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Infezioni. Da mucche transgeniche anticorpi sicuri per combattere la Mers

Anticorpi umani prodotti da mucche geneticamente modificate sono sicuri per l’uomo e potrebbero essere utilizzati per sviluppare un trattamento per la malattia virale nota come Mers (Middle East Respiratory Syndrome). A dimostrarlo è uno studio finanziato dal governo americano e pubblicato da Lancet Infectious Diseases. La ricerca è stata guidata da John Beigel

12 GEN - (Reuters Health) –Il sangue delle persone che sono state infettate da un determinato agente sono ricche di anticorpi in grado di combattere infezioni gravi – Sars, Mers ed Ebola – ma raccogliere il liquido ematico non è sempre facile o rapido quando c’è bisogno di contrastare un’epidemia. Per produrre anticorpi in specifici in grandi quantità sono state intensificate le ricerche sugli animali transgenici. Questa idea si è sviluppata negli ultimi anni per una serie di malattie gravi, tra cui influenza.

La scoperta
In particolare, gli scienziati hanno scoperto che la somministrazione di anticorpi umani chiamati Sab-301, prodotti dai cosiddetti bovini transcromosomici – animali che hanno il Dna umano incorporato nel loro genoma – sarebbe sicura sui volontari sani. Inoltre, gli anticorpi persisterebbero anche più a lungo di quanto il virus resta normalmente nell’organismo; sono stati rilevati nel sangue anche dopo 90 giorni. Tutto ciò indicherebbe una strada da percorrere per l’utilizzo di questi anticorpi, che offrirebbero un’immunità contro un’infezione invasiva. “I dati del nostro studio suggeriscono che i Sab-301 sono sicuri e dovrebbero essere condotte ulteriori ricerche su potenziale trattamento”, afferma John Beigel, del Leidos Biomedical Research, nel Maryland, a guida della ricerca.

La Mers è una malattia virale simile alla Sars che è stata identificata per la prima volta nel 2012 in Arabia Saudita, dove sono stati registrati oltre l’80% dei casi identificati fino a oggi, e che ha causato epidemie letali in Medio Oriente e casi sporadici in tutto il mondo. Nonostante più di cinque anni di varie ondate di infezioni, non è stato ancora sviluppato alcun trattamento efficace o vaccino contro questa infezione che ha un tasso di mortalità del 35% e che finora ha causato il decesso di almeno 740 persone in tutto il mondo.

Fonte: Lancet Infectious Diseases

Kate Kelland

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

12 gennaio 2018
© Riproduzione riservata


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