Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Lunedì 29 MAGGIO 2023
Scienza e Farmaci
segui quotidianosanita.it

Frenulo corto. Un fattore di rischio per disturbi respiratori del sonno nei bimbi

di Scott Baltic

Nei bambini c’è un rapporto tra la lunghezza del frenulo della lingua e l’insorgenza di disturbi respiratori del sonno. A evidenziarlo è uno studio italiano, condotto da ricercatori dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, che raccomandano un approccio multidisciplinare precoce e l’effettuazione dello screening per i disturbi respiratori del sonno

25 NOV - (Reuters Health) – Il frenulo linguale corto, anche detto anchiloglossia, è associato a un aumento significativo del rischio di disturbi respiratori del sonno (SDB) in bambini in età scolare. Questa evidenza emerge da uno studio condotto da ricercatori dell’Università Sapienza di Roma e pubblicato da Sleep Medicine. Lo studio, online il 23 ottobre su Sleep Medicine, mostra che il 23% dei bambini con anchiloglossia aveva il triplo delle probabilità rispetto agli altri di avere risultanze riconducibili a SDB.
 
“Ipotizziamo che un frenulo linguale corto favorisca cambiamenti craniofacciali che, in ultima istanza, limitano la dimensione del lume delle vie aeree superiori e predispongono i bambini a SDB”, dice Maria Pia Villa, autrice principale dello studio. “Un approccio multidisciplinare precoce e lo screening per SDB sono utili per riconoscere questa anomalia anatomica”.

L’anchiloglossia è un’anomalia congenita definita come lunghezza della lingua libera pari o inferiore a 16 mm. La patologia restringe il movimento della lingua, alterandone la funzionalità, la forma delle arcate dentali e la loro occlusione.

Lo studio. 
Lo studio ha reclutato 504 bambini (età dai 6 ai 14 anni, età media 9,6) di una scuola di Roma. Per ogni partecipante, i ricercatori hanno completato uno sleep clinical record (SCR) includendo punteggio OSAS, anomalie del naso, dell’orofaringe, occlusione dentale e craniofacciale e sintomi di disattenzione e iperattività.

Un punteggio SCR pari o superiore a 6.5 era considerato “positivo” ed associato a un rischio elevato di OSAS, un indice di apnea-ipopnea ostruttiva di più di un episodio all’ora.
42 partecipanti (l’8,3%) avevano un punteggio SCR positivo. Questi bimbi avevano prevalenze più elevate di malocclusione, deviazione del setto nasale, palato arcuato, respirazione con la bocca, ipertrofia adenotonsillare e frenulo linguale corto rispetto ai soggetti con punteggi SCR più bassi.

Dopo l’aggiustamento per altri fattori di rischio per OSAS come età, sesso, forza della lingua e obesità, i bambini con un frenulo linguale corto presentavano probabilità 2,98 volte superiori di SCR positivo rispetto a quelli con un frenulo di lunghezza normale (P=0,012).

Maria Pia Villa, a capo del Centro regionale per i disturbi del sonno dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, ricorda che a seconda della gravità dell’anchiloglossia, l’odontoiatria pediatrica offre varie opzioni di trattamento, come osservazione, logopedia, frenotomia e frenectomia.

Fonte: Sleep Medicine 2019

 
Scott Baltic
 

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
 

25 novembre 2019
© Riproduzione riservata

Altri articoli in Scienza e Farmaci

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Sede legale:
Via Giacomo Peroni, 400
00131 - Roma

Sede operativa:
Via della Stelletta, 23
00186 - Roma
Direttore responsabile
Luciano Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente
Ernesto Rodriquez

Tel. (+39) 06.89.27.28.41

info@qsedizioni.it

redazione@qsedizioni.it

Coordinamento Pubblicità
commerciale@qsedizioni.it
    Joint Venture
  • SICS srl
  • Edizioni
    Health Communication
    srl
Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy