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Ema. Il trasferimento in Olanda non è tutto rose e fiori: un quarto del personale ha rifiutato il trasferimento, molte attività sono state sospese e sede definitiva sarà attiva non prima del 2020

E’ quanto traspare dal report del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia europea riunitosi a metà giugno per fare il punto sull'attività dopo il trasloco da Londra ad Amsterdam. Ad oggi lo staff è tuttora nella sede provvisoria mentre il trasferimento in quella definitiva si prevede non prima del gennaio 2020. Con la Brexit l'Ema ha perso circa un quarto degli addetti che non hanno accettato di traslocare in Olanda e molte attività importanti sono state sospesa per mancanza di personale.

27 GIU - Riunione del Cda di Ema il 12 e 13 giungo scorsi per fare il punto sul trasferimento della sede da Londra ad Amsterdam a seguito della Brexit. Lo staff dell’Agenzia è da tre mesi collocato nella sede temporanea ad Amsterdam Sloterdijk in attesa del trasferimento in quella definitiva nell'area di Zuidas della capitale olandese. La costruzione del nuovo edificio dovrebbe essere completata entro novembre 2019 e il personale dell'EMA dovrebbe trasferirsi dal 6 gennaio 2020 (in foto il cantiere della nuova sede a marzo di quest'anno).
 
Il Consiglio ha preso anche atto della perdurante incertezza sul numero effettivo finale dei membri del personale che si trasferiranno ad Amsterdam.
Un’incertezza che sconta già una stima tra il 20 e il 25% di personale in meno rispetto al 2018 quando lo staff poteva contare su un organico di 901 persone. 
A partire dall'inizio di giugno 2019, la forza lavoro disponibile dell'Agenzia era già scesa a 776. Di questi 776, 464 si sono trasferiti nei Paesi Bassi e 312 sono attualmente collegati in modalità telelavoro, principalmente da Londra per scelta personale. 

 
L’Ema ha già attivato la ricerca di nuovo eprsonale per sostituire quello che ha rifiutato il trasferimento ma l’Agenzia stessa non prevede di raggiungere il precedente quorum, che comprendeva un gran numero di operatori con contratti locali a breve termine.
 
La riduzione forzosa dello staff sta comportando la sospensione di molte attività e tra queste si segnalano lo sviluppo delle linee guida e la maggior parte delle riunioni dei gruppi di lavoro, l'impegno in attività internazionali e l’avvio della pubblicazione proattiva dei dati clinici.
 
La preoccupazione di Ema è poi accresciuta dal fatto che l’attuale situazione di sotto-organico coincide con un notevole carico di lavoro in più derivante da vari nuovi atti legislativi per i quali non sono state messe a disposizione risorse aggiuntive. 
 
Stiamo parlando in particolare dei regolamenti sui dispositivi medici e sui dispositivi medico-diagnostici in vitro, del regolamento UE sulla protezione dei dati (DPR UE) e della legislazione veterinaria, che prevede lo sviluppo di una grande infrastruttura IT e la reingegnerizzazione dei processi. 
 
E l’Ema avverte: “Il lavoro preparatorio per affrontare questi nuovi impegni legislativi è stato programmato, ma la sua attuazione sarà soggetta alla disponibilità delle risorse umane e finanziarie necessarie”.

27 giugno 2019
© Riproduzione riservata


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