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Vaccino antipneumococcico. Msf consegna quasi 400.000 firme per chiedere a Pfizer e Gsk di ridurre il prezzo a 5 dollari nei paesi poveri

Hanno firmato anche 60 mila italiani. Lanciata petizione ‘A Fair shot. Il vaccino giusto’. “Milioni di neonati e bambini in tutto il mondo sono lasciati senza alcuna difesa contro la polmonite perché Pfizer e GSK impongono prezzi talmente alti per il vaccino che molti governi e organizzazioni umanitarie non sono in grado di acquistarlo”.

27 APR - Alla vigilia della riunione annuale degli azionisti della Pfizer, Medici Senza Frontiere (MSF) ha depositato davanti alle sedi della casa farmaceutica a New York e Roma i nomi delle quasi 400.000 persone, tra cui più di 60.000 italiani, che hanno firmato la petizione “A Fair shot. Il vaccino giusto”, per chiedere a Pfizer e GlaxoSmithKline (GSK) di ridurre il prezzo del vaccino antipneumococcico a 5 dollari per bambino in tutti i paesi in via di sviluppo e per le organizzazioni umanitarie. Nonostante esistano vaccini che possono prevenirla, la polmonite resta la principale causa di mortalità infantile in molti paesi in via di sviluppo e uccide quasi un milione di bambini ogni anno.
 
“Milioni di neonati e bambini in tutto il mondo sono lasciati senza alcuna difesa contro la polmonite perché Pfizer e GSK impongono prezzi talmente alti per il vaccino che molti governi e organizzazioni umanitarie non sono in grado di acquistarlo” ha detto il dr. Greg Elder, coordinatore medico della Campagna per l’Accesso ai Farmaci MSF. “Le farmaceutiche non devono speculare sulla vita dei bambini. Dopo aver guadagnato più di 30 miliardi di dollari dalla vendita del vaccino, di cui 6 solo l’anno scorso, possono permettersi di ridurne il prezzo per consentire a tutti i paesi in via di sviluppo di proteggere i loro bambini da questo flagello.”

 
A New York, MSF ha consegnato le firme in un flashmob davanti alla sede centrale della Pfizer, dove decine di persone hanno depositato 2.500 fiori, uno per ogni bambino che ogni giorno muore di polmonite, mentre pile di fogli con i nomi dei quasi 400.000 firmatari da 170 paesi diversi riempivano una culla vuota. Consegna simbolica anche alla sede Pfizer di Roma, dove una delegazione di MSF ha depositato le oltre 60.000 firme raccolte in Italia, il paese con il più alto numero di adesioni, insieme a un mazzo di 25 fiori in memoria.
 
“L’anno scorso – ricorda Msf - , durante l'Assemblea Mondiale della Sanità, 193 governi hanno approvato all'unanimità una risoluzione storica per chiedere vaccini più accessibili e una maggiore trasparenza sui prezzi. I governi di più di 50 paesi hanno evidenziato iniquità sempre maggiori per l’aumentato onere finanziario legato ai nuovi vaccini e molti di essi – tra cui Algeria, Bosnia, Egitto, Indonesia, Giordania, Tailandia e Tunisia – hanno affermato che il prezzo elevato dei nuovi vaccini, come quello contro la polmonite, rappresenta un ostacolo alla loro introduzione o minaccia la possibilità di mantenerli nei programmi vaccinali di routine. Secondo un rapporto diffuso da MSF nel 2015, oggi nei paesi più poveri è 68 volte più costoso vaccinare un bambino rispetto al 2001 mentre in diverse parti del mondo è impossibile accedere ai nuovi vaccini”.
 
MSF ha immunizzato i bambini con il vaccino antipneumococcico, che oltre alla polmonite copre un’ampia gamma di infezioni, durante le emergenze in Repubblica Centrafricana, Etiopia, Sud Sudan, Uganda e altri paesi. Dopo cinque anni di tentativi per convincere Pfizer e GSK a fornirle il vaccino a prezzi accessibili, l’anno scorso MSF ha lanciato la campagna “A Fair Shot. Il vaccino giusto” per rafforzare la propria richiesta.
 
“Abbiamo visto troppi bambini morire di polmonite e non ci fermeremo finché tutti i paesi potranno permettersi il vaccino” ha detto Silvia Mancini, esperta di salute pubblica MSF. “È bellissimo che quasi 400.000 persone in tutto il mondo si siano unite a noi per dire a Pfizer e GSK che devono ridurre il prezzo dei vaccini per salvare la vita a molti, molti più bambini. A cosa serve un vaccino salvavita se i più vulnerabili non possono permetterselo?”.

27 aprile 2016
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