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Benzodiazepine: potrebbero aumentare il rischio di polmonite

Una revisione sistematica e metanalisi, condotta da un gruppo di ricercatori cinesi, evidenzia un’associazione tra uso di benzodiazepine e aumentato rischio di polmonite, in particolare tra gli utilizzatori attivi (+ 40%) e per le molecole short-acting. Responsabili di questo effetto indesiderato potrebbero gli effetti immunomodulanti e sedativi delle benzodiazepine. Gli autori suggeriscono dunque un uso oculato di questi farmaci, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio di polmonite e un attento monitoraggio dei pazienti soprattutto nel primo mese di trattamento.

09 GEN - Un lavoro appena pubblicato su International Journal of Geriatric Psichiatry suggerisce che le benzodiazepine e i farmaci ad esse correlati potrebbero aumentare il rischio di polmonite. l’analisi ha preso in considerazione tutti gli studi osservazionali che confrontavano la comparsa di polmoniti tra i pazienti in trattamento con benzodiazepine rispetto a quelli non in terapia. La metanalisi ha compreso 10 studi (6 caso-controllo e 4 di coorte) su un totale di oltre 120 mila casi di polmonite.
 
L’aumento del rischio di sviluppare una polmonite in seguito all’assunzione delle benzodiazepine è quantificabile intorno al 25% e riguarda solo gli utilizzatori attivi (rischio maggiorato del 40%) e quelli che da poco hanno fatto uso di questi farmaci, ma non chi ne ha fatto uso in passato (OR: 1.11). ulteriori analisi di sottogruppo hanno evidenziato un consistente aumento del rischio (+ 206%) negli utilizzatori correnti delle benzodiazepine short-acting.
 
Gli studi preclinici hanno evidenziato che alcune benzodiazepine sono in grado di alterare la risposta alle infezioni nei topi, soprattutto attraverso l’inibizione del reclutamento dei macrofagi, della fagocitosi e delle ‘esplosioni ossidative’ di macrofagi e neutrofili. L’effetto sedativo (più pronunciato all’inizio del trattamento ) può inoltre aumentare il rischio di aspirazione.

 
Gli autori della metanalisi, Guo-quing Sun e colleghi del Dipartimento di Psichiatria, The Seventh Hospital di Hangzhou (Cina) concludono dunque che l’impiego delle benzodiazepine si associa con un aumentato rischio di polmonite; i medici dovrebbero dunque valutare rischi e benefici di queste terapie, prescriverle solo in caso di effettivo bisogno, soprattutto nei soggetti con altri fattori di rischio per polmonite, e monitorare attentamente i pazienti soprattutto nel primo mese di terapia.
 
Le benzodiazepine sono comunemente utilizzate per il trattamento di diverse condizioni, dalla depressione, all’ansia, all’insonnia, agli attacchi di panico. In alcuni Paesi, la prevalenza di utilizzo di benzodiazepine tra gli anziani arriva al 40%, ma il loro impiego è tutt’altro che privo di rischi. In passato è stato già segnalato come l’uso di questi farmaci si associ ad un aumentato rischio di cadute, di fratture, di alterazioni cognitive, di demenza e di disturbi comportamentali. Ma finora non era emerso con chiarezza un possibile aumento del rischio di polmonite che, soprattutto tra gli over 65 è una delle principali cause di morbilità e mortalità. I risultati di questa metanalisi comunque, suggeriscono gli autori, andranno confermati da ulteriori studi su vasta scala, specificamente disegnati per rispondere a questo quesito.
 
Maria Rita Montebelli

09 gennaio 2019
© Riproduzione riservata


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