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Tubercolosi in pazienti Hiv. Utile la radiografia per la diagnosi

L’Oms raccomanda, per i pazienti Hiv positivi, di effettuare un’eventuale diagnosi di tubercolosi attiva prima di iniziare una terapia contro il virus. Una metanalisi degli studi ha valutato, in questo senso, l’efficacia diagnostica della radiografia, non raccomandata dall’Oms

11 SET - (Reuters Health) – Aggiungere alla regola di screening dei 4 sintomi dell’Organizzazione mondiale della sanità per la tubercolosi  anche una radiografia al torace consente di poter fare un maggior numero di diagnosi di tubercolosi in persone con Hiv. E’ quanto emerge da una nuova revisione sistematica e metanalisi degli studi, pubblicata da The Lancet HIV.
 
La premessa. 
L’Oms raccomanda di escludere che la tubercolosi sia attiva in chi convive con l’Hiv (per assenza di tosse, perdita di peso, sudorazione notturna o febbre) prima che sia sottoposto a un trattamento preventivo per la malattia.“La scoperta più importante dello studio è che l’algoritmo clinico dei quattro sintomi raccomandato dall’Oms per escludere la tubercolosi attiva nelle persone affette da Hiv continua a essere uno strumento valido per fornire un trattamento preventivo alla tubercolosi in contesti con risorse limitate”, sottolinea Haileyesus Getahun dell’Oms di Ginevra, autore principale dello studio.

La metanalisi
. Getahun e colleghi hanno selezionatonella letteratura tra il 2011 e il 2018 gli studi pubblicati dopo che l’Oms aveva emesso le raccomandazioni sullo screening della tubercolosi a partire da quattro sintomi. Il team ha incluso studi con raccolta di campioni come espettorato, sangue, urina o l’aspirazione linfonodale da persone con Hiv indipendentemente dai loro sintomi, esclusi gli studi caso-controllo.
Gli autori hanno valutato la sensibilità e la specificità dello screening nelle persone che vivono con l’Hiv in base allo stato della loro terapia antiretrovirale (Art) e l’eventuale effettuazione di radiografie del torace.  Quasi tutte le 15.427 persone nei 21 studi che hanno esaminato erano adulte, e tra queste, 1.559 avevano tubercolosi attiva. Gli autori hanno incluso 18 di questi studi nella metanalisi. Sette includevano dati provenienti da persone che avevano ricevuto Art.


I risultati
. La sensibilità del gruppo alla regola di screening dei quattro sintomi era significativamente più bassa per le 4.640 persone in terapia antiretrovirale rispetto alle 8.664 naive della Art (51,0% vs 89,4%). È vero il contrario per la specificità aggregata (70,7%, rispetto al 28,1%).
Sulla base dei dati di 646 persone in due studi, l’eventuale anormalità della radiografia del torace nelle persone con Art ha aumentato la sensibilità dal 52,2% all’84,6%, ma ha diminuito la specificità dal 55,5% al 29,8%.
L’Oms raccomanda a tutti coloro che hanno l’Hiv di iniziare l’Art entro sette giorni dalla diagnosi, eccetto quando ci sono particolari indicazioni per ritardare il trattamento, ricordano gli autori.
 
“Questa politica è ampiamente adottata e si prevede che si tradurrà in una riduzione del numero di persone con Hiv nei servizi sanitari che sono Art naive”, concludono gli autori.
 

Fonte: Lancet HIV 2018
 

Lorraine L. Janeczko

 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

11 settembre 2018
© Riproduzione riservata


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