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Martedì 06 DICEMBRE 2016
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Diabete. Costa circa 20 mld l’anno, 11 mld le spese indirette

La gestione integrata del paziente è la chiave di volta per garantire efficacia delle cure e sostenibilità del sistema sanitario. Questi i temi al centro del Convegno “Il paziente diabetico: modelli di appropriatezza e aderenza, per una corretta gestione integrata” organizzato al Senato

01 MAR - Sono circa 4 milioni in Italia i pazienti con diabete. Una patologia che costa al Ssn circa 9 miliardi di euro ogni anno a cui vanno aggiunti oltre 11 miliardi di costi indiretti, in totale 20 mld di euro annui. Trovare nuove soluzioni mirate alla tutela del paziente garantendo sostenibilità al Ssn diventa quindi impellente.
 
È quanto emerso nel corso oggi nel corso del Convegno “Il paziente diabetico: modelli di appropriatezza e aderenza, per una corretta gestione integrata” organizzato al Senato, con il supporto non condizionato di Sanofi, dove si sono confrontati per trovare la quadra, istituzioni, Società scientifiche, farmacologi, economisti sanitari e associazioni di pazienti.
 
La chiave di volta per garantire efficacia delle cure con ricadute positive in termini di risparmio di risorse? La gestione integrata del paziente con diabete. Una gestione che si poggia su 5 pilastri: appropriatezza, aderenza, continuità terapeutica, responsabilità prescrittiva sostenibilità.  
Soprattutto una soluzione in linea con quanto indicato nel Piano nazionale sulla malattia diabetica che vede nella gestione integrata, appunto “la reale chiave di volta, per garantire al soggetto diabetico e/o insulinizzato, il miglior percorso terapeutico” come ha ricordato Paola Pisanti, Presidente Commissione Nazionale Diabete e Coordinatore Gruppo di lavoro sulle Cronicità del Ministero della Salute.

 
A preoccupare sono gli alti costi della patologia. “Il costo annuo della gestione del diabete è complessivamente di circa 20 miliardi di cui 9 miliardi per spese dirette, ovvero farmaci, ospedalizzazioni e assistenza, e quasi 11 miliardi per spese indirette, intese come perdita di produttività e spesa a carico del sistema previdenziale – ha detto  Francesco Saverio Mennini, direttore del Centro di valutazione economica Hta dell’Università di Roma Tor Vergata – in particolare, a pesare su questa ultima voce, è il pensionamento anticipato dei malati che incide per ben 9 miliardi”.
 
La metà dei pazienti con diabete è, inoltre, affetto da almeno 2 o 3 comorbilità (ipertensione, coronopatia, insufficienza renale e disturbi oculari), ha aggiunto Mennini e “tutto questo determina un aggravio importante per le risorse del sistema sanitario. Uno studio che abbiamo effettuato recentemente ha dimostrato come sia possibile risparmiare circa 1 miliardo di euro potenziando congiuntamente anche il monitoraggio di microalbuminuria e colesterolo, grazie ad una migliore gestione della malattia e alla conseguente riduzione delle comorbilità associate e delle ospedalizzazioni”.
 
Ma ognuno deve fare la sua parte, istituzioni, clinici e pazienti. “Il diabete è malattia sistemica e complessa nella patogenesi, nella fisiopatologia e nella sua espressione clinica – ha spiegato Enzo Bonora, Presidente della Società italiana di diabetologia – è molto diffuso perché ormai 4 milioni di italiani ne sono consapevolmente affetti mentre un altro milione ha la malattia senza saperlo. La sua gestione nel singolo paziente richiede il coinvolgimento di molti professionisti e una partecipazione attiva da parte dell'interessato che è il vero protagonista della cura.  Tale gestione, per ottenere i maggiori benefici clinici e per evitare spreco di preziose risorse, deve basarsi su una rigorosa appropriatezza in chi prescrive esami, farmaci, presidi, procedure e in chi organizza il sistema di cura ma anche una scrupolosa aderenza in chi riceve le prescrizioni”.
 
“Le persone con diabete hanno a che fare con una patologia cronica, complessa e progressiva e tra le più rapide a diffondersi a livello mondiale – ha detto Giovanni Lamenza, Presidente di Diabete Italia – per questo motivo è fondamentale disporre di un’organizzazione dell’assistenza sociosanitaria adeguata e sostenibile, che garantisca un facile ed omogeneo accesso alle cure e alle nuove tecnologie. Prevenzione delle complicanze e diagnosi precoce in età pediatrica, sono le parole d’ordine. Non è difficile convincersi che la formazione delle persone con diabete e percorsi strutturati per l’inserimento dei pazienti in età evolutiva nelle attività sociali sono passaggi obbligati per una gestione corretta e consapevole della patologia. La persona con diabete, infatti, è chiamata non solo a controllare in maniera continua e costante la sua glicemia, ma anche condurre uno stile di vita per scongiurare il rischio di generare nel lungo termine le complicanze tipiche del diabete”.

01 marzo 2016
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