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Antibiotici. Nei bambini in chemio riducono il rischio di batteriemia

Uno studio condotto in USA ha dimostrato l’efficacia della profilassi antibiotica - in particolare con levofloxacina - nei bambini sottoposti a chemioterapia. Sono ancora pochi i dati relativi all’efficacia della profilassi antibiotica nei pazienti pediatrici

25 SET - (Reuters Health ) – La profilassi con levofloxacina riduce significativamente il rischio di batteriemia in bambini con leucemia acuta sottoposti a chemioterapia intensiva,. È quanto emerge da uno studio controllato randomizzato pubblicato da Jama. La batteriemia è la principale causa di malattia e morte nei bambini sottoposti a chemioterapia intensiva per la leucemia mieloide acuta e la leucemia linfoblastica acuta recidivante  e in quelli sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

Lo studio. 
Gli studi, a oggi, hanno dimostrato un beneficio per gli antibiotici usati a scopo profilattico negli adulti con neutropenia secondaria, ma sono ancora scarsi i dati sulla loro efficacia sul su bimbi con cancro.
Per approfondire questo aspetto, Sarah Alexander e colleghi del Children’s Oncology Group hanno randomizzato 200 bambini con leucemia acuta per ricevere la profilassi con levofloxacina per due cicli consecutivi di chemioterapia o con nessuna profilassi (100 bambini per ogni braccio).Un altro gruppo di bambini sottoposto a chemio è stato randomizzato a ricevere la profilassi con levofloxacina durante una procedura di trapianto (210 bambini) o a non ricevere alcuna profilassi (214 bambini).


I risultati
. Nei bimbi sottoposti a chemioterapia, la possibilità di batteriemia è risultata significativamente inferiore rispetto alla mancata profilassi con levofloxacina (21,9% vs 43,4%; p=0,001). Tuttavia, non è stata registrata una significativa riduzione di batteriemia con levofloxacina nei bimbi sottoposti a trapianto (11% vs 17,3%; p=0,06). Febbre e neutropenia sono state meno comuni con levofloxacina. Non ci sono state differenze significative tra levofloxacina e i gruppi di controllo per infezioni gravi, malattie fungine invasive, diarrea associata a C. difficile o negli effetti tossici muscolo-scheletrici a 2 o 12 mesi.

 
Fonte: JAMA 2018

 
Megan Brooks
 

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

25 settembre 2018
© Riproduzione riservata


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