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Melazzini (Aifa): “Le voci e le aspettative dei malati sui nuovi farmaci meritano ascolto”

La voce dei malati, le aspettative e le speranze riposte nei farmaci di nuova generazione che promettono sostanziali miglioramenti nella qualità della vita e delle terapie meritano ascolto, richiedono interlocutori attenti, disposti a mettersi in discussione

05 FEB - Nel mio percorso di vita umana e professionale l’incarico di Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco costituisce un tassello veramente importante. Sono convinto infatti che in fondo a ogni strada che si apre dinanzi a noi, anche quando non lo abbiamo previsto, ci siano un senso e un significato profondo. Una preziosa opportunità per continuare a operare con impegno e con spirito di servizio.
 
Inizio pertanto quest’avventura in AIFA con grande entusiasmo, portando con me il bagaglio di esperienze maturate in ambito lavorativo, come medico oncologo e ricercatore, e quelle altrettanto forti e significative, private e pubbliche, che riguardano la mia storia di genitore, di membro della comunità, di paziente e di amministratore.
 
Sono pronto a mettere queste risorse al servizio dell’istituzione che mi onoro di presiedere e, soprattutto, a servizio dei pazienti, dei loro familiari e di chi giornalmente se ne prende cura. Il cuore della missione di AIFA, in fondo, è tutto qui: prendersi carico dei bisogni di salute dei cittadini, soprattutto di quelli più fragili, garantendo in modo omogeneo l’accesso ai farmaci necessari, assicurandone la sicurezza, l’efficacia e la qualità e monitorandone l’uso e l’appropriatezza. Una sfida che oggi, alla luce dell’ondata di innovazione ad alto costo che stiamo vivendo, si fa sempre più ambiziosa e impone di rivedere i tradizionali paradigmi che hanno orientato le politiche del farmaco e dell’assistenza sanitaria nel suo complesso, partendo proprio dalle modalità di definizione dell’innovazione terapeutica.

 
La voce dei malati, le aspettative e le speranze riposte nei farmaci di nuova generazione che promettono sostanziali miglioramenti nella qualità della vita e delle terapie meritano ascolto, richiedono interlocutori attenti, disposti a mettersi in discussione. In fondo, lo stesso metodo scientifico, che ispira l’operato di un’Agenzia come AIFA, esige questa umiltà di approccio. In questo senso, l’Agenzia ha già intrapreso iniziative di coinvolgimento lodevoli che condivido totalmente. Credo sia di fondamentale importanza porre sul bisogno dell’altro uno sguardo nuovo che consenta di leggere le sue reali necessità e di poter essere così in grado di poter formulare risposte concrete, rapide ed efficaci.
 
Un’attenzione particolare intendo dedicare a quei malati speciali, che pagano la scarsa prevalenza della loro patologia con un grave deficit in termini di terapie e trattamenti disponibili. Sono le “malattie rare”, per le quali l’interesse privato a investire non sempre è sufficiente e su tale tema è importante confrontarsi soprattutto dal punto di vista culturale.
 
Come Presidente, una parte importante del mio mandato riguarderà il rilancio della ricerca indipendente, uno strumento fondamentale per accrescere ulteriormente la conoscenza soprattutto in determinati ambiti poco esplorati. AIFA intende farlo con sempre maggiore decisione, premiando l’elevato livello scientifico secondo principi meritocratici e di trasparenza.
AIFA ha fatto e sta facendo un grandissimo lavoro grazie alla guida del Direttore Generale, Luca Pani, del quale condivido pienamente la visione strategica. Grande valore e grande fiducia nelle competenze e potenzialità del capitale umano e professionale dell’Agenzia che in questi anni le ha consentito di raggiungere obiettivi e traguardi significativi e di accrescere la propria autorevolezza anche a livello internazionale.
 
Un grazie particolare va ai membri del Consiglio di Amministrazione, del Collegio dei Revisori dei Conti e all’Agenzia tutta che mi ha riservato un’accoglienza calorosa. Con loro e con tutto il gruppo di professionisti che operano nell’Agenzia, lavorerò per potenziarla ulteriormente e dotarla di quelle risorse necessarie a far fronte ai compiti sempre più probanti cui è chiamata nel prossimo futuro.
 
Sono fortemente convinto che il limite non limita e che tale consapevolezza sia un forte incentivo a compiere passi importanti e affrontare al meglio le nuove sfide del nuovo capitolo che si apre nella storia di AIFA e nella mia.
 
Con fiducia, tenacia, determinazione e con speranza.
 
Mario Melazzini
Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco
 
Fonte: Editoriale pubblicato oggi sul sito web dell’Aifa

05 febbraio 2016
© Riproduzione riservata


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