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Protesi al seno. Linfoma Alcl, niente allarmi rischio raro da conoscere e monitorare

Ai dubbi sul linfoma ALCL correlato seppure raramente con le protesi per il seno e per spazzare via le fake news, per la prima volta risponde un pool di donne medico, specialiste chirurghe plastiche e senologhe, autrici del manifesto ‘Donna x Donna’ a cura di Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus presentato oggi in occasione del Bra Day 2019 giornata internazionale per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria.

14 OTT - “Ho le protesi al seno, che rischio corro di contrarre questo linfoma Alcl di cui tanto si parla anche su forum e social?”; “Meglio levare le protesi per prevenire questa malattia?”; “Pensavo di rifarmi il seno, meglio rinunciare?”. “Ricordo l’allarme per le protesi PIP, ci risiamo?”; “E’ un po’ di tempo che non controllo il mio impianto mammario, quando devo farlo?”; “Questo linfoma si previene?”.

Sono queste alcune delle tantissime domande e dei dubbi di quante hanno subito una ricostruzione mammaria dopo l’asportazione di un tumore al seno, o si sono sottoposte ad una mastoplastica additiva e, ancora, sono in attesa di operarsi e sono allarmate per il rischio emerso recentemente circa una correlazione fra le protesi per il seno e la comparsa del linfoma ALCL (anaplastico a grandi cellule), un tumore raro, in prossimità dell’impianto mammario.

Per dare risposte alla già scarsa disponibilità di informazioni complete sulle opzioni disponibili della chirurgia ricostruttiva e fare luce sui nuovi allarmi, per la prima volta, un gruppo di specialiste in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e di senologhe, ha stilato un manifesto di risposte dirette a tutte le donne interessate alla ricostruzione o alla modificazione del proprio seno.

 
Il documento, ‘DONNA X DONNA. Help yourself with information” curato dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus (BABC Italia Onlus) è stato illustrato oggi a Palazzo Giustiniani a Roma, in occasione della presentazione del Bra Day 2019 (Breast reconstruction awareness Day curato con la Società Italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva-rigenerativa ed estetica Sicpre), giornata internazionale per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria, che ricorre in 10 paesi del mondo il 16 ottobre.
 
Il manifesto verrà distribuito nei prossimi mesi negli ambulatori e nelle sale d’attesa dei reparti di chirurgia plastica e nei centri di senologia, oltre che tramite i social e sui media.
 
“Il linfoma ALCL è un rischio da conoscere meglio e monitorare, seppure ad oggi sia da considerare un fenomeno raro - spiega Marzia Salgarello, Presidente BABC Italia Onlus , Professore Associato chirurgia plastica all’Università Cattolica del Sacro Cuore-Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma - è però divenuto un allarme che ha scatenato così tanti dubbi e richieste di aiuto delle nostre pazienti. Abbiamo perciò deciso di riunirci, con le colleghe delle principali Breast Unit italiane, chirurghe plastiche e senologhe, per creare un manifesto informativo che parta dai bisogni femminili per dare loro risposte univoche ed chiare. Alle dieci più sentite domande delle pazienti italiane rispondiamo in modo esaustivo, tenendo conto delle linee guida del nostro Ministero della Salute e dei dati clinici. Il manifesto è così uno strumento pratico dedicato alle donne. In medicina e chirurgia l’informazione consapevole è fondamentale, non solo nei consensi informati”.
 
Sottolinea Adriana Cordova, Professore Ordinario di chirurgia plastica dell’Università di Palermo Policlinico Universitario Giaccone, Palermo: “Il documento è a cura di un comitato promotore, tutto al femminile,e lo stanno firmando moltissime colleghe chirurghe plastiche e senologhe che si uniscono a noi giorno per giorno per contribuire ad un’informazione esaustiva che supporti maggiormente le donne a fare scelte consapevoli e che le inviti a non trascurarsi e a monitorare la propria salute, sempre”.

