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Medicina alternativa. Cartabellotta (Gimbe): "Basta polemiche. Serve un armistizio basato sull'Ebm"

“In assenza di adeguate evidenze scientifiche non si può legittimare l’efficacia di un intervento sanitario solo perché la domanda sociale è elevata”. Ma, sottolinea Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe commentando la recente polemica Garattini/Toscana, “ i trattamenti di documentata inefficacia appartengono sia alla medicina tradizionale, sia a quella alternativa”.

28 APR - Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, leader in Italia negli studi e nella formazione sulla medicina basata sulle evidenze, interviene sulla recente polemica tra il direttore scientifico dell'Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, e la Regione Toscana riguardo all’introduzione di prestazioni di medicina complementare nelle strutture ospedaliere.

"Silvio Garattini, da sempre  molto scettico nei confronti delle medicine non convenzionali, ha duramente criticato la regione Toscana che eroga, a carico del Ssn, agopuntura, omeopatia e fitoterapia. Le sue dichiarazioni hanno innescato un’accesa polemica con le autorità locali e con i rappresentanti delle principali istituzioni del settore, dimostrando quanto ancora sia lontano un “armistizio” tra la medicina convenzionale e la medicina alternativa  - Complementary and Alternative Medicine (Cam).
Ma quali sono le reali differenze tra questi due approcci terapeutici? I detrattori estremisti etichettano la Cam come un approccio non ortodosso, non regolare, ma soprattutto non evidence-based. In realtà, la mancanza di adeguate evidenze scientifiche sull’efficacia/sicurezza della Cam consegue anche ai pochi fondi destinati alla ricerca: infatti, nell’ambito della Cam, sono rari i trial controllati randomizzati - il gold standard per valutare l’efficacia degli interventi sanitari - mentre sono più frequenti gli studi osservazionali che generano evidenze meno robuste. Altro punto debole della ricerca sulla Cam è rappresentato dalle problematiche metodologiche legate alla valutazione dell’efficacia delle varie tipologie di Cam: in particolare, visto che l’approccio della Cam è tendenzialmente olistico e i benefici che ne derivano possono essere mentali, psicologici, spirituali e sociali, gli outcome sono meno tangibili e misurabili rispetto alla medicina tradizionale. Inoltre, nell’analisi benefici/rischi della Cam occorre non trascurare i potenziali effetti avversi sia diretti (tossicità dei trattamenti, interazioni con farmaci, danni fisici da manipolazione, etc.) o indiretti (ritardata erogazione di terapie efficaci per miscredenze o mistificazioni). Infine, è indispensabile arginare definitivamente l’erogazione di Cam da parte di professionisti non adeguatamente formati, quando addirittura non appartenenti alla classe medica.


Ma è possibile integrare Cam e medicina tradizionale ponendo fine a questa “saga infinita” ed evitando sterili polemiche, talora condizionate da conflitti di interesse non sempre dichiarati? Sì, ma solo a patto di utilizzare lo stesso “metro” per valutare l’efficacia della Cam e quella degli altri interventi sanitari. Quelli di provata efficacia devono essere rimborsati dal Ssn; se le evidenze sono insufficienti bisognerebbe finanziare e pubblicare la ricerca, al fine di aumentare la base scientifica; gli interventi sanitari di provata inefficacia dovrebbero essere definitivamente abbandonati e, per nessuna ragione, rimborsati. Pertanto, seguendo i principi dell’Ebm, deve essere contrastata con fermezza la proliferazione incontrollata e indiscriminata della Cam, finalizzata a soddisfare la domanda – emozionale, irrazionale e inappropriata – di pazienti e cittadini (che in questo contesto sarebbe opportuno definire elettori).
Il messaggio razionale che la politica sanitaria deve attingere dalla scienza è solo uno: in assenza di adeguate evidenze scientifiche non si può legittimare l’efficacia di un intervento sanitario solo perché la domanda sociale è elevata. Altrimenti, le pungenti provocazioni di Garattini (fattucchiere, maghi, guaritori e amuleti a carico del Ssn) sono difficilmente contestabili!"
 
Nino Cartabellotta
Presidente Fondazione Gimbe

 

28 aprile 2011
© Riproduzione riservata


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