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Napoli. Non solo chemioterapie, al Pascale arriva anche il make-up per le donne ammalate

Dal 1 al 5 febbraio l’Istituto per i tumori ospita la quinta tappa della campagna itinerante promossa dall’associazione Acto onlus (Alleanza contro il tumore ovarico) che prevede sedute di trucco e comfort psicologico alle pazienti con tumore ovarico.

28 GEN - Non solo camici bianchi e chemioterapie, al Pascale di Napoli sarà possibile anche fare delle sedute di make-up. Dal 1 al 5 febbraio l’Istituto per i tumori ospita la quinta tappa della campagna itinerante promossa dall’associazione Acto onlus (Alleanza contro il tumore ovarico in partnership con Youngblood Mineral Cosmetics e il supporto di Roche) che prevede sedute di trucco e comfort psicologico alle pazienti con tumore ovarico. Una neoplasia spesso difficile da diagnosticare, che  colpisce  più di seimila donne ogni anno.
 
Ma che può essere trattata con terapie anti – angiogenesi, come il Bevacizumab farmaco biologico che in combinazione con la chemioterapia blocca la formazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore. Alle donne campane che stanno combattendo questo insidioso tumore saranno dedicate cinque sedute di make-up per affrontare il peso delle terapie e migliorare il percorso terapeutico. L’iniziativa arriva in Campania dopo essere stata sperimentata in strutture ospedaliere pubbliche in Lombardia, Lazio e Puglia. Con professionisti del make up artist al lavoro tra rossetti, fondotinta e matita per restituire alle pazienti, che per accedere al servizio devono prenotare un posto in ospedale - come avviene nei saloni di bellezza-, la propria identità di donna, moglie, madre e lavoratrice. E dimenticare, almeno per un’ora, l’esistenza del tumore, le cure e le sue conseguenze psicofisiche.

 
"La questione psicologica è determinante per il trattamento della patologia – spiega Nicoletta Cerana, presidente di Acto onlus, -, durante il make up artist con professionisti di alto livello, assieme a uno psicologo che prepara le pazienti al contatto con il trucco, la malattia resta fuori dalla sala, le pazienti si rilassano e riacquisiscono la propria identità femminile. Abbiamo ottenuto l’adesione di circa 350 ammalate nei vari centri oncologici che hanno ospitato l’iniziativa. Erano entusiaste del risultato, sollevate, un trattamento affrontato con allegria, ottimismo, energia.  Il loro sorriso ci spinge ad andare avanti anche in altre regioni italiane». L’Istituto Pascale ha aderito all’iniziativa Sguardi d’energia anche perché in campo da anni nella cura ma anche nella tutela del corpo femminile sottoposto a terapie aggressive, con un centro per il make up ospedaliero attivo da sei anni – aggiunge Sandro Pignata, direttore del reparto uro-ginecologico dell’Istituto dei Tumori Pascale -, il tumore ovarico è subdolo, silenzioso, spesso mortale ma si può trattare, si può affrontare e si può pensare anche all’integrità fisica e psicologica delle donne".
 
Stefano Greggi, direttore di Oncologia ginecologica al Pascale sottolinea l’importanza dell’informazione e della prevenzione del tumore ovarico: «I sintomi si manifestano purtroppo quando la malattia è già in fase avanzata. In Campania si registrano 350 nuovi casi di carcinoma ovarico l’anno, siamo in linea con il dato nazionale ma va ricordato che in caso di predisposizione, con casi in famiglia la percentuale di ammalarsi è dieci volte più alta. Il consiglio è sottoporsi una volta l’anno a visite ginecologiche, da quando si è sessualmente attive, in grado di diagnosticare una massa ovarica, senza sottovalutare sintomi come dolori addominali diffusi, distensione addominale, disturbi digestivi».
 
Gli antiangiogenetici
L’arrivo degli anti-angiogenici ha rappresentato un passo in avanti fondamentale nel trattamento di molti tumori e in particolare del tumore ovarico che cresce molto più rapidamente di altre neoplasie. Bevacizumab agisce con un meccanismo molto semplice ma efficacissimo: blocca la formazione dei nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore e lo fanno crescere. L’anti-angiogenico si somministra in prima battuta dopo la chirurgia associato alla chemioterapia, poi una volta terminata la chemio si prosegue con l’anti-angiogenico per 15 mesi come mantenimento in quanto si è visto che questa strategia ritarda la comparsa delle recidive. Nel caso si ripresenti la malattia si somministra di nuovo l’anti-angiogenico con la chemioterapia in seconda battuta. “Si capisce come bevacizumab – dice Pignata - sia diventato in questi pochi anni un farmaco fondamentale nella strategia terapeutica del carcinoma ovarico. Nel nostro Centro è in atto lo studio MITO 16 che servirà a valutare se bevacizumab oltre a essere aggiunto in prima linea debba essere ricevuto anche per la recidiva”.
 
Un aspetto frequente – e drammatico – della storia del tumore ovarico è la comparsa delle recidive di malattia: in che misura si ripresentano? Come vengono gestite? “Le recidive purtroppo sono molto frequenti a seguito di una diagnosi di tumore ovarico: il 75% delle donne con malattia in stadio III o IV va incontro a una recidiva, se la malattia è stata diagnosticata allo stadio I o II recidiva solo nel 25% dei casi. Di fronte a una recidiva si può intervenire chirurgicamente oppure se questo non è possibile si cerca di alternare periodi di trattamento con chemio e biologico a periodi di riposo per cronicizzare la malattia. Ovviamente un’attenzione particolare va posta alla qualità di vita della donna, che deve essere salvaguardata scegliendo i farmaci a minore tossicità e meglio tollerati”.
 
Acto onlus
Acto onlus - Alleanza contro il tumore ovarico ha ideato e promosso, in partnership con Youngblood Mineral Cosmetics e con il sostegno di Roche, “Sguardi d’energia”, nata dalla precedente iniziativa “Scatti d’energia”, la mostra fotografica itinerante che ha portato in giro per l’Italia i ritratti di 10 personaggi famosi che si sono fatti fotografare per rompere il muro di silenzio sul tumore ovarico, informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e le donne in particolare su questa temibile neoplasia. “Sguardi d’energia” è un progetto ospitato nei principali Centri oncologici italiani per rispondere al bisogno della donna di mantenere la sua integrità come persona e ritrovare l’attenzione quotidiana alla propria femminilità.
Un’iniziativa che propone un programma di make-up personalizzato, della durata di una settimana in ogni Centro ospitante, coordinato da make-up artist e un servizio di supporto psicologico dedicato alle donne con tumore ovarico.
L’iniziativa è stata ospitata nel 2015 in Lombardia, nel Lazio e in Puglia. Nel 2016 è arrivata anche in Campania e proseguirà in altre 3 Regioni.
  
Le tappe della campagna nel dettaglio, fino ad oggi:
- Milano, Istituto Europeo di Oncologia, IEO, 19-23 ottobre 2015
- Milano, Istituto Nazionale Tumori, INT, 16-20 novembre 2015
- Roma, Policlinico Gemelli, 23-27 novembre 2015
- Bari, Policlinico, 30 novembre - 4 dicembre 2015
- Napoli, IRCS - Fondazione Pascale, 1-5 febbraio 2016
 
Con questo progetto ACTO onlus rinnova l’impegno nella battaglia contro il tumore ovarico, vicino alle donne, dando voce ai loro bisogni.
 
Ettore Mautone

28 gennaio 2016
© Riproduzione riservata


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