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Aderenza alla terapia. Senior Italia FederAnziani: “Il 70,4% dei cronici dimentica di assumere i farmaci, il 10,3% fa confusione”

A scattare la fotografia uno studio condotto su 1.427 over 65 con ipertensione arteriosa dal Centro Studi di Economia Sanitaria di Senior Italia FederAnziani che stima in 11,4 miliardi di euro annui il risparmio ottenibile raggiungendo l’80% dell’aderenza ai programmi terapeutici nelle patologie croniche

20 LUG - La comorbilità e l’assunzione di troppe pillole mettono a serio rischio l’efficacia delle cure e la salute degli anziani per insufficiente aderenza alla terapia. Una mancata aderenza determinata soprattutto dalla dimenticanza: circa sette anziani su dieci scordano di assumere i farmaci, ma uno su dieci fa confusione tra una confezione e l’altra, anche perché i farmaci da assumere sono troppi.
 
È quanto emerge da uno studio condotto dal Centro Studi di Economia Sanitaria di Senior Italia FederAnziani su 1.427 over 65 con ipertensione arteriosa secondo il quale il 71% degli anziani è sottoposto a 2 programmi terapeutici per il trattamento dell’ipertensione arteriosa e della dislipidemia. Nel 44% dei casi emerge un inadeguato controllo farmacologico della patologia.
 
Ma quali sono le le cause della scarsa aderenza alla terapia? Nel 70,4% la dimenticanza e gli assuntori di più di 7 farmaci differenti sono prevalentemente over 75; nel 10,3% la confusione, per i troppi farmaci da assumere, per confezioni troppo simili tra loro o nomi troppo somiglianti; nel 32,9% un insufficiente coinvolgimento nel programma terapeutico e il mancato rispetto delle indicazioni mediche; il 12% raggiunto il benessere sospende autonomamente la terapia; il 23% con più di sei tipologie di farmaci diversi abbandona la terapia per eccessiva complessità del programma terapeutico.

 
Le soluzioni secondo gli over 65. L’indagine ha anche chiesto agli anziani quali potrebbero essere le soluzioni concrete per raggiungere una corretta compliance del programma terapeutico e migliorare l’aderenza alla terapia.
Le soluzioni alla dimenticanza sono state individuate nell’accesso a tecnologie che ricordino l’assunzione dei farmaci a orario e facilitino l’aderenza soprattutto nei politrattati.
Per evitare la confusione basterebbe una riduzione del numero di compresse da assumere e la disponibilità di farmaci con packaging e blister simili per area terapeutica.
Per lo scarso coinvolgimento nel programma terapeutico basterebbe un costante monitoraggio da parte del personale infermieristico e medico del programma terapeutico, con un maggiore coinvolgimento del paziente sugli obiettivi da raggiungere e i possibili effetti indesiderati.
 
Un’ulteriore soluzione proposta per agevolare il programma terapeutico in presenza di politerapie è l’impiego di compresse contenenti più princìpi attivi: l’87% degli over 65 preferirebbe farmaci in associazione che consentirebbero la riduzione del numero di compresse mantenendo lo stesso programma terapeutico.  Da sottolineare che il 59% degli intervistati non conosceva l’esistenza di questi  farmaci e il 7% dei rispondenti in trattamento per malattia cronica attualmente assume farmaci in associazione.
 
I possibili risparmi secondo il Centro Studi di Economia Sanitaria di Senior Italia FederAnziani. La mancata aderenza alla terapia è responsabile di 194.500 decessi ogni anno in Europa, con elevati costi sanitari diretti e indiretti stimati in 125 miliardi di euro annui.
In Italia il risparmio ottenibile raggiungendo l’80% dell’aderenza ai programmi terapeutici nelle patologie croniche è stimato dal Centro Studi di Economia Sanitaria di Senior Italia FederAnziani in 11,4 miliardi di euro ogni anno in termini di riduzione delle complicanze, accessi al pronto soccorso e ospedalizzazioni.
 
“Per ottimizzare l’aderenza e la persistenza alla terapia – commenta il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina - occorre un’azione condivisa, sinergica, costruttiva e concreta degli attori del Sistema salute per sviluppare programmi di informazione e formazione del paziente, diffondere strumenti tecnologici per facilitare l’assunzione dei farmaci, incentivare il mondo dell’industria all’utilizzo di packaging dalle caratteristiche simili per aree terapeutiche, diminuire il numero di compresse attraverso un più diffuso impiego di farmaci in associazioni fisse, coinvolgere il paziente nel programma di terapia attraverso un costante monitoraggio”.

20 luglio 2017
© Riproduzione riservata


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