Quotidiano on line
di informazione sanitaria
28 NOVEMBRE 2021
Scienza e Farmaci
segui quotidianosanita.it

Ictus. Stimolazione elettrica faringea efficace dopo tracheotomia

di Will Boggs

Nei pazienti che hanno subito un ictus e sono stati sottoposti a tracheotomia, la stimolazione elettrica faringea, realizzata con un apposito dispositivo, consente una più veloce rimozione della cannula per la respirazione

24 SET - (Reuters Health ) – La stimolazione elettrica faringea consente una decannulazione efficace in pazienti con ictus e successiva tracheotomia. È quanto emerge dai risultati del trial randomizzato Phast-Trac pubblicato da The Lancet Neurology.
 
La premessa. 
Circa il 2% di tutti i pazienti con ictus e il 25% dei pazienti con ictus trattati in terapia intensiva necessitano di tracheotomia a causa di grave disfagia prolungata delle vie aeree, oppure di una ventilazione a lungo termine. In molti pazienti la disfalgia grave è il motivo principale per cui la decannulazione non può essere eseguita per mesi dopo l’ictus.

Lo studio. Rainer Dziewas, della University Hospital Muenster in Germania, e colleghi di nove centri in Germania, Austria e Italia hanno valutato la possibilità, per 69 pazienti con ictus e che richiedevano tracheotomia, di effettuare la decannulazione tra le 24 e le 72 ore dopo il trattamento con stimolazione elettrica faringea (Pes). Il gruppo di pazienti è stato affiancato da uno di controllo cui era somministrato un finto trattamento come.
Dopo la prima fase dello studio, il 49% (17 su 35) dei pazienti del gruppo Pes è stato ritenuto idoneo alla decannulazione rispetto al 9% (3 su 34) del gruppo di controllo.


 
14 pazienti del gruppo Pes (l’82%) sono stati decannulati e nessuno ne ha successivamente necessitato, né nelle 48 ore successive, né nel follow up prima della dismissione ospedaliera.
Nella seconda parte dello studio, 15 pazienti –  che erano originariamente stati assegnati al gruppo Pes e che non avevano raggiunto le condizioni per la decannulazione  – e 30 pazienti originariamente assegnati a trattamento di controllo sono stati sottoposti a Pes. Il 27% (4 su 15) dei pazienti ritrattati e il 53% (16 su 30) di quelli nuovi sono stati ritenuti pronti per la decanulazione dopo tre giorni di Pes. Non sono stati registrati gravi effetti avversi correlati al trattamento.
La durata media del trattamento è stata significativamente più breve tra i Pes (14 giorni) rispetto agli altri (36 giorni).

Fonte: Lancet Neurol 2018
 

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

24 settembre 2018
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Scienza e Farmaci

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente e AD
Vincenzo Coluccia

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy