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Sclerosi Multipla. Lesioni cerebrali fanno perdere il senso del gusto

Le lesioni cerebrali dovute alla malattia autoimmune cronica sarebbero alla base della perdita della capacità di percepire dolce, aspro, amaro e salato. Lo studio sul Journal of Neurology.

25 FEB - (Reuters Health) - Molti pazienti affetti da sclerosi multipla perdono la capacità di distinguere i diversi gusti, un effetto che sarebbe associato alle lesioni a livello del cervello provocate dalla sclerosi multipla, la malattia autoimmune cronica che colpisce il sistema nervoso centrale. In uno studio americano infatti, i pazienti con sclerosi hanno distinto con più difficoltà, rispetto alle persone sane, i quattro gusti identificabili con la lingua: il dolce, l’aspro, l’amaro e il salato. La ricerca, coordinata da Richard Doty dell’Università della Pennsylvania, è stata pubblicata online sul Journal of Neurology. “Questo studio dimostra chiaramente che le sclerosi multipla è comunemente associata con una diminuzione della capacità di identificare i quattro gusti, sia nella parte anteriore che nella parte posteriore della lingua”, hanno scritto i ricercatori americani. “I dati raccolti dimostrano che la perdita di funzionalità della lingua sarebbe correlata alle lesioni in vaste aree dei lobi frontale e parietale”.


Doty, in un’intervista, ha anche sottolineato che molti pazienti affetti da Sclerosi Multipla sono in uno stato di malnutrizione. “Anche se servono ancora molte ricerche, il nostro studio, insieme ad altri, suggerisce che un significativo numero di pazienti con Sclerosi Multipla subiscono la perdita del gusto e dell’olfatto, perdite che possono impattare negativamente sull’alimentazione, sul piacere del cibo e sullo stato nutrizionale”, ha aggiunto il ricercatore americano.
 
Lo studio
Nello studio, sono stati coinvolti 73 pazienti con sclerosi multipla e 73 persone sane, abbinati sulla base dell’età, del sesso, dell’etnia e dell’educazione. Tutti i partecipanti si sono sottoposti a 96 test per distinguere i gusti dolce (saccarosio), aspro (acido citrico), amaro (caffeina) e salato (cloruro di sodio) nelle quattro parti (sinistra, destra, anteriore e posteriore) in cui viene comunemente divisa la lingua per la percezione del gusto. Sessantatré partecipanti allo studio si sono anche sottoposti a risonanza magnetica in 52 diverse regioni del cervello, per associare i risultati dei test del gusto al numero e al volume delle lesioni cerebrali causate dalla sclerosi. Lo studio ha dimostrato che la prevalenza nelle disfunzioni associate alla percezione del gusto tra i malati di Sclerosi Multipla era dal 15 al 32% più alta rispetto ai controlli. Una percentuale che corrisponde circa alla metà dei casi di neurite, l’infiammazione del nervo ottico che costituisce una caratteristica nella diagnosi di questa patologia autoimmune. “Questo suggerisce che l’alterazione del senso del gusto, anche se più modesta e meno evidente rispetto al difetto di visione, è una caratteristica abbastanza comune nei malati di Sclerosi Multipla”, hanno scritto gli autori.
 
I risultati
I dati raccolti hanno evidenziato che un maggior numero di pazienti affetti da sclerosi scendeva costantemente sotto il quinto percentile, rispetto ai controlli, nell’identificare l’amaro (15,07%), l’aspro (21,9%), il dolce (24,66%) e il salato (31,50%). I deficit nel riconoscere i gusti erano presenti in entrambe le parti della lingua, sia nella regione anteriore che in quella posteriore, mentre le donne con sclerosi si sono dimostrate più accurate nel distinguere i gusti rispetto ai pazienti di sesso maschile. I risultati hanno anche mostrato che i punteggi raggiunti nei test del gusto erano inversamente proporzionali ai volumi delle lesioni presenti a livello del lobo temporale e del lobo frontale, sia mediale che superiore, e al numero di lesioni presenti nella parte sinistra e destra del lobo frontale superiore, nella parte destra del giro cingolato anteriore e nella parte sinistra dell’opercolo parietale. Nessun deficit, invece, risultava correlato a lesioni a livello del Ponte di Varolio, del tronco encefalico o di altre zone.
 
L’influenza della sclerosi sul senso del gusto potrebbe coinvolgere più aree cerebrali, dal momento che lo studio ha mostrato che le strutture direttamente associate alla funzione del gusto hanno poche lesioni correlate alla patologia autoimmune. E questo, sempre secondo gli autori, potrebbe spiegare perché molti pazienti hanno funzioni sensoriali gustative normali. Doty ha anche fatto notare che i medici raramente misurano l’olfatto o il gusto nei pazienti affetti da Sclerosi Multipla e molti malati non sanno di aver perso questa capacità fino a che non si sottopongono a specifici test. “Sicuramente, la consapevolezza da entrambe le parti, sia del paziente che del medico, del deficit sensoriale della lingua potrebbe portare a una migliore consulenza nutrizionale per migliorare lo stato generale di salute del paziente”, ha dichiarato, aggiungendo che uno studio più allargato sarebbe necessario per esplorare i fattori che contribuiscono all’alterazione del senso del gusto e per studiare eventuali approcci farmacologici per ridurre questi effetti”.
 
Fonte: Journal of Neurology
 
Kay Jackson
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science

25 febbraio 2016
© Riproduzione riservata


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