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Bevande zuccherate: cardiologi e pediatri americani dichiarano guerra

Accise sulle bevande zuccherate (‘sugar tax’) e controlli più stretti sul marketing indirizzato alle fasce d’età più giovani. Sono due delle proposte che cardiologi e pediatri stelle-e-strisce mettono sul tavolo per contenere i danni delle bevande zuccherate. Ogni bambino consuma in un anno 113 litri di bevande zuccherate, una quantità sufficiente a riempire una vasca da bagno. Il consumo di zuccheri aggiunti si associa ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e di altri problemi per la salute a lungo termine. Lo statement integrale delle due società scientifiche è pubblicato su Pediatrics.

26 MAR - Due importanti società scientifiche americane, l’American Heart Association (AHA) e l’American Academy of Pediatrics (AAP) in una nota congiunta danno il loro endorsement ad una serie di politiche volte a ridurre il consumo di bevande zuccherate da parte dei bambini e dei ragazzi.
 
Un passo necessario secondo gli esperti, visto che bambini e teenager consumano centinaia di litri di queste bevande (bevande gassate, bevande alla frutta, bevande per lo sport) ogni anno. Tra le iniziative per limitarne l’uso, le società scientifiche propongono in primis accise e limitazioni al marketing indirizzato ai bambini. È in assoluto la prima volta che la società scientifica di pediatria americana raccomanda apertamente a una sugar tax sulle bevande.
 
Tra i ‘consigli’ degli esperti, anche incentivi finanziari per l’acquisto di bevande più salutari (acqua e latte), con l’intento di ridurre il consumo di quelle zuccherate, da parte dei più giovani. Il documento integrale “Public Policies to Reduce Sugary Drink Consumption in Children and Adolescents” è pubblicato online sulla rivista Pediatrics.

 
Le linee guida dietetiche per gli americani, edizione 2015-2020, raccomandano che bambini e teenager consumino meno del 10% delle calorie giornaliere sotto forma di zuccheri aggiunti. La realtà però racconta un’altra storia e cioè che gli zuccheri aggiunti rappresentano in media il 17% di tutte le calorie assunte giornalmente in questa fascia d’età e che metà di queste derivano dalle bevande zuccherate.
 
“Nel caso dei bambini – afferma la pediatra Natalie D. Muth, primo autore del documento – la principale fonte di zuccheri aggiunti non è rappresentata dal cibo ma dalle bevande. I bambini in media consumano oltre 30 galloni (oltre 113 litri) di bevande zuccherate ogni anno; una quantità sufficiente a riempire una vasca da bagno. Come pediatra, ritengo che queste bevande zuccherate rappresentino un rischio reale e prevenibile per la salute dei bambini: carie ai denti, diabete, obesità e malattie cardiovascolari. C’è bisogno di politiche pubbliche di più ampio respiro, mirate a  ridurre l’accesso dei ragazzi a queste bevande zuccherate low cost”.
 
I ragazzi che assumono più del 10% dell’introito calorico totale quotidiano sotto forma di zuccheri aggiunti sono a maggior rischio di avere elevati valori di colesterolo (compreso l’LDL) e trigliceridi e valori di colesterolo HDL più bassi.
 
Tra le proposte fatte dalle due società scientifiche:
- Leggi statali e locali per aumentare il prezzo di queste bevande, attraverso le accise; un’iniziativa questa che dovrebbe viaggiare di pari passo con una campagna educativa. I proventi delle tasse dovrebbero servire almeno in parte a ridurre le disuguaglianze socioeconomiche e sanitarie.
 
- I governi federali e statale dovrebbero sostenere gli sforzi volti a ridurre il marketing delle bevande zuccherate rivolto a bambini e ragazzi
 
- Bevande salutari, come acqua e latte, dovrebbero rappresentare le bevande di default nei menu per bambini e nei distributori automatici; i programmi federali di assistenza alla nutrizione dovrebbero inoltre assicurare l’accesso a cibo e bevande sane e scoraggiare il consumo di bevande zuccherate
 
- Bambini, adolescenti e le loro famiglie dovrebbero avere un facile accesso ad informazioni nutrizionali credibili, comprese quelle sulle etichette nutrizionali, nel menu dei ristoranti e nella pubblicità.
 
- Gli ospedali dovrebbero rappresentare un modello per stabilire le politiche volte a limitare o scoraggiare l’acquisto delle bevande zuccherate.
 
Nel 2013, ricordano gli esperti, le aziende produttrici di bevande zuccherate hanno investito oltre 866 milioni di dollari nel marketing per adulti e bambini; la maggior parte dei teenager vede almeno una pubblicità al giorno su una bevanda zuccherata. Ad essere maggiormente danneggiati dal basso costo di questi prodotti sono soprattutto le fasce a basso reddito.
 
“Come nazione – afferma Rachel K. Johnson, professore emerito di nutrizione presso la University of Vermont e in precedenza presidente del comitato per la nutrizione dell’American Heart Association – dobbiamo dire ‘no’ all’assedio furioso del marketing delle bevande zuccherate ai danni dei nostri figli. Sappiamo cosa serve per proteggere la loro salute ed è arrivato dunque il momento di implementare delle politiche efficaci nel ridurre il consumo di queste bevande. Esattamente come abbiamo fatto a suo tempo col tabacco”.
 
“Ogni bambino ha il diritto di crescere in salute - afferma la dottoressa Muth – e questo significa che dobbiamo promuovere l’offerta di bevande salutari alternative, come il latte e l’acqua. Se lo facciamo tutti , potremo migliorare la salute a lungo termine dei nostri bambini”.
 
Maria Rita Montebelli

26 marzo 2019
© Riproduzione riservata


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