Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Sabato 23 LUGLIO 2016
Scienza e Farmaci
segui quotidianosanita.it

Coronaropatie. Con trigliceridi bassi la mortalità diminuisce del 41%

Secondo l’analisi dei dati del Bezafibrate Infarction Prevention (BIP) Study, pubblicati su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes, nei pazienti con malattia coronarica (CHD) l’ipertrigliceridemia è un indicatore predittivo indipendente, associato ad un aumento della mortalità per tutte le cause.

09 MAR - (Reuters Health) – Per chiarire l’associazione tra i diversi livelli di trigliceridi e la mortalità nel lungo termine (superiore ai 22 anni) per tutte le cause, Aharon Erez e colleghi, dello Sheba Medical Center di Tel-Hashomer, in Israele, hanno utilizzato i dati di 15.355 pazienti con malattia coronarica comprovata inclusi nello studio BIP. L’aggiustamento dei dati di sopravvivenza per età e sesso ha mostrato una significativa tendenza alla diminuzione dal 41% nel gruppo con trigliceridemia bassa o normale (100 mg/dL) al 37% con 100-149 mg/dL, e del 36% con 150-199 mg / dL, 35 % con 200-499 mg/ dL, e del 25% con ipertrigliceridemia grave (500 mg / dL) (log-rank p <0.001).
 
Lo studio
In particolare si è visto che, quando valutata come una variabile continua, ogni unità d’incremento dei trigliceridi espressa come logaritmo naturale (ln), era indipendentemente associata con un aumento della mortalità, maggiore del 26%, e questa associazione è rimasta significativa anche dopo aver incluso il valore del livello plasmatico del colesterolo HDL nel modello analitico. Inoltre, utilizzando un modello corretto integralmente per l’analisi di regressione (Cox), ogni unità Ln di elevazione dei trigliceridi è stata associata ad un aumento del 6% del rischio di tutte le cause di mortalità. E ancora, i livelli elevati dei trigliceridi sono stati associati con la mortalità in tutti i sottogruppi analizzati (diabete, colesterolo HDL basso, indice di massa corporea, e fumo), con l’eccezione del gruppo relativamente piccolo delle pazienti di sesso femminile incluse nell’analisi (19% della popolazione dello studio).

“La soglia attualmente utilizzata per la definizione di un livello di trigliceridi elevato per i pazienti con CHD potrebbe, dunque, essere maggiore di quanto desiderato”, hanno concluso i ricercatori aggiungendo la necessità di ulteriori studi prospettici su soggetti altamente selezionati.
 
Fonte: Circ Cardiovasc Qual Outcomes 2016

Will Boggs MD

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

09 marzo 2016
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Scienza e Farmaci

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

In redazione
Lucia Conti
Luciano Fassari
Ester Maragò
Giovanni Rodriquez

Collaboratori
Eva Antoniotti (Ordini e professioni)
Gennaro Barbieri (Regioni)
Ivan Cavicchi (Editorialista)
Fabrizio Gianfrate (Editorialista)
Ettore Mautone (Campania)
Maria Rita Montebelli (Scienza)
Claudio Risso (Piemonte)
Edoardo Stucchi (Lombardia)
Vincino (Vignette)

Contatti
info@qsedizioni.it


Pubblicità
Tel. (+39) 02.28.17.26.15
(numero unico nazionale)
commerciale@qsedizioni.it

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy