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Statine: trattare un maggior numero di adulti è uno strumento potenzialmente efficace

Due nuove pubblicazioni su JAMA analizzano le ultime linee guida emanate nel 2013 dall’American College of Cardiology/American Heart Association (ACC/AHA), le quali abbassano la soglia di rischio cardiovascolare alla quale si raccomanda l’assunzione delle statine. L’impiego delle statine in base a tali linee guida potrebbe evitare decine di migliaia di eventi cardiovascolari gravi solo in America nel giro di 10 anni 

15 LUG - Trattare un più ampio numero di adulti con statine risulta essere uno strumento potenzialmente efficace. Lo affermano due studi pubblicati* su the Journal of the American Medical Association (JAMA). Gli studi sono guidati rispettivamente dalla Harvard School of Public Health e dal Massachusetts General Hospital della Harvard Medical School insieme ad altri Istituti. Entrambe le pubblicazioni prendono in considerazione le ultime linee guida, emanate nel 2013 dall’American College of Cardiology/American Heart Association (ACC/AHA), analizzando aspetti differenti: una esamina il rapporto costo-efficacia dell'utilizzo delle statine, mentre l'altra esamina l’'eleggibilità' dei pazienti, l’incidenza di eventi cardiovascolari e la calcificazione delle arterie coronariche rispetto alle precedenti linee guida del 2004.
 
Entrambe le pubblicazioni, inoltre, sottolineano che l’utilizzo di statine in un più vasto campione di persone, secondo tali linee guida, risulta uno strumento potenzialmente efficace e che potrebbe permettere di evitare decine di migliaia di eventi cardiovascolari tra cui infarti ed ictus. 

 
Nelle linee guida del 2013, le due Associazioni americane AHA e ACC raccomandano la prescrizione delle di statine alle persone con una percentuale di rischio cardiovascolare entro un periodo di 10 anni pari o superiore al 7,5%, mentre nelle linee guida precedenti la raccomandazione riguardava persone con un rischio pari o superiore al 10-20%.
In pratica, le ultime indicazioni hanno abbassato la soglia del livello di rischio entro il quale è raccomandato l’utilizzo di questi farmaci.
L’impiego di tali linee guida è stato ampiamente discusso: dopo la loro emanazione nel 2013, i sostenitori dell’estensione dell’utilizzo delle statine hanno dichiarato la presenza di una forte evidenza scientifica del fatto che esse possano ridurre il rischio di infarto e ictus, mentre gli esperti che assumono un atteggiamento critico rispetto a questa estensione sostengono che il rischio potesse essere sovrastimato e le persone potessero ricevere un trattamento oltre il necessario, con un aumento degli effetti collaterali, tra cui perdita di memoria, diabete 2, danni muscolari.
Il dibattito è ancora aperto e i ricercatori hanno analizzato le linee guida AHA/ACC del 2013 sotto diversi punti di vista.
 
L’utilizzo di statine potrebbe essere uno strumento cost-effective*
I risultati di uno degli studi* forniscono una spiegazione compatibile con un rapporto costo-efficacia favorevole rispetto all’utilizzo di statine secondo le ultime linee guida 2013, in particolare per una soglia di tempo rispetto al rischio cardiovascolare di 10 anni.  
Utilizzare le statine per ridurre il colesterolo dal 48 al 67% degli adulti americani di età compresa tra i 40 e i 75 anni è un metodo con rapporto che potrebbe evitare circa 160 mila eventi cardiovascolari gravi, tra cui infarto ed ictus, come emerge dalla pubblicazione su JAMA intitolata Cost-effectiveness of 10-Year Risk Thresholds for Initiation of Statin Therapy for Primary Prevention of Cardiovascular Disease. Dunque, in base alle conclusioni dello studio su JAMA le linee guida aggiornate al 2013 migliorano l’identificazione di un aumento del rischio cardiovascolare e risultano più accurate ed efficaci nell’assegnare un trattamento agli adulti a rischio di tali problematiche.
“Le nuove linee guida sul trattamento del colesterolo sono risultate controverse, quindi il nostro obiettivo di questo studio è stato quello di utilizzare le migliori evidenze disponibili per quantificare il bilanciamento dei benefici per la salute, dei rischi e dei costi di diffusione del trattamento con statine”, ha dichiarato Ankur Pandya, assistant professor di Health decision science presso la Harvard Chan School e autore principale dello studio*. “Abbiamo trovato che le nuove linee guida rappresentano un buon rapporto qualità-prezzo speso nell’ambito dell’assistenza sanitaria, e che abbassare le soglie di trattamento potrebbe risultare giustificabile in base ai livelli di costo-efficacia, anche tenendo conto di effetti collaterali come il diabete e mialgia”.
 