Ecco in sintesi alcune delle risposte principali contenute nel manifesto DONNA X DONNA
 
“Ho le protesi al seno, sono spaventata. Che rischio ho di contrarre il linfoma ALCL?”
Si tratta di una malattia molto rara: in Italia il Ministero della Salute stima 2,8 casi su 100.000 pazienti e complessivamente oggi nel mondo sono stati diagnosticati 573 casi su circa 35 milioni di protesi mammarie impiantate; pertanto il rischio si rivela molto basso se paragonato al numero di protesi impiantate nel mondo nel corso degli ultimi decenni.E’ inoltre una patologia con un andamento clinico differente rispetto ai più comuni linfomi e la prognosi è generalmente favorevole se associata a una diagnosi precoce. Pertanto è indispensabile sottoporsi ai controlli delle protesi mammarie ogni anno, così come già raccomandato dal chirurgo di riferimento. I controlli vanno mantenuti costanti negli anni, perché questa patologia compare più spesso a lunga distanza dall’intervento, anche dopo 7-8 anni, pertanto è importante non dimenticare mai di effettuare i controlli previsti per tutta la vita.
 
“Ho le protesi mammarie, che indagini in più devo fare per consentire una diagnosi precoce in caso di insorgenza questa patologia?”
E’ necessaria un’ecografia mammaria all’anno per monitorare lo stato delle protesi, e con un radiologo dedicato alla senologia. La mammografia non fornisce invece indizi precisi su questa forma di patologia. L’ecografia è più specifica poiché può individuare un’eventuale raccolta fluida intorno alle protesi. La raccolta fluida costituisce, se di modesta entità, un fenomeno abbastanza frequente come reazione dell’organismo ad un corpo estraneo e può essere presente fin dalle prime fasi postoperatorie. Solo se il fluido compare a distanza di almeno un anno dall’operazione, è consistente e non è presente alcuna condizione di infiammazione, è necessario provvedere all’aspirazione del liquido stesso che va esaminato così come previsto dal percorso diagnostico e terapeutico dal Ministero della Salute. Va eseguita una accurata analisi colturale e citologica, inclusa la ricerca delle cellule CD30 di cui tanto si parla nei forum online,oltre a molti altri marcatori. È pertanto preferibile affidarsi ai centri di senologia detti anche Breast Unit.
 
“Pensavo di rifarmi il seno che non mi piace più. A questo punto è meglio rinunciare per prevenire il linfoma?"
Non bisogna rinunciare alle proprie esigenze poiché non ci sono evidenze che controindichino l’uso delle protesi mammarie. Però è utile ricordare che spesso le donne che si sottopongono alla mastoplastica additiva si trascurano di più, e non si ripresentano ai controlli negli anni successivi. Questo non dovrebbe accadere di prassi perché non vi sono controindicazioni ad eseguire i periodici esami di prevenzione anche alla luce di questo nuovo rischio. Il linfoma è una patologia curabile se trattato nelle prime fasi di sviluppo. Perciò esegui controlli rigorosi con lo specialista costantemente e periodicamente ogni anno nel corso della vita.
 
“A causa della questione del linfoma ALCL mi sentirei più sicura levando le protesi, farei una cosa utile per evitare la malattia?”
No. Non vi sono attualmente indicazioni a livello nazionale e internazionale a rimuovere le protesi in assenza di situazioni sospette come invece richiesto e attuato in occasione di altri tipo di protesi in passato (protesi PIP). Pertanto le protesi non vanno asportate di principio ma monitorate nel tempo. Questa forma di linfoma, oltre ad essere raro, ha una prognosi favorevole se diagnosticato e prontamente trattato nelle prime fasi di sviluppo. Al contrario sono invece da considerare i rischi connessi di un intervento chirurgico evitabili in quanto non necessario. Il nostro consiglio è di sottoporsi alle ecografie annuali e non trascurare eventuali segni o sintomi a livello mammario diversi dal solito.
 
Per consultare il manifesto www.beautifulafterbreastcancer.it

14 ottobre 2019
© Riproduzione riservata


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