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Diabete. FVG, verso un nuovo Piano sanitario che supera le disomogeneità e investe in innovazione tecnologica

Una Regione che rileva ancora differenze nella gestione del paziente diabetico a livello di capoluoghi provinciali rispetto alle zone periferiche. Condivisione da parte di specialisti e medici di medicina generale della possibilità per questi ultimi di prescrivere i nuovi farmaci antidiabetici orali “innovativi”

09 GEN - “Il tema della cronicità e quindi della gestione del paziente diabetico è al centro della riorganizzazione del servizio sanitario della Regione Friuli-Venezia Giulia”.  È l’impegno del Vicepresidente regionale Riccardo Riccardi, che ha voluto evidenziare come in questo senso, il nuovo Piano sanitario imprime una forte spinta alla risposta territoriale, alla ricerca di una omogeneità di offerta assistenziale che oggi viene data ancora in maniera diversa tra grossi centri urbani e territori periferici. Importante, inoltre, l’investimento previsto nell’innovazione tecnologica al servizio dei professionisti della salute, per garantire una piena conoscenza dei percorsi di cura di tutti i pazienti.
 
Queste le linee di intervento regionali emerse nel corso dell’ulteriore tappa del viaggio di Quotidiano Sanità nell’ambito del progetto Dialogo (Diabetes Local Governance), realizzato con il sostegno di MSD, per analizzare a livello territoriale, in tutte le regioni italiane, punti di forza e punti di debolezza nella gestione del paziente diabetico e più in generale delle patologie croniche.

 
In Friuli-Venezia Giulia sono stati intervistati oltre A Riccardo Riccardi Vicepresidente e Assessore alla Salute, Gianni Cortiula, Direttore Centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità Regione FVG, Roberta Assaloni, Presidente AMD FVG, Fabio Samani, Direttore Area Servizi Assistenza Primaria e Francesca Tosolini, Direttore del Servizio assistenza farmaceutica Regione FVG, Giorgio Zanette, Presidente SID FVG, Maurizio Pagan, Presidente SIMG FVG, Riccardo Candido dell’ASS 1 di Trieste, Doriano Battigelli, MMG responsabile Ceformed, Elena Frattolin, Presidente del Coordinamento regionale delle Associazioni pazienti diabetici FVG.
 
Innovazione tecnologica che va, dunque, nel senso dello sviluppo di un sistema informatico senza il quale la trasmissione di dati e di conoscenza non è possibile. Questo strumento, come ha evidenziato Gianni Cortiula, fortemente richiesto nelle loro interviste dai medici di famiglia, sarà centrale per cercare di eliminare la frammentazione dei vari servizi, proprio per agevolare un percorso tempestivo efficace e di qualità.
 
La Presidente AMD Assaloni ha confermato l’esistenza di una disomogeneità nell’offerta che può essere fornita all’interno della regione, ribadendo l’importanza del lavoro portato avanti dal Tavolo tecnico regionale che sta affrontando il tema dell’omogeneizzazione dell’assistenza diabetologica. La proposta è quella di suddividere l’ambito di intervento su livelli differenti in base alla complessità, integrando nella presa in carico del paziente a bassa complessità la medicina generale. E proprio in questo ambito, Giorgio Zanette, Presidente SID, ha segnalato l’importanza dell’azione di formazione specifica per i MMG avviata a partire dal marzo dello scorso anno dalla regione con l’obiettivo di un vero salto di qualità nel lavoro in team tra specialisti e medici di base.
 
Rilevante è la convergenza di intenti emersa tra specialisti e MMG sull’ipotesi di apertura alla prescrivibilità da parte di quest’ultimi dei nuovi farmaci innovativi orali.  Tra i punti di forza sottolineati da Riccardo Candido la capacità di questi nuovi strumenti terapeutici di prevenire complicanze cardiovascolari (e non) del diabete e ridurre la mortalità associata alla patologia. Un’adeguata formazione all’utilizzo appropriato ha trovato d’accordo specialisti e medici di famiglia, con l’obiettivo di una maggiore equità e sostenibilità del sistema.
 
Apertura su questo tema dell’innovazione terapeutica condivisa anche a livello regionale da parte di Francesca Tosolini eFabio Samani, che aprono all’ipotesi di individuare una modalità prescrittiva da parte del medico di medicina generale, assicurando tuttavia gli opportuni percorsi di monitoraggio e promuovendo, contestualmente, iniziative informative in modo da condividere tutte le conoscenze sui profili d’uso, sicurezza e interazioni tra specialisti e medicina generale.
 
I dati della Survey. La declinazione della Survey nazionale per la Regione Friuli-Venezia Giulia rileva una prima differenza in positivo nel giudizio sulla presa in carico del paziente diabetico a livello regionale, che è giudicata all’altezza delle necessità dall’83% del campione totale contro una media nazionale del 75%. In dettaglio, l’8% ha un giudizio ottimo, il 62,5% discreto ed il 12,5% sufficiente. Il giudizio insufficiente raggiunge un 16,5%.
 
In relazione agli aspetti di governance che possono essere migliorati nella presa in carico del paziente diabetico, in Friuli-Venezia Giulia l’11% del campione segnala il pieno recepimento del PND e PNC da parte della Regione. Il 24% ritiene necessaria una maggiore valorizzazione del ruolo del MMG nella gestione integrata del paziente, il 33% segnala la necessità di implementare e potenziare la rete tra medici di base e centri diabetologici ed infine il 32% richiede una gestione dei dati attraverso il potenziamento di una rete informatizzata condivisa e l’introduzione di specifici indicatori di monitoraggio delle performance.
 
Per quanto riguarda la possibilità per i MMG di prescrivere farmaci antidiabetici orali innovativi (quali i DPP4-i) il 40% del campione la ritiene un traguardo importante che valorizza il ruolo del medico di famiglia. A questo si unisce un 13% che la ritiene una prospettiva interessante dal punto di vista professionale, mentre il 42% la valuta una opportunità che richiede la realizzazione di percorsi formativi specifici. Soltanto il 5% dei rispondenti la considera un carico burocratico difficile da sostenere.
 
A questo la Survey collega la possibilità per i medici di base di intervenire nella redazione dei Piani terapeutici. In Friuli-Venezia Giulia il 40% degli intervistati ritiene difficilmente perseguibile questo traguardo senza precisi accordi a livello regionale. Il 20% è maggiormente ottimista, ritenendo necessari solo pochi accorgimenti organizzativi, mentre il 30% lo ritiene impossibile in mancanza di un’adeguata rete informatica che dialoghi con i MMG. Il 10% individua la necessità di una piattaforma web based di facile accesso e gestione.
 
Al contempo il 33% ritiene che l’approccio regionale sulla materia sia ragionato e condiviso nell’approfondire la correlazione tra accesso all’innovazione e sostenibilità economica, percentuale più che doppia rispetto alla media nazionale. Il 16% rileva la contrarietà all’introduzione di tecnologie innovative, mentre il 29%, contro un valore nazionale del 12%, intravede la diffusione di un approccio valued based aperto all’utilizzo dell’HTA come strumento di analisi.

09 gennaio 2019
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