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Congresso Asco. Tumore al polmone, Alectinib dimezza rischio progressione malattia

Nell’ambito delle terapie per il tumore al polmone, In uno studio di fase III,alectinib ha mostrato di essere in grado di ridurre il rischio di peggioramento della malattia o morte del 53% rspetto alla terapia standard.

05 GIU - Al Congresso Asco sono stati presentati i risultati dello studio di fase III, Alex, che mostrato come alectinib (Roche) sia in grado di ridurre significativamente il rischio di peggioramento della malattia o morte (sopravvivenza libera da progressione, PFS) di oltre la metà (53%) rispetto alla terapia standard con crizotinib, quando somministrato come trattamento iniziale (di prima linea) in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo all’ALK (chinasi del linfoma anaplastico) in stadio avanzato (rapporto di rischio (HR)=0,47, 95% IC: 0,34-0,65, p<0,0001).
 
La PFS mediana riportata dagli investigatori, endpoint primario dello studio, non è stata ancora raggiunta nei pazienti trattati con alectinib (95% IC: 17,7 non raggiunta) rispetto agli 11,1 mesi (95% IC: 9,1-13,1 mesi) dei pazienti trattati con crizotinib , a dimostrazione dell’efficacia del farmaco. La PFS mediana – valutata da un comitato di revisione indipendente (IRC), un endpoint secondario – è stata di 25,7 mesi (95% IC: 19,9 non raggiunta) per i pazienti trattati con alectinib rispetto a 10,4 mesi (95% IC: 7,7-14,6 mesi) per i pazienti trattati con crizotinib (HR=0,50, 95% IC 0,36-0,70; p<0,0001). Il profilo di sicurezza di alectinib è coerente con quello osservato in studi precedenti.

 
“Alectinib, ha ridotto il rischio di progressione della malattia di oltre la metà e ha ridotto il rischio di diffusione o crescita del tumore nel cervello, che può avere effetti devastanti per i pazienti”, ha spiegato Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. “Questi risultati migliorano significativamente lo standard terapeutico per questa malattia, allungando il tempo medio vissuto dai pazienti senza peggioramento della malattia da meno di un anno a più di due anni. Stiamo ora presentando questi dati alle autorità regolatorie di tutto il mondo”.
 
Lo studio globale ALEX, randomizzato, di fase III, ha anche dimostrato che alectinib riduce il rischio di progressione della malattia nel sistema nervoso centrale (SNC) dell’84% (HR=0,16, 95% IC: 0,10-0,28; p<0,0001).1 L’incidenza cumulativa valutata a dodici mesi per quanto riguarda la progressione nel SNC per i pazienti con o senza metastasi nel SNC al basale è stata del 9,4% (95% IC: 5,4-14,7%) per i pazienti trattati con alectinib e del 41,4% (95% IC: 33,2-49,4%) per i pazienti trattati con crizotinib.I dati ottenuti dallo studio ALEX saranno presentati alle autorità sanitarie mondiali, compresa la Food and Drug Administration (FDA) statunitense, che nel settembre 2016 ha concesso ad alectinib la Breakthrough Therapy Designation (BTD – designazione di terapia fortemente innovativa) per il trattamento di pazienti affetti da NSCLC ALK-positivo, in stadio avanzato, non sottoposti precedentemente a trattamento con un inibitore di ALK.
 
Nell’Unione europea, a febbraio 2017 è stata concessa l’autorizzazione di immissione in commercio condizionata ad alectinib in monoterapia per i pazienti affetti da NSCLC ALK-positivo in stadio avanzato precedentemente trattati con crizotinib. In base a quanto previsto dall’autorizzazione condizionata dell’UE, Roche presenterà ora lo studio ALEX come obbligo specifico per ottenere la piena approvazione di alectinib per questa indicazione.

05 giugno 2017
© Riproduzione riservata


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