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Insonnia frequente tra i pazienti oncologici

I disturbi del sonno, fino all’insonnia, sono molto frequenti tra i pazienti oncologici. Uno studio pubblicato da Sleep Medicine rende conto di come, a un anno della comparsa del disturbo, il 64% dei pazienti soffra ancora di insonnia

17 APR - (Reuters Health) – Un piccolo studio condotto in Germania ha rilevato che circa la metà dei pazienti oncologici presenta sintomi di insonnia e molti possono avere problemi di sonno che durano almeno un anno. Nei Paesi sviluppati, a soffrire di insonnia cronica è il 10% degli adulti e i pazienti oncologici sono particolarmente predisposti. Anche se i disturbi del sonno sono stati associati a esiti infausti per i soggetti con un tumore, le ricerche finora non hanno delineato un quadro chiaro delle circostanze per cui i problemi del sonnoincidono maggiormente nelle persone trattate per un tumore.
 
Lo studio.
I ricercatori – guidati da Katharina Schieber, della Friedrich-Alexander University di Erlangen-Nürnberg – hanno esaminato i dati relativi a 405 pazienti tumorali in Germania che avevano un’età media di 59 anni e hanno completato due valutazioni della gravità dell’insonnia: una all’inizio dello studio e un’altra dodici mesi dopo. Le patologie oncologiche maligne più comuni erano rappresentate da tumore della mammella, tumore della prostata o dei testicoli e cancro colorettale. 

 
La maggior parte dei pazienti – l’83% – erano in cura per la prima volta per un tumore. Il resto aveva recidive o tumori secondari in un sito diverso rispetto a quello del tumore originario. All’inizio dello studio, il 49% dei pazienti presentava sintomi di insonnia e il 13% aveva problemi di sonno abbastanza gravi da soddisfare la definizione clinica di insonnia. Dopo un anno, il 64% dei pazienti presentava ancora sintomi.

“Ciò è importante per i pazienti, perché potrebbero presumere che l’insonnia scompaia con il passare del tempo, quando si conclude la terapia per il cancro o l’umore migliora. Purtroppo spesso non è così”, dice Eric Zhou del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, non coinvolto nello studio.
Alla fine dello studio durato un anno, il 53% delle donne e il 39% degli uomini presentavano sintomi di insonnia.

Nelle donne, l’unico fattore che è sembrato influenzare la presenza di insonnia alla fine dello studio era la presenza della stessa all’inizio della ricerca.
Tuttavia, negli uomini, la depressione o l’utilizzo di psicofarmaci all’inizio dello studio sono stati associati a un maggior rischio di insonnia alla fine dello stesso. Sia tra gli uomini che tra le donne i livelli di sofferenza, depressione e ansia sono aumentati nel corso dell’anno di osservazione.

Fonte: Sleep Medicine
 
Lisa Rapaport
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

17 aprile 2019
© Riproduzione riservata


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