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Cancro. “Dopo anni di richieste è in arrivo il primo Piano oncologico europeo”. Intervista a Francesco De Lorenzo (Ecpc)

"Il prossimo lunedì saremo ricevuti in audizione dalla Commissaria UE alla Salute Stella Kyriakides, in vista della stesura del Piano oncologico europeo. Chiederemo un network di comprehensive cancer center ogni milione di abitanti. Nel nuovo Piano dovranno essere inseriti  anche gli ERN, ossia le Reti Europee di Riferimento per malattie rare e tumori rari. Sarà poi necessario realizzare un modello di controlli multidisciplinari per seguire le persone guarite". Così il presidente della Coalizione europea dei malati di cancro ci anticipa i temi che verranno discussi.

18 GEN - "C'è una particolare attenzione a livello europeo sul tema dell'oncologia. Stiamo vivendo un momento magico". Così il presidente della Coalizione europea dei malati di cancro (Ecpc), Francesco De Lorenzo in vista dell'audizione del prossimo lunedì. Dopo il via alla mission on cancer, con un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro, la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, ha avviato una serie di audizioni che, in tempi brevi, porteranno alla stesura del primo Piano oncologico europeo.
 
Presidente De Lorenzo, qual è l'attuale impegno della UE sul tema del cancro?
C'è una particolare attenzione a livello europeo sul tema dell'oncologia. Stiamo vivendo un momento magico. L'idea della Commissione è quella di portare avanti la mission on cancer con un investimento di 1,2 miliardi di euro. Questa si occupa di ricerca di base, ricerca traslazionale, fino all'aspetto relativo all'outcome dei malati. Si tratta quindi di un investimento che coinvolge anche il mondo delle industrie, oltre che gli Stati membri. L'idea, con la mission on cancer il cui board è presieduto dal nostro Walter Ricciardi, è quella di superare la logica dei progetti che vengono finanziati da Horizon 2020 su singoli specifici argomenti di ricerca. Qui l'intento è quello di affrontare globalmente la questione del cancro, allo stesso modo in cui si sta affrontando globalmente la questione del clima o quella dell'inquinamento degli oceani. Nell'ambito della sanità pubblica si è quindi deciso a livello UE di intervenire sul cancro.

 
Quale ruolo sta svolgendo in questo contesto la Coalizione europea dei malati di cancro da lei presieduta?
Come Associazione di malati abbiamo innanzitutto ottenuto un grande successo riuscendo ad ottenere che il Parlamento UE approvasse la costituzione di un Intergruppo sul cancro. Questo è stato il primo Intergruppo costituito in seno al Parlamento UE. La European Cancer Patient Coalition, che presiedo, fa parte di questo Intergruppo che si impegna a mettere in contatto i parlamentari europei con la società civile, le società scientifiche ed i vari stakeholders. A questo si deve poi ancora aggiungere l'impegno preso dalla Commissione europea di lavorare per la costituzione di uno European Cancer Plan
 
Questo era da tempo un obiettivo delle associazioni di malati.
Sì, questa era la principale richiesta da parte delle Associazioni di malati già sei anni fa. Sembrava ormai un'utopia, ed invece sta iniziando a diventare realtà. La commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, ha in tal senso già avviato una serie di audizioni ed il prossimo lunedì riceverà la nostra delegazione. Tutto questo sarà poi oggetto di un grande convegno che la commissaria Kyriakides ha in mente di proporre il prossimo 4 febbraio in occasione della Giornata mondiale sul cancro proprio per dar vita a questo European Cancer Plan.
 
Cosa chiederete lunedì in audizione?
Lunedì diremo che il Piano oncologico europeo dovrà prevedere prima di tutto un network di comprehensive cancer center ogni milione di abitanti. Ossia un network di centri che si occupano non solo di fare attività clinica e assistenziale, ma anche di ricerca sia di base che traslazionale. In Italia, ad esempio, centi di questo tipo sono l'INT o l'IEO. Serve quindi un network omogeneamente distribuito su tutto il territorio europeo di questi centri di eccellenza. Insieme ai  comprehensive cancer center, chiediamo poi che gli ERN, ossia le Reti Europee di Riferimento per malattie rare e tumori rari, previste dalla direttiva sull'assistenza trasnfrotaliera, vengano inserite nel nuovo European Cancer Plan. 
 
E poi?
Altro tema che porremo è quello riguardante la necessità di follow up per le persone guarite dal cancro. Un terzo delle persone malate di cancro oggi guarisce. Non vengono però ancora tenuti in dovuto conto alcuni aspetti fondamentali che possano permettere a queste persone di poter tornare ad una vita normale. Vi è dunque la necessità di realizzare un modello di controlli multidisciplinari che consentano a queste persone di avere quella riabilitazione necessaria (psicologica, nutrizionale, fisica, sessuale) per tornare ad una vita normale. Molte delle persone guarite dal cancro, a distanza di anni, possono avere effetti tardivi fortemente nocivi. Ad esempio, le persone che guariscono di tumore al testicolo dopo 20 anni possono incorrere in gravi disturbi metabolici e cardiovascolari. Questi disturbi devono essere prevenuti. Allo stesso modo il 14% delle persone che guariscono dal cancro possono tornare ad avere un secondo cancro. Per questo è fondamentale continuare a fare gli screening. Tutto questo dovrà rientrare nello European Cancer Plan, anche per alleggerire il carico che si trasferisce sulla previdenza. In Italia ad esempio, il più elevato numero di domande accettate dall'Inps per inabilità e disabilità sono quelle provenienti dai malati di cancro. 
 
Giovanni Rodriquez

18 gennaio 2020
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