Le nuove linee guida AHA/ACC
I ricercatori hanno effettuato un’analisi** delle nuove linee guida (pubblicazione su JAMA dal titolo Guideline-Based Statin Eligibility, Coronary Artery Calcification, and Cardiovascular Events, comparandole con le linee guida ATP (Adult Treatment Program) III emanate nel 2004 dal National Cholesterol Education Program dell’ente statunitense National Institutes of Health.
Lo studio ha incluso partecipanti provenienti dalla discendenza e dalla terza generazione della coorte del Framingham Heart Study, sottoposti a tomografia computerizzata TC multidetettore per stimare il livello della calcificazione delle arterie coronarie (CAC) nel periodo dal 2002 al 2005 e seguiti rispetto alla manifestazione di eventi cardiovascolari per un periodo medio di 9 anni. Il campione includeva 2.435 persone non in terapia per ridurre i grassi nel sangue, di età media pari a 51 anni e per il 56% di sesso femminile. In questa popolazione si sono verificati un totale di 74 eventi (3% del totale dei casi) di evento cardiovascolare, tra cui 40 infarti non fatali, 31 fatali e 3 casi di malattia coronarica fatale (CHD). 
 
Dall’analisi dell’utilizzo delle statine nelle nuove linee guida ACC/AHA, i risultati rivelano che un maggior numero di persone risulta eleggibile per la terapia con statine (39% contro il 14% nelle linee guida ATP III).
"Effettuando una proiezione dei nostri risultati sui circa 10 milioni di adulti in più negli Stati Uniti che risultano in base alle nuove linee guida eleggibili per la terapia con statine, si stima che si potrebbero evitare circa tra 41.000 e 63.000 eventi cardiovascolari - infarti, ictus o decessi per malattie cardiovascolari”, ha spiegato Udo Hoffmann, MD, MPH, Direttore del Cardiac MR PET CT Program presso il Dipartimento di Radiologia del Massachusetts General Hospital e la Divisione di Cardiologia, che è autore corrispondente della pubblicazione** su JAMA.
 
Tra i candidati eleggibili al trattamento con statine in base alle linee guida ATP III del 2004, il 7% ha sviluppato un evento cardiovascolare, mentre tra i partecipanti non eleggibili la percentuale è del 2%. Prendendo in considerazione le nuove linee guida ACC/AHA, tra i partecipanti eleggibili al trattamento con statine, il 6% ha manifestato un evento cardiovascolare, mentre tra i non eleggibili solo l’1%. L'hazard ratio (che misura rischio) di avere eventi CVD tra persone per le quali è indicato il trattamento con statine risultava ancora più alto applicando i criteri di eleggibilità delle linee guida ACC/AHA rispetto alle linee guida ATP III, spiegano i ricercatori. "Questo risultato è coerente nei sottogruppi e particolarmente importante nei soggetti con un rischio cardiovascolare intermedio in base al Punteggio Framingham Risk Score, questi soggetti rientrano nel gruppo nel quale nella pratica clinica la decisione di avviare la terapia con statine risulta più difficile”, spiegano gli autori dello studio.
 
Un altro dato riguarda il fatto la soglia ottimale del trattamento dipendeva in modo particolare dalla scelta del paziente di assumere una pillola al giorno, un dato che, secondo i ricercatori, suggerisce l’importanza che la decisione di iniziare la somministrazione delle statine per la prevenzione un evento cardiovascolare primario venga presa congiuntamente dal medico e dal paziente.
 
Viola Rita
 
*Ankur Pandya, Stephen Sy, Sylvia Cho, Milton C. Weinstein, Thomas A. Gaziano. Cost-effectiveness of 10-Year Risk Thresholds for Initiation of Statin Therapy for Primary Prevention of Cardiovascular DiseaseJAMA, 2015; 314 (2): 142 DOI:10.1001/jama.2015.6822
 
**Amit Pursnani, Joseph M. Massaro, Ralph B. D’Agostino, Christopher J. O’Donnell, Udo Hoffmann. Guideline-Based Statin Eligibility, Coronary Artery Calcification, and Cardiovascular EventsJAMA, 2015; 314 (2): 134 DOI: 10.1001/jama.2015.7515

15 luglio 2015
© Riproduzione riservata


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