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Oli essenziali di lavanda e di ‘tea tree’: possono provocare ginecomastia nei ragazzi prepuberi

di Maria Rita Montebelli

Una ricerca appena presentata a Chicago al congresso degli endocrinologi americani, lancia l’allarme sul pericolo che l’esposizione regolare agli oli essenziali di lavanda e di ‘tea tree’ possa provocare comparsa di ginecomastia nei ragazzi prepuberi. Il problema sembra legato al fatto che alcune sostanze chimiche presenti in questi oli (ma in vario grado anche in altri 65 oli essenziali), agiscano da interferenti endocrini. Oltre che negli oli usati in aromaterapia, queste sostanze sono presenti nei prodotti per l’igiene personale e della casa.

20 MAR - Gli oli essenziali sono sicuri per la salute, soprattutto per quella dei più giovani? L’argomento è già arrivato alla ribalta della letteratura scientifica qualche anno fa con una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine che aveva individuato un nesso tra l’esposizione regolare a oli essenziali di lavanda e di ‘albero del tè’ (Melaleuca alternifolia) e ginecomastia nei ragazzi. Adesso se ne torna a parlare, con una discreta eco anche sulla stampa laica (da Time, all’agenzia di stampa cinese Xinhua), a seguito di una nuova ricerca, presentata in questi giorni a Chicago al congresso ENDO2018.
 
Il nuovo studio, riprende il discorso avviato dalla ricerca del NEJM, confermando il legame tra esposizione a questi oli essenziali e ginecomastia, e attribuendo il fenomeno al fatto che alcune sostanze chimiche contenute negli oli essenziali si comportano come ‘interferenti endocrini’.
Gli oli essenziali di lavanda e di ‘tea tree’ sono molto utilizzati nell’aromaterapia, ma anche all’interno di prodotti di igiene personale (shampoo, saponi, lozioni per il corpo, acqua di colonia)  e nei prodotti di pulizia per ambienti.
 
“In genere si tende a considerare gli oli essenziali come prodotti innocui e sicuri – commenta J. Tyler Ramsey del National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS), parte dei National Institutes of Health e autore dello studio presentato a Chicago – mentre queste sostanze contengono diversi agenti chimici e dovrebbero essere utilizzate con cautela visto che alcuni di questi fungono da potenziali ‘interferenti endocrini’.
Un interferente endocrino è una sostanza presente nell’ambiente che interferisce con gli ormoni e con l’attività degli ormoni nell’organismo.
 
E’ piuttosto raro che la ginecomastia si verifichi primi della pubertà, ma secondo gli autori sono sempre più numerose le segnalazioni di casi che si presentano in seguito all’esposizione topica a oli essenziali di lavanda e di ‘tea tree’; questi casi di ginecomastia tra l’altro regrediscono non appena i ragazzi interrompono l’uso di questi prodotti.
 
Questi due oli essenziali in particolare sono risultati avere, in studi di laboratorio, proprietà simil-estrogeniche e anti-androgene; in altre parole entrano in competizione o alterano il funzionamento degli ormoni che controllano le caratteristiche maschili e questo può avere un’influenza sulla pubertà e sulla crescita dei ragazzi.
 
Ma non è tutto. Tra le centinaia di agenti chimici presenti negli oli essenziali di lavanda e di ‘tea tree’. Ramsey e colleghi ne hanno analizzati otto (eucaliptolo 4-terpineolo, dipentene/limonene, alfa-terpineolo, linalil acetate, linaloolo, alfa-terpinene e gamma-terpinene), presenti in entrambi questi oli essenziali.
 
Gli autori, in una serie di esperimenti di laboratorio, hanno esposto delle cellule tumorali umane a questi agenti chimici al fine di misurare le alterazioni dei geni preposti ai recettori degli estrogeni e degli androgeni. Tutte e otto le sostanze analizzate hanno mostrato vari gradi di attività estrogenica e/o anti-androgena, compatibili secondo gli autori con le alterazioni ormonali alla base della ginecomastia nei ragazzi prepuberi.
 
A preoccupare ulteriormente gli autori di questa ricerca è il fatto che molte delle sostanze analizzate compaiono in almeno altri 65 oli essenziali. In mancanza di una regolamentazione specifica, i ricercatori americani auspicano dunque che il pubblico venga a conoscenza dei risultati di questa ricerca e ne tenga conto prima di utilizzare gli oli essenziali, soprattutto in maniera estensiva e regolare.
 
Maria Rita Montebelli

20 marzo 2018
© Riproduzione riservata

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