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Coronavirus. Sono 650 le persone positive, 17 i decessi e 45 i guariti. Ad ora 282 i casi validati dall’Iss 

Rispetto al bollettino di ieri si è registrato un incremento del numero di persone contagiate di 250 unità. Rispetto ai dispositivi di protezione Borrelli nella conferenza stampa delle ore 18 ha poi informato che il dipartimento ha già reso disponibile oltre 35 mila mascherina in Lombardia, Emiliia Romagna, Veneto e Piemonte.

27 FEB - Sono 650 le persone contagiate dal nuovo coronavirus Sars-CoV-2 in Italia. Di queste, 17 persone sono decedute (due persone di 88 anni e un di 82 che avevano un quadro clinico delicato) e 45 persone guarite. Rispetto a ieri si è registrato un incremento del numero di persone contagiate di 250 unità.
 
Questi i dati ufficiali comunicati oggi nella conferenza delle ore 18 dal Commissario per l'emergenza della Protezione civile, Angelo Borrelli.
 
Nel dettaglio: i casi accertati di Coronavirus in Lombardia sono 403, 111 in Veneto, 97 in Emilia-Romagna, 19 in Liguria, 4 in Sicilia, 3 nelle Marche, 3 nel Lazio e 3 in Campania, 2 in Piemonte, 2 in Toscana, 1 in Abruzzo, 1 in Puglia e 1 nella Provincia autonoma di Bolzano. I pazienti ricoverati con sintomi sono 248, 56 sono in terapia intensiva, mentre 284 si trovano in isolamento domiciliare.
 
Rispetto ai dispositivi di protezione Borrelli nella conferenza stampa delle ore 18 ha poi informato che il dipartimento “ha già reso disponibile oltre 35 mila mascherina in Lombardia, Emiliia Romagna, Veneto e Piemonte”. Sulla carenza di posti letto segnalato da alcuni ospedali il commissario Borrelli ha precisato: “A noi non è arrivata nessuna richiesta”.


Durante la conferenza stampa delle ore 12 Borrelli aveva anche sottolineato che dei 528 casi positivi indicati dalle Regioni e inviati per la conferma all’Iss erano stati confermati al momento 282 casi. “Questo – ci ha spiegato il consulente del Ministero della Salute, Walter Ricciardi – vuole dire che siamo ancora in attesa che l’Iss verifichi tutte le positività trasmesse dalle Regioni. In ogni caso, da questo momento in poi trasmetteremo agli organismi internazionali solo i casi confermati dall’Iss”.
 
Il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, sempre nel pomeriggio ha poi ricordato qual è l’iter dei test: “I centri regionali fanno la prima diagnosi, qualora sia positiva essa viene comunicata alla stampa e contestualmente il campione viene inviato all’Iss che effettua un nuovo controllo di conferma. E solo quando l’Iss certifica una positività possiamo considerare una persona positiva. Alle 12 sono stati confermati 282 casi che coincidono con i risultati dei campioni che ci sono stati inviati”.
 
Per quanto riguarda un eccesso di uso dei tamponi Brusaferro ha precisarto che il “tema dei campioni parte da alcune raccomandazioni che indicano l'opportunità di usare questi test laddove ci siano persone positive con dei sintomi. Nella fase iniziale immagino che nelle aree colpite ci sia stato un ricorso al test. Dobbiamo ricordare un dato molto positivo: la capacità del nostro Ssn di individuare i contatti stretti in una ramificazione diffusa del focolaio iniziale. I contratti stretti è bene rimangano quarantenati, il periodo di incubazione è 14 giorni, bisogna evitare che si sviluppi l'infezione e che si trasmetta. I contatti asintomatici possono stare a domicilio”.
 
Il presidente dell’Iss ha infine evidenziato come le “età più giovani sono le meno colpite o pochissimo colpite dalle infezioni: lo vediamo dalla realtà cinese estrapolabile anche in quella italiana”.

  
La conferenza stampa delle ore 12
 
 
La conferenza stampa delle 18

27 febbraio 2020
© Riproduzione riservata


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