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Roma. Da startup della Sapienza un dispositivo per l’identificazione rapida del linfonodo sentinella


Il dispositivo è dotato di una tecnologia in grado di auto-guidare il chirurgo verso l’obiettivo in pochi secondi e, grazie all’approccio “lock on target” assicura una precisione inferiore al millimetro quando si è raggiunto il bersaglio. Il dispositivo consentirà di ridurre drasticamente danni collaterali quali il linfedema.

27 MAR - NG Detectors, startup nata dall’Università Sapienza di Roma, ha messo a punto e ora si sta concentrando sull’industrializzazione di un dispositivo per l’identificazione rapida del linfonodo sentinella.

Il dispositivo (GonioProbe), sfrutta l’idea della “Sonda scintigrafica goniometrica”, ideata da Roberto Pani, professore Ordinario di Fisica Medica della Sapienza e direttore scientifico della startup.

“La precisa identificazione e rimozione del linfonodo sentinella – spiega Roberto Pani – consente di rivelare l’eventuale diffusione delle metastasi e determinare con precisione una terapia personalizzata. Il nuovo dispositivo proposto è dotato di una tecnologia in grado di auto-guidare il chirurgo verso l’obiettivo in pochi secondi e, grazie all’approccio “lock on target” assicura una precisione inferiore al millimetro quando si è raggiunto il bersaglio. Il dispositivo consentirà di migliorare la metodica diagnostica fino al 95% di affidabilità, aumentando consistentemente la sopravvivenza e riducendo drasticamente danni collaterali quali il linfedema”.


La NG Detectors ha già ricevuto finanziamenti pubblici e privati per 1.431.000 euro ed è stata selezionata per il 2016 tra le migliori quaranta startup internazionali da “OneStart Europe”. Quest’anno è stata tra i nove finalisti della prima edizione dell’Italian Patent Competition.

“L’esperienza di NG Detectors costituisce un esempio di filiera della ricerca interamente made in Sapienza, dal concepimento dell’idea, al brevetto, alla commercializzazione dei risultati.  L’innovazione tecnologica e funzionale – conclude Pani – saranno le caratteristiche che permetteranno alla startup di entrare in maniera competitiva sul mercato; la licenza di uso esclusivo del brevetto ci permetterà di mantenere sufficientemente a lungo il vantaggio tecnologico”.
 

27 marzo 2018
© Riproduzione riservata


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