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Trombosi. Allarme bambini. Alt: “Obesità aumenta i rischi”

Un bimbo italiano su tre è in eccesso di peso. L’obesità infantile si lega a maggior rischio di patologie cardiovascolari da adulti. I danni cominciano già in giovane età e da qui deve iniziare la prevenzione, basata su alimentazione corretta e attività fisica.

01 FEB - Un terzo dei bambini italiani è sovrappeso, uno su dieci è obeso e il nostro paese è il terzo in Europa con la maggiore incidenza di sovrappeso-obesità infantile (peggio di noi solo Grecia e Portogallo). Una situazione sulla quali gli esperti richiamano sempre più l’attenzione, perché espone i bambini al rischio di malattie cardiovascolari in età adulta e perché la prevenzione, ribadiscono, deve iniziare nella più tenera età. “A cominciare da neonati con l’allattamento al seno per almeno sei mesi e tenendo sotto controllo l’aumento di peso nei primi anni: è dimostrato che quasi la metà dei bambini obesi rimarrà tale da adulto, eppure c’è un’alta percentuale di genitori che non si rendono conto che il figlio ha problemi di sovrappeso, soprattutto se ne hanno essi stessi” dice Alessandro Sartorio, primario endocrinologo dell’Istituto Auxologico Italiano, Milano, intervenendo oggi alla conferenza annuale dell’Associazione per la Lotta alla Trombosi (Alt).

“Ancora più preoccupante è che un quarto dei bambini o adolescenti obesi ha la sindrome metabolica, insieme di fattori quali colesterolo e pressione alta legati ad alimentazione e sedentarietà che si lega a successivo rischio cardiovascolare; significativa è anche la prevalenza della steatosi epatica, accumulo di grassi nel fegato che lo danneggia nel tempo”. Rincara la dose Saverio Dioguardi, professore di Medicina interna dell’Università degli studi di Milano: “L’aterosclerosi nasce nell’infanzia ed è collegata all’obesità . Negli Stati Uniti - ma noi stiamo andando nella stessa direzione - nel 2009-10 il dieci % sotto i dieci anni era obeso e il 17 % sotto i 9: e il 2% degli under dieci aveva già iniziali lesioni aterosclerotiche, salito alla metà dei 15enni quindi in aumento con l’età”. L’arteriosclerosi espone da adulti alle trombosi che portano a infarto miocardico e ictus, con relativa mortalità. L’eccesso di peso corporeo, oltre a ipertensione arteriosa, colesterolo alto, diabete, fumo e fattori genetici, è un fattore di rischio per questi eventi.


La trombosi, cioè la formazione di un coagulo di sangue, può verificarsi in qualsiasi vaso sanguigno, arteria, vena o capillare; quella delle coronarie è la causa più importante degli infarti cardiaci, quella della carotide dell’ictus cerebrale e per la trombosi venosa degli arti inferiori la conseguenza peggiore è l’embolia polmonare. Viene ricordato che in Italia ogni anno muoiono per malattie da trombosi 200mila persone e circa altrettante rimangono fortemente invalide; ogni anno sono circa 600mila le persone colpite: eppure in un caso su tre sono malattie che possono essere evitate. La mortalità per malattie cardiovascolari nel nostro paese è il 42,5% di quella totale (quella per tumori il 27%) E i costi sociali sono elevatissimi; per le malattie da trombosi la stima a livello europeo è di 110 miliardi di euro per cure mediche e 82 miliardi per perdita di produttività all’anno. “E’ importante continuare a fare ricerca su questi meccanismi che diventano causa di malattia ma che si sono sviluppati a difesa dell’organismo, come protezione sia dalle emorragie come in caso di ferite, sia dalle infezioni, c’è un legame anche con l’immunità innata e con l’infiammmazione” precisa Zaverio Ruggeri, ricercatore dello Scripps Research Institute di La Jolla, California.

L’imperativo, in tutt’Europa, resta la prevenzione, cominciando dalle età pediatriche e dallo stile di vita spesso non adeguato. “Troppi cittadini, specie giovani, consumano in eccesso grassi, zuccheri, cibi processati e fanno pochissima attività fisica” stigmatizza Lidia Rota Vender, presidente dell’Alt che da anni attua iniziative d’informazione sulle malattie da trombosi e sensibilizza alla prevenzione: tra queste, novità per l’Italia a livello mondiale è la Prima Giornata nazionale per la lotta alla trombosi, organizzata con il Ministero della Salute e indetta per il 18 aprile, con eventi che coinvolgeranno popolazione, istituzioni e aziende. E’ stato anche arricchito e rinnovato il sito consultabile per informazioni sulla trombosi e sulle iniziative dell’Associazione (alt@trombosi.org). Di recente l’European Heart Network, che riunisce 34 associazioni e fondazioni tra cui per il nostro paese l’Alt, ha pubblicato un report in cui si illustrano i benefici di uno stile di vita sano contro il rischio di malattie cardiovascolari, in relazione soprattutto ad alimentazione e attività fisica, per adulti e bambini. “Insieme alla prevenzione è fondamentale anche la diagnosi precoce, perché molti soggetti compresi bambini presentano fattori ereditari che li predispongono a eventi cardiovascolari anche in giovane età” aggiunge Paolo Simioni, professore di Medicina interna dell’Università di Padova. Per questo si è costituito il Registro Italiano Trombosi Infantili (Riti), di cui Simioni è presidente. “Il Riti vuol far emergere i casi italiani di trombosi infantile e mettere in rete i medici per offrire opportunità di prevenzione e terapia, oggi ridotte perché non traslabili dall’adulto”.

Elettra Vecchia
 

01 febbraio 2012
© Riproduzione riservata


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