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Farmaci e bambini: quelli per tosse e raffreddore sono sicuri

Uno studio USA ha preso in considerazione oltre 3 mila segnalazioni di effetti collaterali relativi a farmaci contro tosse e raffreddore a uso pediatrico (bronferinamina, clorferinamina, destrometorfano, doxilamina, difenidramina, guaifenesina, fenilefrina, pseudoefefrina). Solo il 13% è risultato legato a errori di dosaggio e all’assunzione senza supervisione di un adulto

05 MAG - (Reuters Health) – I  farmaci impiegati contro il raffreddore e la tosse nei bambini sono sicuri e i gravi effetti collaterali che possono verificarsi  sono quasi sempre legati a ingestioni accidentali o a errori di dosaggio. È quanto emerge da uno studio USA che ha analizzato i dati provenienti da diverse fonti, quali centri anti-veleno, normative sui farmaci, aziende farmaceutiche, ricerche mediche e articoli di stampa.
 
I ricercatori – guidati da Judy Green, del Denver Health and Hospital Authority and Rocky Mountain Poison and Drug Center – hanno preso in considerazione  3.251 segnalazioni di casi di effetti collaterali potenzialmente legati all’assunzione di medicinali contro tosse e raffreddore.
 
I farmaci presi in considerazione contenevano i seguenti principi attivi: bronferinamina, clorferinamina, destrometorfano, doxilamina, difenidramina, guaifenesina, fenilefrina, pseudoefefrina.
 
I risultati dello studio
2.183 casi, pari al 67%, coinvolgevano bambini che assumevano farmaci senza la supervisione di un adulto. 423 casi, pari al 13%, erano invece dovuti a errori di dosaggio e riguardavano soprattutto i farmaci in preparazione  liquida. Per quanto riguarda la fascia di età, quella dei bambini sotto i 4 anni è risultata la più colpita. Gli errori di dosaggio farmacologico , invece, si sono verificati con maggiore frequenza  tra i bambini più grandi. Il 45% dei casi è stato registrato nella fascia di età compresa dai 6 agli 11 anni di età. La tachicardia rappresenta  l’effetto collaterale più comune, seguito da sonnolenza estrema, allucinazioni, compromissione del coordinamento muscolare, midriasi, agitazione, ipertensione, irritabilità e confusione. In venti casi, poco più dello 0.5%, si è verificata la morte del bambino. Quelli maggiormente coinvolti erano i piccoli di età inferiore ai 2 anni.

 
I commenti
“Ora sappiamo che questi farmaci sono sicuri quando vengono utilizzati seguendo le istruzioni. Gli eventi clinicamente significativi sono rari e quando si verificano sono spesso dovuti ad assunzioni accidentali, che avvengono in assenza di supervisione”, dice l’autrice principale dello studio, Judy Green. Un ricercatore della Duke University Medical Center di Durham, Brian Smith, ha invece sottolineato come i risultati siano invece preoccupanti, perché “I bambini sotto i 4 anni non dovrebbero utilizzare questi medicinali”.
 
Fonte: Pediatrics 2017
 
 Lisa Rapaport
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

05 maggio 2017
© Riproduzione riservata


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