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Disturbi infantili del neurosviluppo. Sinpia: “App e microsensori, le nuove frontiere della diagnosi precoce”

Microsensori e App per monitorare il risveglio, i movimenti ed ogni piccolo cambiamento. È questa l’ultima frontiera per lo studio e la cura dei disturbi infantili del neurosviluppo. Traguardi che gli esperti hanno mostrato durante il 28° Congresso della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia). L’evento, che ha accolto più di 300 i partecipanti, si è concluso sabato 7 Ottobre, a Napoli.

09 OTT - Diagnosi precoce e nuove tecnologie. Sono queste le due parole d’ordine per il trattamento dei disturbi neuropsichici dell’età evolutiva,  i temi attorno ai quali si è sviluppato il 28° Congresso Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia). Gli esperti hanno esaminato ed illustrato i risultati delle più recenti ricerche, tutte orientate verso l’importanza di una diagnosi precoce e di interventi tempestivi e mirati.
 
“Anche l’ambiente - ha spiegato Carmela Bravaccio, dell’Università di Napoli – ha un ruolo fondamentale nel modulare la genetica. I primi 1000 giorni dal concepimento sono fondamentali per lo sviluppo neuropsichico del bambino più ancora che per quello fisico. E’ per questo che sono così importanti gli studi che vanno a monitorare i neonati fin dalla nascita per capire quali potrebbero essere i segnali di una traiettoria evolutiva che si allontana da quella attesa”.
 
Ascoltare i segnali fin dai primi giorni di vita

La docente dell’ateneo partenopeo ha sottolineato anche l’importanza di “capire se e in che modo il pianto, lo sguardo, i movimenti dei neonati sono diversi tra bimbi che cresceranno sani, bimbi che svilupperanno autismo e bimbi che svilupperanno un disturbo di linguaggio o una disabilità intellettiva”. Una diagnosi precoce, come spiegato da Bravaccio “permette di intervenire in modo molto più mirato già prima dei 2 anni di età e di sfruttare al massimo la plasticità cerebrale”.
 
Cosa sono i disturbi neuropsichici dell’età evolutiva
Comprendono le disabilità intellettive, i disturbi della comunicazione, i disturbi dello spettro autistico, il disturbo da iperattività e deficit dell’attenzione, i disturbi specifici dell’apprendimento e del linguaggio, i disturbi psichiatrici, i disturbi neuromotori, l’epilessia e molti altri. Spesso si presentano in comorbilità, ovvero lo stesso bambino ha contemporaneamente l’autismo, la disabilità intellettiva, il disturbo di linguaggio e l’epilessia.
 
Dal Congresso, a cui hanno partecipato oltre 300 persone, di cui il 70% medici e il 30% di altre professioni, è emerso con grande chiarezza come oggi per disturbi neuropsichici dell’età evolutiva ci siano sempre più interventi efficaci. Trattamenti in grado di cambiare il futuro dei ragazzi e delle famiglie, e diminuire il carico economico sul sistema sanitario e sociale.
 
Ciò è reso possibile anche dall’applicazione delle nuove tecnologie. Microsensori e app sono entrate in modo prepotente nella vita quotidiana e sono ormai utilizzate in modo massiccio dagli adulti che vogliono monitorare frequenza cardiaca, allenamento, tipo di attività fisica effettuata, consumo calorico. Applicate ai bambini con disturbi del neurosviluppo, consentono di monitorare il numero e la tipologia dei risvegli, le caratteristiche dei movimenti, i pattern di equilibrio, le tipologie di interazioni e i loro cambiamenti, visualizzando nell’immediato e nel tempo gli effetti degli interventi che vengono attivati.
 
Trattamento, l'importanza della struttura organizzativa
“Le ricerche presentate hanno riguardato anche l’organizzazione dei servizi – ha aggiunto Antonella Costantino, Presidente Sinpia -. E’ ormai sempre più evidente che nei disturbi complessi, come certamente sono i disturbi del neurosviluppo, la struttura organizzativa con cui vengono erogate le cure determina ricadute molto significative su appropriatezza ed efficacia”.
 
“I risultati migliori – ha detto Costantino - in termini di salute si vedono quando i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza hanno al proprio interno tutte le professionalità necessarie (medici, psicologi, terapisti della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, logopedisti, educatori, infermieri, assistenti sociali ecc), in modo stabile, dedicato e con competenze specifiche. Serve coniugare competenze generali su tutti i disturbi neuropsichiatrici dell’età evolutiva, indispensabili per la diagnosi differenziale e per gestire le numerose comorbilità, con competenze specialistiche mirate sui singoli disturbi, indispensabili per garantire interventi al passo con le evidenze scientifiche più recenti”.
 
La necessità di nuovi modelli di cura
“I vecchi modelli – ha continuato la Presidente della Sinpia - in cui lo stesso operatore si occupa sia di bambini che di anziani, sia di autismo che di disturbi di apprendimento o di fragilità sociale in modo aspecifico non sono efficaci e come se non bastasse sono più costosi sia nell’immediato che per le conseguenze sul sistema sanitario e sociale nel futuro. Altrettanto inefficaci sono i modelli in cui le diverse competenze sono separate tra più servizi, e lo stesso bambino si trova a girare tra il servizio che si occupa solo del linguaggio, quello che si occupa solo degli aspetti motori, quello che si occupa solo della disabilità, spesso con priorità e indicazioni diverse se non contradditorie. In modelli di questo tipo, finiscono per essere i genitori a dover tenere insieme i pezzi di un sistema frammentato, inefficace ed inefficiente”.
 
“E’ proprio in quest’ottica – ha concluso Rocco Farruggia, Segretario della Sezione di Psichiatria della Sinpia - che nel congresso è stato presentato e discusso il primo draft di linee di indirizzo per gli interventi nelle acuzie psichiatriche in adolescenza. Si tratta di un campo delicatissimo, nel quale la carenza di risposte e i modelli organizzativi frammentati e aspecifici stanno determinando conseguenze rilevanti sulla salute dei ragazzi e delle famiglie, e un aumento esponenziale dei costi per la società. Evidenziare chiaramente cosa funziona e cosa no, sia in termini clinici che organizzativi, è fondamentale per la programmazione”.

09 ottobre 2017
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