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BLOXHub: nel cuore di Copenhagen si progetta il futuro (e la salute) delle nostre città

E’ una piattaforma no profit, fondata nel 2016 da Realdania, Città di Copenhagen e Ministero dell’Industria, Lavoro e Finanze danese, che riunisce realtà industriali, istituti di ricerca e municipalità con l’intento di progettare città più sane e a misura d’uomo, per un futuro che si prevede all’insegna dell’urbanesimo. Dallo scorso maggio BLOXHub è ospitato all’interno di un gioiello dell’architettura moderna firmato dallo studio di architetti OMA.

08 OTT - Il  futuro del mondo è nelle città, dove si stima che entro il 2050 vivranno 7 miliardi di persone, i 2/3 della popolazione mondiale. Ma le già città di oggi possono far ammalare. Di sedentarietà, di cibo spazzatura a basso costo, di aria inquinata. Tutti fattori di rischio importanti per le malattie non trasmissibili e croniche (dal diabete, all’obesità, dalle malattie cardiovascolari ai tumori) che affliggono una fascia sempre più ampia di persone e che rappresentano un incubo per i servizi sanitari di tutto il mondo.
 
Copenhagen ha deciso di attrezzarsi, cercando di trovare soluzioni per un’urbanizzazione sostenibile e all’insegna della salute per gli anni a venire. E lo ha fato creando un think tank, un hub dell’innovazione urbana, nel cuore della capitale. BLOXhub è un grande edificio di design, quasi una città moderna nel centro storico della capitale danese, realizzato dallo studio OMA su progetto di Ellen van Loon.
 
Inaugurato lo scorso maggio, il BLOXhub si fonde completamente con la realtà circostante (è addirittura attraversato da un’importante arteria stradale),  che riflette con la sua struttura ‘cubista’ tutta vetro e acciaio. Affacciato su un canale con vista sulla spettacolare Birreria di Cristiano IV, un edificio rinascimentale di inizio ‘600 e sull’ardita architettura del Diamante Nero, sede della Biblioteca Reale danese lungo le rive del Canale Christianshavns, il BLOXhub ospita il DAC (Danish Architecture Center), oltre ad una serie di bar e appartamenti privati. In questo periodo si può anche giocare a creare un’opera d’arte con la propria ombra, grazie all’installazione interattiva ‘Multiple shadows house’ dell’artista danese-islandese Olafur Eliasson.

Ma la parte più innovativa e caratterizzante di BLOXhub è rappresentata dagli spazi di co-working dove varie aziende hanno deciso di mettere in comune le loro competenze per tentare di risolvere le sfide dell’urbanizzazione del terzo millennio. La posta in gioco è alta: creare degli ambienti urbani migliori dal punto di vista della qualità di vita, ma anche della salute, con progetti sostenibili e replicabili in diverse realtà. Come quello che, affacciandosi dalla splendida terrazza al terzo piano, si scorge in lontananza: Amager Bakke/Copenhill è una discesa da sci costruita sopra l’inceneritore della città che sarà inaugurato questo autunno, tra gli anelli di fumo che la gigantesca ciminiera della struttura emetterà ogni volta che saranno rilasciati nell’atmosfera 250 chili di anidride carbonica (Copenhagen si è posta l’obiettivo di diventare una delle prime capitali carbon neutral).
 
“Le sfide che le nostre città stanno affrontando – afferma Torben Klitgaard, direttore di BLOXHub – stanno diventando sempre più complesse e vanno dai cambiamenti climatici, alla trasformazione energetica, alle infrastrutture cittadine. E’ necessario definire nuovi modi di risolvere tutti questi nodi e per farlo è necessario creare nuove collaborazioni e stabilire nuove sinergie”.  L’idea di BLOXHub nasce nel 2016, ma si è andata realmente concretizzando solo da qualche mese, con l’apertura dell’ultima creatura della van Loon e con l’ancora più recente inaugurazione (di appena tre giorni fa) di un altro enorme spazio (un ex magazzino militare del 1740, il Fæstningens Materialgård) destinato ad accogliere 25 start ups.
 
BLOXHub è uno spazio destinato ad ospitare un brain storming quotidiano di architetti, ingegneri, esperti di design, di big data e di high-tech, che tutti insieme sono chiamati a proporre delle soluzioni ai problemi delle città. Con lo scopo finale di ‘co-creare’ delle città migliori. All’interno di BLOXhub c’è persino un laboratorio di realtà virtuale per ‘toccare con mano’ le soluzioni proposte per piccoli ambienti domestici, come per un quartiere cittadino o per un ospedale. Calarsi dentro la realtà, anche se virtuale, prima di cominciare a costruirla sul serio per prendere decisioni critiche. Curiosità, conoscenze e soprattutto co-creazione sono le parole d’ordine per chi lavora in questo hub delle idee per le città di domani.
 
Tra i primi progetti realizzati c’è la raccolta ‘smart’ dei rifiuti nel centro di Copenhagen dove, grazie ad una serie di sensori posizionati nei cassonetti, ogni giorno gli autisti dei camion dell’immondizia sanno quale percorso devono fare per andare a svuotare i cassonetti pieni, tralasciando di recarsi presso quelli semi-vuoti.
 
Un altro progetto prevede una collaborazione con le Google car, dotate di appositi sensori per rilevare la concentrazione degli agenti inquinanti, che presidieranno le strade di Copenhagen, aggiornando in tempo reale sui livelli di inquinamento dell’aria. In una città che si muove molto in bicicletta, questo consentirà agli utenti di spostarsi di volta in volta sulle ciclabili dove l’aria è meno inquinata. Lo stesso sistema sarà utilizzato in futuro per realizzare nuove ciclabili nelle aree meno inquinate della città.
 
Altra storia di successo è Dalux, un’applicazione per smartphone di BIM (Building Information Modeling) che consente di valutare lo stato di una costruzione, il suo progresso, i problemi ancora da risolvere; l’applicazione consente di fare simulazioni in 3D e di ottimizzare la progettazione e realizzazione di un edificio.
 
Ma i progetti di cui si stanno occupando le ‘menti’ del BLOXHub spaziano davvero a 360 gradi. Si va da nuovi sistemi per combattere più efficacemente l’invasione di ratti nelle città, a quelli che progettare delle soluzioni contro eventuali attacchi terroristici che siano meno impattanti alla vista, alle ‘app’ che aiutano a trovare parcheggio.
 
Il futuro delle città insomma parte da qui. E si disegna rigorosamente in gruppo.
 
Maria Rita Montebelli

08 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


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