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Malattia di Lyme: arrivano le nuove linee guida inglesi

La malattia di Lyme è la più diffusa e importante malattia trasmessa da un vettore nelle zone temperate ed è seconda solo alla malaria tra le patologie trasmesse da un vettore artropode. Eppure è una patologia ancora poco conosciuta e riconosciuta (neppure l’esatta incidenza della patologia è nota). Anche per questo, il NICE inglese ha messo a punto una linea guida ad hoc che viene riassunta e commentata su British Medical Journal.

16 APR - Il morbo di Lyme è causato dalla Borrelia (Borrelia burgdorferi sensu striato in Europa e nel Nord America; Borrelia afzelii e Borrelia garinii in Europa, Asia e Africa) e si trasmette attraverso una puntura di zecca, non sempre evidente. Le zecche si trovano in ambienti erbosi e boschivi, compresi i parchi e i giardini urbani.
 
Patognomonico della malattia è il cosiddetto erythema migrans, un caratteristico eritema cutaneo (non sempre però presente) che può accompagnarsi a febbre, mal di testa, rigidità del collo, dolori muscolari e articolari, marcata astenia. La presentazione clinica può variare da persona a persona e spesso è il medico di famiglia il primo a vedere questi pazienti.
 
Le nuove linee guida inglesi del NICE, corredate da una pratica e coloratissima infografica e riprese dal BMJ, fanno il punto della situazione per quanto riguarda diagnosi e terapia di questa condizione non sempre facilmente riconoscibile.
 
Come rimuovere correttamente la zecca. In caso di puntura, la zecca va rimossa dalla cute appena possibile, usando un apposito strumento o, in mancanza di quello, un paio di pinzette appuntite (tipo quelle per rimuovere le sopracciglia). La zecca va afferrata quanto più possibile vicino alla cute. Una volta afferrata con le pinzette, tirarla verso l’alto lentamente e con fermezza (se l’apparato buccale della zecca resta nella cute, può provocare infezioni). Una volta rimossa, disinfettare l’area della puntura o lavarla con acqua e sapone, tenendo d’occhio quest’area per diverse settimane. Se compaiono sintomi, contattare subito il medico e ricordarsi di dire che si è stati punti da una zecca o che si è trascorso del tempo all’aperto.
 

Come diagnosticare la malattia di Lyme.
Segni e sintomi. La presenza del classico erythema migrans consente già di fare diagnosi. Si tratta di un rash cutaneo rossastro che tende ad aumentare di volume e presenta a volte un’area chiara centrale; di solito non dà dolore, né prurito e non è caldo. Compare in genere a distanza di 1-4 settimane dalla puntura di zecca (da non confondere quindi con l’eventuale irritazione conseguente alla puntura di per sé e che compare immediatamente, risolvendosi dopo un paio di giorni) e può persistere varie settimane. Altri sintomi che devono far pensare ad una malattia di Lyme sono: febbre e sudorazioni, linfonodi aumentati di volume, malessere, astenia, dolore e rigidità del collo, dolori articolari e mialgie migranti, alterazioni cognitive (es. disturbi della memoria, difficoltà di concentrazione tipo mente annebbiata), cefalea, parestesie. In alcuni pazienti possono essere presenti sintomi neurologici (paralisi faciale o di altri nervi cranici, meningite, mononeurite multiplex, radiculopatie; raramente encefalite o sintomi psichiatrici), artriti infiammatorie (a carico di una o più articolazioni) migranti e fluttuanti; problemi cardiaci (blocchi di branca, pericarditi); sintomi oculari (uveiti, cheratiti); rash cutanei tipo acrodermatite cronica atrofica.
 
Diagnosi di laboratorio. In assenza dell’erythema migrans e nel sospetto della malattia andrà richiesta la sierologia anticorpale anti-Borrelia (IgG e IgM) mediante test ELISA. Se questo fosse negativo, in presenza di sintomi persistenti e di un forte sospetto di malattia di Lyme, potrà essere ripetuto a distanza di 4-6 settimane. In caso di test ELISA positivo, questo andrà confermato con un test immunoblot; in caso di positività la diagnosi è fatta; se questo secondo test fosse invece negativo bisognerà considerare un’altra diagnosi.
 
Il trattamento. Le linee guida NICE raccomandano di utilizzare la terapia antibiotica al massimo dosaggio possibile e per lunghi periodi (3-4 settimane a seconda dell’antibiotico), al fine di evitare un sotto-trattamento.
In presenza di erythema migrans e/o di sintomi non focali, la prima scelta è la doxiciclina da somministrare per os per 21 giorni (in alternativa amoxicillina per 21 giorni o azitromicina per 17 giorni, entrambe per via orale).
In caso di morbo di Lyme con coinvolgimento di nervi cranici o sistema nervoso periferico, la prima scelta è la doxiciclina per os per 21 giorni (in alternativa amoxicillina per 21 giorni).
 
In caso di coinvolgimento del sistema nervoso centrale la prima scelta ricade sul ceftriaxone ad elevato dosaggio per via endovenosa (21 giorni) o in alternativa sulla doxiciclina ad elevati dosaggi per os per 21 giorni.
In caso di cardite di Lyme: la prima scelta è la doxiciclina per os per 21 giorni (o in alternativa ceftriaxone per via endovenosa per 21 giorni).
 
Infine, in caso di morbo di Lyme con artrite o acrodermatite cronica atrofica, doxiciclina per os per 28 giorni (o in alternativa: amoxicillina per 28 giorni o ceftriaxone per via endovenosa per 28 giorni).
 
Maria Rita Montebelli

16 aprile 2018
© Riproduzione riservata


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