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Urinocoltura addio. Arriva un nuovo test ultrarapido per le infezioni urinarie

MinION è un device grande come una pennetta USB, in grado di sequenziare il DNA dei batteri responsabili di infezioni delle vie urinarie e di rivelare la presenza di eventuali resistenze antibiotiche. I risultati arrivano dopo appena 12 ore, cioè in un quarto del tempo necessario ad ottenere quelli di una classica urinocoltura con antibiogramma. Un doppio vantaggio, per il paziente e per la società.

21 SET - La notizia viene da San Diego, dove è in corso il congresso congiunto dell’Interscience Conference of Antimicrobial Agents and Chemotherapy (ICAAC) dell’American Society for Microbiology e dell’International Society of Chemotherapy (ICC). Presto sarà possibile fare diagnosi di infezione delle vie urinarie e scoprire a quali antibiotici sono resistenti i batteri responsabili, quattro volte prima rispetto all’urinocoltura tradizionale.
Il tutto grazie al MinION, un attrezzino grande come una pennetta USB che serve a sequenziare il DNA batterico con nanopori.
 
“Le infezioni delle vie urinarie – afferma David Livermore della Norwich Medical School della University of East Anglia, sono tra le ragioni più frequenti di prescrizione antibiotica. La maggior parte sono in forma lieve e interessano solo le basse vie urinarie, ma alcune possono essere molto pericolose. Si tratta delle infezioni ‘ascendenti’ che provocano un carico importante di ricoveri, soprattutto tra i più anziani. In alcuni casi, queste infezioni vanno d invadere il torrente sanguigno dando così luogo all’urosepsi, che può risultare fatale. Nel 2014 in Inghilterra sono stati diagnosticati circa 30 mila casi di urosepsi da Escherichia coli, la maggior parte originata dalle vie urinarie.

Gli antibiotici sono di importanza vitale, soprattutto in presenza di sepsi e vanno somministrati prontamente. Purtroppo, servono almeno due giorni per ottenere le colture batteriche e per ottenere poi l’antibiogramma che guida la prescrizione antibiotica.
Per questo, in attesa dei risultati, i medici sono spesso costretti a somministrare antibiotici ad ampio spettro, per poi passare all’antibiotico mirato una volta acquisiti i risultati.
 
“Ciò significa – commenta Livermore – che alcuni pazienti vengono ipertrattati e questo naturalmente contribuisce al problema dell’antibiotico-resistenza. Ma c’è anche un’altra faccia della medaglia e ciò che i pazienti con batteri resistenti anche agli antibiotici ad ampio spettro, non sono trattati. E questo a volte può esser loro fatale.
Questo approccio di terapia antibiotica ‘a tappeto’ non è una grande risorsa ed è vitale trovare il modo di superarlo al più presto”.
 
Per questo è necessario accelerare le indagini di laboratorio, così da arrivare prima ad un trattamento mirato, un beneficio per il paziente che viene trattato subito con l’antibiotico ‘giusto’, ma anche per a società perché diminuisce il rischio di antibiotico-resistenza.
 
Una risposta potrebbe venire proprio da questo MinION messo a punto da Oxford Nanopore Technologies (nell’immagine), un device che permette di individuar rapidamente le infezioni delle vie urinarie attraverso il sequenziamento del DNA e risparmiando così le lungaggini dell’esame colturale.
“Questo strumento – spiega Justin O'Grady, Norwich Medical School, UEA –  grande come una pennetta USB, riesce ad individuare i batteri presenti nelle urine in appena 12 ore, un quarto del tempo di un’urinocoltura. Questo strumento consente di individuare in maniera affidabile sia i batteri responsabili dell’infezione che le loro resistenze e questo permette di somministrare al paziente un antibioticoterapia mirata in tempi molto più brevi.”
 
Ci sono ancora ostacoli da superare e ampi margini di miglioramento. “Questa metodica – prosegue O'Grady - al momento funziona solo su urine altamente contaminate e non è in grado di predire le resistenze legate a mutazioni di geni preesistenti, piuttosto che ad acquisizione di nuovi geni di resistenza. Ma siamo sicuri che tutto ciò verrà superato in tempi brevi ed è un bene che succeda perché il vecchio approccio consistente nell’usare antibiotici ad ampio spettro non è più perseguibile, sia per la carenza di nuovi antibiotici che per la complessità dei batteri antibiotico-resistenti.”
 
Maria Rita Montebelli

21 settembre 2015
© Riproduzione riservata


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