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Diabete. Con l’insulina glargine di nuova generazione migliorano i profili di sicurezza ed efficacia

La patologia e il nuovo trattamento del diabete mellito di tipo 1 e 2 sotto i riflettori al Congresso “Touch The Change” organizzato da Sanofi Italia a Roma. In Sicilia la presenza dei PTORS rallenta l’accesso ai farmaci. Cucinotta: “Avere a disposizione un trattamento di nuova generazione più sicuro e maneggevole è un piccolo passo anche per migliorare la collaborazione con i Mmg”

31 MAR - Sicurezza, stabilità glicemica e flessibilità. Sono sicuramente queste le tre parole d’ordine della terapia insulinica basale. Un salvavita per il diabete di tipo 1 ed un valido aiuto per quello di tipo 2, che utilizzato in maniera appropriata e somministrato nei tempi e nei modi giusti consente alle persone colpite di tenere sotto controllo la malattia con un’alta qualità della propria vita. Una carta importante quindi per una patologia che investe circa 4 milioni di persone in Italia (ai quali si aggiungono almeno un altro milione di malati che non sanno di esserlo), ma che sconta ancora tante le criticità da superare.
 
Quali? Preclusioni psicologiche da parte dei pazienti stessi, ma anche problemi obiettivi: nonostante l’insulina basale abbia rappresentato per tanti anni la terapia di riferimento, ci sono ancora importanti bisogni clinici non soddisfatti. Circa la metà dei pazienti in trattamento non raggiungono infatti gli obiettivi in termini di glicemia o spesso non raggiungono la dose ottimale di insulina, sia durante la fase iniziale di trattamento, sia in quella di mantenimento. E i rischi di ipoglicemia sono sempre in agguato.

 
Questi i temi affrontati nel corso del Congresso “Touch The Change” organizzato a Roma da Sanofi Italia dove 300 tra diabetologi e endocrinologi, con 37 speaker di livello internazionale e nazionale hanno fatto il punto sulla terapia insulinica mettendo in luce gli atout della nuova opportunità come l’insulina glargine di nuova generazione (insulina glargine 300 U/mL), dispensata dal Ssn, che permette un migliore controllo della glicemia con un minor numero di ipoglicemie.
 
I numeri del Diabete.Secondo gli ultimi dati aggiornati recenti dell’Osservatorio ‘Arno Diabete’ nato da una collaborazione tra la Società Italiana di Diabetologia e il Cineca, il tasso di prevalenza totale del diabete in Italia è del 6,2%, circa 4 milioni di persone. Un numero più che raddoppiato rispetto a 30 anni fa: in soli 18 anni, i casi noti sono infatti aumentati di oltre il 70%. A questi vanno aggiunti i casi di diabete non riconosciuto, che si stima siano 1 ogni 4 casi di diabete noto.
E secondo i dati Istat (2014) la prevalenza è mediamente più alta alta nel Sud (6,5%), in Sicilia siamo intorno al 6%. Per quanto riguarda i dati di consumo dei trattamenti farmacologici (Ims Mat giugno 2016), in Sicilia si stima la presenza di circa 94.649 pazienti in trattamento con insulina basale.
 
Sul fronte delle cure è quindi fondamentale assicurare stabilità al paziente con un livello di insulina costante nel tempo.E l’innovazione in questo senso ha offerto un grande assist. Grazie alla ricerca infatti sono oggi a disposizione terapie più evolute per il paziente diabetico, che partono da una rinnovata efficacia della terapia farmacologica per arrivare ad un approccio integrato delle cure abbracciando quindi le nuove esigenze del paziente e consentendogli una miglior qualità di vita. Insomma, non è il paziente ad adattarsi alla terapia farmacologica, ma è il farmaco che va incontro al paziente diabetico. 
 
Una filosofia seguita dall’insulina glargine di ultima generazioneper il trattamento del diabete mellito di tipo 1 e di tipo 2 negli aduli, arrivata di recente anche in Italia. Toujeo®, questo il nome commerciale, è un’insulina glargine 300 U/mL, in soluzione iniettabile, nata dall’evoluzione di insulina glargine 100 U/mL, terapia di riferimento nel trattamento del diabete. Una terapia, dispensata dal Ssn dalla metà di febbraio e disponibile ora anche in Puglia, che consente di mantenere un controllo ottimale del proprio livello di glicemia. Si somministra con grande flessibilità, una volta al giorno a qualsiasi ora della giornata, preferibilmente alla stessa ora ogni giorno, agisce in modo stabile e prolungato nell’arco della giornata riducendo anche i casi di ipoglicemia. Insomma un’insulina basale con una maggiore maneggevolezza, che facilita la gestione da parte del medico e quindi anche del paziente.
 
“La nuova glargine modificata – ha spiegato Giorgio Sesti, Ordinario di medicina Interna all’Università degli Studi di Catanzaro – presenta vantaggi sotto il profilo della sicurezza in quanto riduce il rischio di ipoglicemie in particolare di quelle notturne, pericolose perché spesso non sono avvertite dal paziente e possono così creare un rischio cardiovascolare importante. Inoltre è un sicuro miglioramento anche dal punto di vista della qualità di vita del paziente perché consente di mantenere un profilo glicemico sotto controllo ottimizzato durante tutta la giornata e quindi anche a diverse ora dalla somministrazione. Un aspetto importante perché determina anche una più alta adesione alla terapia”.
 
“Il diabete mellito di tipo due è legato fondamentalmente ai grandi numeri – ha spiegato Domenico Cucinotta, Professore Ordinario, Dipartimento medicina clinica e sperimentale dell’Università di Messina – ed anche al fatto che la maggior parte dei pazienti non raggiunge un buon compenso metabolico. Tra i problemi di questo fallimento c’è il fatto che i farmaci attualmente disponibili riescono ad andare incontro alle esigenze dei pazienti solo parzialmente; e anche che l’inizio della terapia viene spesso ritardata di molti mesi e anche di anni. Questo a causa di preclusioni psicologiche, ma anche per problemi obiettivi legati a rischi di ipoglicemia, alla variabilità della riposta, a problemi burocratici legati a Piani terapeutici, a costi eccessivi per alcuni farmaci”. Insomma i pazienti si scontrano con bisogni insoddisfatti. “Toujeo rispetto a questi bisogni – ha aggiunto – ha il vantaggio di essere una nuova formulazione di una insulina nota, familiare sia ai medici sia ai pazienti, con una migliore farmacocinetica che risolve quindi il problema di ipoglicemie. Ha inoltre maggiore durabilità nel corso della giornata e maneggevolezza e quindi una maggiore facilità di gestione da parte del medico e del paziente”.
 
La Sicilia,ha poi ricordato Cucinotta sconta però lentezze burocratiche. “Accanto alle problematiche generali che riguardano tutta la popolazione, in Sicilia si aggiungono pastoie burocratiche. In particolare – ha aggiunto – crea difficoltà la presenza di un PTORS, prontuario ospedaliero e poi territoriale regionale che presuppone un ulteriore passaggio prima dell’utilizzazione sul mercato di un nuovo farmaco. Altre criticità sono la gestione del Diabete tipo 2 ancora oggi demandata quasi esclusivamente alle strutture specialistiche e una collaborazione con i Medici di medicina generale non ottimale”. Questo potrebbe quindi rappresentare un motivo per cui la risposta ai bisogni dei pazienti è, in Sicilia ancora inadeguata. “Avere a disposizione una insulina glargine di nuova generazione, più maneggevole – ha concluso Cucinotta – è quindi un piccolo passo per poter migliorare questa collaborazione”.

31 marzo 2017
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