiategrasso (Milano), che hanno partecipato a uno studio scientifico sull’invecchiamento cerebrale contribuendo alla costruzione di una grande “banca” di dati e di materiale biologico (DNA, cellule, sangue) da utilizzare per la ricerca scientifica sull’Alzheimer. Lo studio, denominato “Invecchiamento Cerebrale in Abbiategrasso” (InveCe.Ab), è stato condotto dalla Fondazione Golgi Cenci - centro di ricerca con sede ad Abbiategrasso rinomato a livello internazionale - con il contributo della Federazione Alzheimer Italia - la maggiore organizzazione nazionale non profit dedicata alla promozione della ricerca sulle cause e la cura dell’Alzheimer, oltre che al sostegno dei malati e dei loro familiari - e con la collaborazione dell’Università di Pavia.
 
I volontari abbiatensi si sono sottoposti per tre volte (la prima nel 2009, poi nel 2012 e infine nel 2014) a un prelievo del sangue, un’intervista sociale, una valutazione neuropsicologica e una visita medica. Grazie a loro, oggi presso la Fondazione Golgi Cenci è presente un consistente “deposito fruttifero” da far rendere in termini di conoscenza scientifica per studiare i vari aspetti dell’invecchiamento cerebrale e del deterioramento cognitivo sia di tipo Alzheimer che di altra natura.  Lo studio è stato reso noto a livello internazionale grazie alla registrazione presso il National Institute of Health degli USA, e ci sono state inoltre pubblicazioni su riviste internazionali sia sulla parte metodologica che sui primi dati sulla prevalenza della demenza.


Dalle prime analisi dei dati, è emerso un preciso profilo anagrafico-sociale dei partecipanti, comprendente le abitudini alimentari e la propensione alle attività ricreative, a seconda del sesso e dell’età (si conferma per esempio che ad Abbiategrasso si usa molto la bicicletta e si legge quotidianamente il giornale). Nel corso dei sei anni delle tre valutazioni è emerso un calo, prevedibile e legato all’invecchiamento, nella memoria di una lista di parole, mentre per il ricordo di un racconto dalla trama logica la perdita è molto minore e addirittura si riscontra qualche miglioramento. Ciò sottolinea l’importanza per il cervello dell’organizzazione delle informazioni che si vogliono ricordare. Emerge inoltre come la demenza e la malattia di Alzheimer siano legati all’età: la prevalenza della demenza è raddoppiata in 5 anni (dal 3,3 al 6,8%), un risultato in linea con i dati europei. Per la salute in generale si è riscontrato solo un 10% dei volontari che non presenta alcun problema medico.

Sempre grazie alla Fondazione Golgi Cenci, si parla di unicità a livello per un progetto che sta muovendo i primi passi e che vedrà il suo compimento nei prossimi anni: si tratta della Banca del Cervello, ovvero secondo le parole del direttore della fondazione, Antonio Guaita: “Una raccolta post mortem di encefali a scopo di studio a disposizione della comunità scientifica; per questo si parla di 'banca' anche se i frutti sono in ambito scientifico e non economico. Oltre alle informazioni che si apprendono al microscopio, sono ugualmente significative le cose di cui veniamo a conoscenza della persona, in quanto le vicende della vita rendono unico il cervello di ognuno di noi”. 

29 maggio 2015
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