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Ebola. L’epidemia è ancora un rischio. Nuovo caso di contagio in Sierra Leone


Ieri l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva affermato che l'Ebola era scomparsa dall'intera Africa occidentale con la fine dell'epidemia in Liberia, avvertendo però che potevano verificarsi altre "fiammate" . Proprio quest'oggi un nuovo caso di Ebola si è presentato in Sierra Leone

15 GEN - Proprio ieri l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva dichiarato la scomparsa della malattia in tutta l’Africa occidentale dopo la fine dell’epidemia in Liberia. Ma non aveva abbassato l'allarme, dichiarando il lavoro non ancora finito, con le parole, che oggi si rivelano profetiche, "possono verificarsi altre fiammate".

Mai profezia fu più azzeccata. Perché a meno di 24 ore dall'annuncio un nuovo caso di Ebola è stato confermato in Sierra Leone, che riflette il rischio continuo di nuove fiammate del virus nei paesi in passato colpiti.

Il governo del Sierra Leone ha agito rapidamente per rispondere a questo nuovo caso. Attraverso il nuovo centro operativo di emergenza del Paese, un team congiunto di enti locali, l'OMS e i partner stanno indagando l'origine del caso, al fine di prevenire una pericolosa escalation di contagi.
L'OMS del resto nel comunicato di ieri aveva messo in guardia sul fatto che la Guinea, la Liberia e il Sierra Leone restavano ad alto rischio di ulteriori piccoli focolai di Ebola per i prossimi mesi, questo a causa del fatto che il virus persiste nei pazienti sopravvissuti.

"Al momento siamo in un momento critico per l'epidemia di Ebola, operiamo per la gestione dei casi e dei  pazienti, monitorando il rischio residuo di nuove infezioni", aveva detto ieri Bruce Aylward, rappresentante speciale per la risposta Ebola. "Ci aspettiamo - aveva proseguito - ulteriori fiammate e a questo dobbiamo essere preparati".

Per il Sierra Leone è previsto al momento un periodo di 90 giorni di sorveglianza rafforzata a seguito della dichiarazione del 7 novembre 2015, che annunciava la fine della trasmissione di Ebola nel paese. Questo periodo è stato deciso al fine di garantire l'assenza di catene "nascoste" di trasmissione e per rilevare eventuali nuove fiammate della malattia.

In Italia Consulcesi Group ha rilasciato delle dichiarazioni affermando che "ora più che mai è una priorità formare ed informare correttamente gli operatori sanitari per affrontare pandemie e malattie infettive. Con “e-bola” abbiamo messo a disposizione gratuitamente sul web l’unico presidio attualmente disponibile per ottenere una formazione sanitaria d’eccellenza in tutto il mondo superando ogni barriera".

"È bene rimanere sempre in allerta – commenta il presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella – e non sottovalutare la possibilità che, come già successo, il virus possa ripresentarsi. Anzi, è proprio in questo momento che bisogna fare attenzione a non abbassare la guardia. Questo deve essere fatto a tutela della popolazione e per non rendere vano il sacrificio dei numerosi operatori sanitari che hanno messo a rischio la loro vita, purtroppo in molti casi anche perdendola, per combattere questa battaglia".

Proprio Consulcesi Group ha messo a disposizione della comunità medica internazionale un progetto,  presentato con la tavola rotonda “The e-bola lesson” al Ministero della Salute, – finalizzato a fornire la migliore preparazione possibile per gestire le emergenze, su scala mondiale, legate alle malattie infettive.

"In risposta a questa esigenza – continua Tortorella – abbiamo lanciato il lungometraggio “e-bola”, progetto unico nel suo genere: il primo Film Formazione al mondo. Realizzato in lingua inglese con la consulenza scientifica dell’istituto per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” e l’Università “Sapienza” di Roma, ha ricevuto il plauso delle istituzioni e l’apprezzamento della critica per aver affrontato la tematica con precisione e rigore scientifico, coniugando a questo una drammaturgia cinematografica di livello, capace di arrivare all’attenzione di numerosi festival. Tra questi anche la prestigiosa Festa del Cinema di Roma".

15 gennaio 2016
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