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Asma. Più di un italiano su due non conosce bene questa patologia


Ne soffre il 6% dei nostri connazionali e quasi la metà degli italiani ha un parente o un amico che ci convive. Eppure, nella maggior parte della popolazione persistono falsi miti e convinzioni che portano a una bassa aderenza terapeutica.

25 MAG - Sei italiani su dieci la conoscono direttamente oppure di riflesso, perché ne soffre un parente, un amico o un collega. È l’asma, una patologia che affligge circa tre milioni di connazionali e che, nonostante i numeri, non è molto conosciuta nel Belpaese. “Pur senza sottostimarne la gravità, gli italiani non riconoscono la cronicità della malattia – ha spiegato Massimo Sumberesi, direttore generale Doxa Marketing Advice, oggi a Milano per presentare i dati dell’indagine demoscopica sulla conoscenza dell’asma realizzata per GlaxoSmithKline – Da qui la convinzione che non sia necessario prendere i farmaci con regolarità”. E i numeri parlano da soli: solo il 28% di chi assume farmaci per via inalatoria (il 71% dei pazienti) lo fa regolarmente. Il restante 43% usa i medicinali durante le fasi acute (30%) o nei casi di emergenza (13%).
 
“L’indagine conferma quello che osserviamo tutti i giorni nella pratica quotidiana – sospira Pierluigi Paggiaro, ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università di Pisa –Il paziente percepisce l’asma solo quando ci sono i sintomi. È difficile far passare il concetto di una gestione continuativa della patologia”, un percorso che deve continuare anche nelle fasi di remissione, che pur ci sono.

 
Lo studio, condotto su campione di mille persone (popolazione generale, asmatici e caregiver), ha evidenziato come il 54% degli intervistati conosca poco o per nulla la malattia. E anche chi si ritiene informato rivela le proprie lacune non appena si scende in profondità: “Un italiano su due è convinto che si possa guarire completamente dall’asma e quasi altrettanti la ritengono una malattia stagionale – ha reso noto il dg di Doxa – Il 40% pensa si possa curare con rimedi naturali come integratori o prodotti omeopatici”. Questo nonostante un intervistato su 5 abbia avuto una crisi acuta nell’ultimo anno e il 37% abbia fatto ricorso almeno una volta nella vita alla medicina d’urgenza per un attacco grave di asma.
 
I desiderata
La ricerca ha misurato anche le aspettative dei pazienti. Le prime tre richieste sono:
· Facilitare la gestione della malattia;
· Promuovere più campagne di prevenzione e informazione ;
· Migliorare la qualità dell’aria.
 
“Aumentare l’aderenza terapeutica e lavorare sulla diagnosi precoce sono i nostri obiettivi principali – ha evidenziato Gabriella Levato, medico di medicina generale della Fimmg Lombardia – Mi ha colpito che i pazienti chiedano di facilitare la gestione della malattia: per la mia esperienza si viene in ambulatorio al momento del bisogno senza percepire il proprio percorso di malattia. Se sta aumentando questa consapevolezza significa che il lavoro di sensibilizzazione che abbiamo svolto negli ultimi anni sta iniziando a restituire i primi risultati”.
 
Per quanto riguarda le terapie, invece, i pazienti preferirebbero sostituire l’attuale trattamento inalatorio con uno orale, aumentare il tempo di copertura del farmaco, rendere l’erogatore di più semplice utilizzo e trovare nuovi farmaci più efficaci. Ben 4 asmatici su 10 ritengono infatti che la loro terapia sia troppo impegnativa e 2 su tre non sono soddisfatti di ciò che è stato loro prescritto.
 
I farmaci
I farmaci raccomandati per il trattamento dell’asma, da assumere per via inalatoria, sono gli antinfiammatori (cortisonici) e i broncodilatatori, cui possono essere associati, a seconda della gravità, gli antileucotrienici. Dal 2014 è disponibile anche una soluzione once daily, che prevede cioè un’unica somministrazione giornaliera prolungando così la durata della terapia. Il medicinale, a base di fluticasone furorato e vilanterolo, è stato al centro di recenti studi. Uno, in particolare, “ha dimostrato che il farmaco, somministrato una volta al giorno, ha la stessa efficacia di quelli con due somministrazioni giornaliere – ha evidenziato Andrea Rizzi, direttore medico dell’area respiratoria di Gsk Italia – Questo significa una maggiore libertà per il paziente che, nel caso di posologia ripetuta, corre il rischio di dimenticarsi l’inalazione durante la giornata e quindi riduce l’efficacia della molecola”.
 
Dall’indagine Doxa emerge una buona accoglienza per la soluzione once daily: per il 78% degli intervistati un farmaco con un’unica somministrazione giornaliera contribuisce a gestire meglio l’asma. “Esiste un 20% circa di resistenza da parte di quei pazienti che ritengono di potersi auto-modulare la terapia in base a come stanno al momento – ha spiegato Sumberesi – Questo ovviamente viene meno nel caso di un’unica inalazione quotidiana”.

25 maggio 2017
© Riproduzione riservata


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