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Oms. Ecco la lista dei 12 batteri più resistenti. Contro i quali gli antibiotici possono ben poco

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha redatto una lista dei batteri che maggiormente resistono all’azione degli antibiotici, classificandoli sulla base della pericolosità e del livello di resistenza. L’obiettivo dell’Oms è quello di spingere la ricerca e lo sviluppo nella messa a punto di nuovi antibiotici. Si tratta di 12 famiglie di batteri. La lista è divisa in tre categorie a seconda dell’urgenza della necessità di nuovi antibiotici. IL DOCUMENTO.

01 MAR - L’Oms ha pubblicato una prima lista di “patogeni prioritari” antibiotico-resistenti. Si tratta di un elenco di 12 famiglie di batteri che rappresentano la più grande minaccia per la salute umana. La lista è stata elaborata per indirizzare e promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici, nel quadro di una crescente resistenza globale ai farmaci antimicrobici. In particolare, l’elenco accende i riflettori sulla minaccia dei batteri gram-negativi resistenti a molteplici antibiotici.
 
Questi batteri riescono a circolare lungo il materiale genetico che consente ad altri batteri di diventare a loro volta resistenti. “Questa lista è un nuovo strumento per assicurare che la ricerca e lo sviluppo rispondano a urgenti esigenze di salute pubblica”, afferma Marie-Paule Kieny, Assistente del Direttore Generale per i Sistemi Sanitari e l’Innovazione dell’Oms. “L’antibiotico-resistenza è in aumento e stiamo rapidamente esaurendo le opzioni di trattamento. Se lasciamo tutto alle sole forze di mercato, rischiamo che i nuovi antibiotici non siano sviluppati in tempo”.

 
La lista è divisa in tre categorie a seconda dell’urgenza della necessità di nuovi antibiotici: priorità fondamentale, elevata e media. Il gruppo più importante include batteri resistenti a più farmaci che rappresentano una particolare minaccia in ospedali, case di cura e tra i pazienti la cui assistenza richiede dispositivi come ventilatori e cateteri.
 
Tra questi figurano Acinetobacter, Pseudomonas e vari componenti della famiglia delle Enterobacteriaceae (tra cui Klebsiella, E. coli, Serratia e Proteus). Possono causare infezioni gravi e spesso mortali come infezioni del flusso sanguigno e polmonite. Tali batteri sono diventati resistenti a un gran numero di antibiotici, tra cui i carbapenemi e le cefalosporine di terza generazione – i migliori antibiotici disponibili per trattare batteri resistenti a più farmaci. Il secondo e terzo livello della lista – le categorie con priorità elevata e media – contengono altri batteri sempre più resistenti ai farmaci che causano malattie più comuni, come gonorrea e avvelenamento da cibo causato dalla salmonella.

L’appuntamento di Berlino
Gli esperti di salute del G20 si incontreranno questa settimana a Berlino. “Necessitiamo di antibiotici efficaci per i nostri sistemi sanitari – dichiara Hermann Gröhe, Ministro federale della salute in Germania – Dobbiamo agire congiuntamente oggi, per un domani più sano. Quindi, discuteremo e porteremo all’attenzione del G20 la battaglia contro la resistenza agli antibiotici. La prima lista di patogeni con priorità globale dell’Oms è un nuovo importante strumento per difendere e indirizzare la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici”.
 
La tubercolosi – la cui resistenza ai farmaci tradizionali è cresciuta negli ultimo anni – non è stata inclusa nell’elenco perché di essa si occupavano altri programmi dedicati. Altri batteri non presenti, come lo streptococcus A e B e la clamidia, hanno bassi livelli di resistenza ai trattamenti esistenti e non rappresentano una significativa minaccia alla salute pubblica.Il documento è stato sviluppato in collaborazione con il reparto di malattie infettive dell’Università di Tübingen, Germania, usando una tecnica di analisi decisionale multi-criterio, vagliata da un gruppo di esperti internazionali.
 
I criteri per la selezione dei patogeni sono stati: il grado di mortalità delle infezioni da essi causate, la necessità o meno di lunghe degenze ospedaliere per il trattamento, la frequenza di resistenza agli attuali antibiotici quando vengono contratti dalle persone all’interno di una comunità, la possibilità o meno di prevenzione (attraverso una buona igiene e vaccinazione); il numero di opzioni di trattamento rimaste e la presenza o meno nella pipeline di R&S di nuovi antibiotici per trattarli.
 
”I nuovi antibiotici che si rivolgono a questa lista prioritaria di patogeni aiuteranno a ridurre i decessi dovuti a infezioni resistenti in tutto il mondo”, afferma Evelina Tacconelli, primario del reparto di malattie infettive dell’Università di Tübingen e una delle principali personalità che hanno contribuito allo sviluppo della lista. “Aspettare più a lungo provocherà ulteriori problemi di salute e influirà terribilmente sulla cura dei pazienti”.
 
ECCO L'ELENCO DELL'OMS

Priorità 1: FONDAMENTALE
1.
Acinetobacter baumannii, resistente ai carbapenemi
2. Pseudomonas aeruginosa, resistente ai carbapenemi
3. Enterobacteriaceae, resistenti ai carbapenemi, produttori di ESBL
 
Priorità 2: ELEVATA
1. Enterococcus faecium, resistente alla vancomicina
2. Staphylococcus aureus, resistente alla meticillina, intermediato e resistente alla vancomicina
3. Helicobacter pylori, resistente alla claritromicina
4. Campylobacter, resistente ai fluorochinoloni
5. Salmonellae, resistente ai fluorochinoloni
6. Neisseria gonorrhoeae, resistente alle cefalosporine, resistente ai fluorochinoloni
 
Priorità 3: MEDIA
1. Streptococcus pneumoniae, non suscettibile alla penicillina
2. Haemophilus influenzae, resistente all’ampicillina
3. Shigella, resistente ai fluorochinoloni

01 marzo 2017
© Riproduzione riservata


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