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Siti contaminati, il ruolo chiave dell’Italia nella COST action Europea Icshnet

Si tratta di un progetto di rete internazionale, avviato nel 2015 dall’Istituto Superiore di Sanità e finalizzato ad individuare evidenze, priorità di ricerca, strumenti e metodi armonizzati sulla valutazione, gestione e comunicazione del rischio nei siti industriali contaminati. Un lavoro che è oggi di riferimento per gli esperti di tutto il mondo

12 MAR - L’Italia è oggi, in Europa, una realtà a cui fare riferimento quando si parla di costruzione di reti di sorveglianza sull’impatto dei contaminanti sulla salute di popolazioni che vivono in luoghi a rischio. Questo è un traguardo molto importante, conseguito soprattutto grazie alla COST Action “Industrially Contaminated Sites and Health Network – ICSHNet”, un progetto di rete internazionale, avviato nel 2015 dall’Istituto Superiore di Sanità e finalizzato ad individuare evidenze, priorità di ricerca, strumenti e metodi armonizzati sulla valutazione, gestione e comunicazione del rischio nei siti industriali contaminati.
 
Grazie a quest’azione il tema “siti contaminati e rifiuti” è stato definito per la prima volta un’area di interesse prioritario in occasione della Dichiarazione conclusiva della Sesta Conferenza Ministeriale su Ambiente e Salute, sottoscritta a Ostrava (Repubblica Ceca) dai Ministri della Salute e dell’Ambiente dei 53 Paesi della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.


La promozione della salute pubblica nei siti contaminati attraverso l’Azione ICSHNet è in realtà il tema centrale di una collaborazione pluridecennale fra l’ISS e OMS che, anche attraverso lo studio SENTIERI, promosso dal Ministero della Salute, ha favorito l’istituzione nel 2013 presso l’ISS del primo Centro Collaborativo OMS su Ambiente e Salute nei Siti Contaminati. SENTIERI si occupa infatti della valutazione dello stato di salute delle popolazioni che risiedono nei siti contaminati di interesse nazionale per le bonifiche, siti che comprendono aree industriali ben note quali ad esempio quella di Taranto, di Porto Marghera, di Mantova o Gela, caratterizzate dalla presenza di impianti chimici, petrolchimici, raffinerie e acciaierie, siti contaminati da rifiuti, quali il sito Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano, oppure aree inquinate da amianto, quali Casale Monferrato.

L’Azione ICSHNet, arrivata al suo 4° ed ultimo anno di attività, comprende oggi circa 150 ricercatori ed esperti afferenti a Istituti di sanità pubblica e Agenzie ambientali e Università di 33 Paesi, con il sostegno di istituzioni quali L’OMS e la Commissione Europea (EC) DG Environment e DG JRC.
I traguardi raggiunti sono molteplici. Innanzitutto l’acquisizione di un ruolo di riferimento internazionale dell’ISS e dell’Italia per le attività di 1) formazione, 2) ricerca e 3) collaborazione inter-istituzionale sulle problematiche ambientali e sanitarie relative ai siti contaminati.

Per quanto riguarda il tema della ricerca, l’Azione COST ha infatti prodotto un Volume Monografico sulle “sfide Ambiente e Salute della contaminazione industriale", che riassume per la prima volta evidenze, priorità e i principali strumenti metodologici oggi disponibili. L'intero volume è disponibile online.

Sul fronte della formazione la COST Action ha organizzato la prima Scuola Internazionale “Ambiente e salute nei siti contaminati” alla quale hanno partecipato circa 50 giovani ricercatori di 25 diversi paesi. Un Rapporto Tecnico sulle attività di formazione della Scuola e sul materiale scientifico presentato dagli studenti come esempi di casi-studio nazionali è disponibile online.

Per quanto attiene alla collaborazione internazionale, dopo la Conferenza Ministeriale di Ostrava, l’Azione ICSHNet ha prodotto un Consensus Document finalizzato a definire gli elementi chiave di indirizzo per i governi dei 53 Stati membri della Regione Europea dell'OMS nello sviluppare i "National Portfolios for Action" su siti contaminati e salute. Data la particolare rilevanza di questi temi nelle repubbliche ex sovietiche, tale documento è stato tradotto anche in russo, ed è stato riconosciuto nel suo valore dalla Task Force Europea Ambiente e Salute (Bonn nel 2018).

Un primo bilancio, arrivato dopo quasi 4 anni di attività, in occasione della recente ì Conferenza Plenaria dell’Azione tenutasi a Roma all’Istituto Superiore di Sanità ci dice alcune cose sul valore di quest’occasione e sulla direzione da intraprendere.
Innanzitutto il principale insegnamento ricavato è quello dell’importanza di lavorare “in rete” cercando di valorizzare, integrandoli, approcci, discipline e settori di attività eterogenei che interagiscono in modo complesso quando si affrontano problematiche ambientali, sanitarie, sociali, occupazionali e produttive come nel caso di siti industriali contaminati contigui ad aree abitate.

Quando l’Azione COST è iniziata, lo studio SENTIERI rappresentava un esempio unico nel panorama internazionale, quale strumento di analisi sistematica dello stato di salute delle popolazioni residenti nei siti contaminati dislocati sull’intero territorio italiano. Il modello SENTIERI grazie all’attività di network dell’Azione COST è oggi proposto anche in altri paesi, e come sistema di sorveglianza dei tumori infantili nei siti industriali contaminati europei.

Ora che l’Azione ICSHNet si avvia a conclusione, si presenta una nuova occasione di esportare un altro modello italiano, ed è quello dell’avvio operativo di attività intersettoriali “Ambiente e Salute”, come sancito dal recente Accordo Collaborativo sottoscritto dall’ISS e dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) presentato durante la conferenza conclusiva di Roma. Questo approccio può rappresentare un esempio da esportare in Europa non solo per il tema dei siti contaminati e dei rifiuti, ma anche per le altre aree prioritarie indicate dalla conferenza di Ostrava quali l’inquinamento indoor e outdoor, la qualità e sicurezza delle acque, i contaminanti chimici e i cambiamenti climatici.

A pochi mesi dalla conclusione del suo mandato (Aprile 2019), la COST Action è impegnata nella preparazione di un Documento Guida che sintetizzerà le principali azioni e raccomandazioni da intraprendere per affrontare il problema della contaminazione industriale. Tale documento sarà pubblicato come Rapporto congiunto COST/OMS e potrà aiutare a disegnare la roadmap su come affrontare il delicato rapporto ambiente e salute nei siti contaminati ponendo particolare attenzione ai temi della valutazione, gestione e comunicazione del rischio e al trasferimento delle conoscenze nel processo decisionale.
 
Ivano Iavarone
Dipartimento Ambiente e Salute Istituto Superiore di Sanità

12 marzo 2019
© Riproduzione riservata


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