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Depressione bipolare. Efficace la stimolazione transcranica a corrente diretta

Nuove evidenze a favore della stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS) nel trattamento della depressione bipolare. In un trial condotto in Brasile, questa tecnica ha fatto registrare miglioramenti dei pazienti e sicurezza nell’impiego

08 GEN - (Reuters Health) – La stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS) è sicura, efficace e ben tollerata nei pazienti con depressione bipolare. L’evidenza emerge  da un piccolo trial eseguito in Brasile, i cui risultati sono stati pubblicati da Jama Psychiatry. “Questo studio preliminare ha mostrato prove di efficacia e sicurezza del tDCS come terapia aggiuntiva nella depressione bipolare”, ha detto l’autore principale dello studio, Andre Russowsky Brunoni, dell’Università di San Paolo in Brasile.

La premessa
“Gli attuali trattamenti per la depressione bipolare hanno solo una modesta efficacia e sono associati ad effetti avversi – scrivono Brunoni e il suo team nella relazione pubblicata online lo scorso 27 dicembre su Jama Psychiatry – La stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (Tms) ha dimostrato di essere efficace sia nella depressione unipolare sia in quella bipolare, ma è costosa e correlata a crisi epilettiche”.

La stimolazione transcranica a corrente diretta, invece, è meno costosa e più semplice da eseguire rispetto al Tms; consiste nel passaggio, non invasivo, di deboli correnti dirette al cervello attraverso elettrodi posti sul cuoio capelluto, di solito sopra la corteccia prefrontale dorso-laterale. Questa stimolazione cerebrale non invasiva è risultata efficace nella depressione unipolare, ma non era stata ancora testata in uno studio controllato in pazienti con depressione bipolare.


Il trial
Nel Bipolar Depression Electrical Trial (Better), i ricercatori hanno randomizzato 59 pazienti con disturbo bipolare e un episodio depressivo maggiore a ricevere Tdc o stimolazione fittizia. I partecipanti hanno completato 10 sessioni giornaliere, seguite da una sessione ogni due settimane, fino alla sesta settimana. Cinquantadue pazienti hanno completato il processo.

L’analisi intent-to-treat ha mostrato un miglioramento significativamente superiore nel gruppo Tdc attivo rispetto ai controlli, con un numero necessario da trattare (Nnt) di 5,8. Il tasso di risposta cumulativa è stato del 67,6% nel gruppo di trattamento attivo, contro il 30,4% nel gruppo di controllo (Nnt, 2,69). I tassi di remissione sono stati del 37,4% nel trattamento attivo contro il 19,1% per i controlli, tuttavia tale differenza non è stata statisticamente significativa. L’unico evento avverso associato al trattamento è stato il rossore cutaneo localizzato.

Fonte: Jama Psychiatry

Anne Harding

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

08 gennaio 2018
© Riproduzione riservata


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