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Coronavirus. I casi sono 888, i decessi 21 e 46 i guariti. Iss: “Ancora presto per vedere effetti delle misure messe in campo”

Rispetto a ieri si registrano 238 casi e 4 decessi in più. Firmate due ordinanze di Protezione civile: una per l’affidamento all’Iss per la sorveglianza epidemiologica del Coronavirus e un’altra per il potenziamento della fornitura dei dispositivi di ventilazione per gli ospedali. In arrivo anche un nuovo Dpcm per ridisegnare le misure in vista delle scadenze delle ordinanze regionali.

28 FEB - Sono 888 le persone contagiate dal nuovo coronavirus Sars-CoV-2 in Italia e ad oggi l’Iss ha confermato 383 casi (ovvero tutti quelli fino ad ora esaminati). Di queste, 21 persone sono decedute (si tratta di persone anziane con altre patologie e al riguardo sarà l'Istituto superiore di sanità a confermare se le persone sono morte a causa del Coronavirus o per malattie pregresse) e 46 persone guarite. Rispetto a ieri si è registrato un incremento del numero di persone contagiate di 238 unità e decessi sono 4 in più. Delle persone positive 412 sono in isolamento volontario e non hanno bisogno di cure ospedaliere, 345 persone sono ricoverate e 64 sono in terapia intensiva.
 
Nel dettaglio: i casi accertati di Coronavirus in Lombardia sono 531, 151 in Veneto, 145 in Emilia-Romagna, 19 in Liguria, 11 in Piemonte, 8 in Toscana, 6 nelle Marche, 4 in Sicilia, 4 in Campania, 3 nel Lazio, 3 in Puglia, 1 in Abruzzo, 1 in Calabria e 1 nella Provincia autonoma di Bolzano.
  
Questi i dati ufficiali comunicati oggi nella conferenza delle ore 18 dal Commissario per l'emergenza della Protezione civile, Angelo Borrelli.

 
“Ad oggi l'Istituto superiore di Sanità ha confermato 383 casi di coronavirus in Italia su 383 casi esaminati e provenienti dalle Regioni”, ha spiegato Borrelli sottolineando che “è evidente che l'Iss riceve i campioni una volta che sono stati dichiarati positivi e ha tempi più lunghi”.
“Quello che a me interessa e che interessa anche all'Iss, avendo riscontrato 383 casi positivi su 383 campioni esaminati, è che i laboratori che sono presenti a livello regionale stanno facendo un lavoro corretto e coerente con quelle che sono le indicazioni metodologiche”.
 
“Spero che su questo si possa fare chiarezza una volta per tutte. È un'informazione ancora in più. Il dato che serve, lo ha detto anche l'Oms, è quello relativo al dato riscontrato dall'Iss: ma è evidente che noi disponiamo dei dati delle regioni, che le comunicano, e se noi dicessimo solo il dato dell'Iss, ci chiedereste perché la regione ne ha dato un altro. Noi comunichiamo tutti i dati, l'importante è che siano coerenti”.
 
Borrelli in conferenza stampa ha poi evidenziato che “non ci sono criticità sotto il profilo dell’assistenza” rimarcando come “nelle due zone rosse prosegue regolarmene la vita e riapriranno le poste il 2 marzo e saranno regolarmente pagate le pensioni”.
 
Il capo della Protezione civile ha poi annunciato di aver firmato due ordinanze: una per l’affidamento all’Iss per la sorveglianza epidemiologica del Coronavirus e un’altra per il potenziamento della fornitura dei dispositivi ventilazione per gli ospedali.
 
Borrelli ha poi ricordato che il Governo sta lavorando a decreto legge per far fronte ai disagi economici e anche ad un Dpcm per ridisegnare le misure in vista delle scadenze delle ordinanze regionali firmate di concerto con il Ministro della Salute.
 
“L'ordinanza di ieri affida all'Istituto Superiore di Sanità la sorveglianza epidemiologica dell'infezione con la preziosa collaborazione delle Regioni, con le quali condividiamo i database in modo da avere informazioni standardizzate. Ci proponiamo a breve di poter produrre dei report con dati omogenei per tutte le regioni”, ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro intervenuto in conferenza stampa.
 
L'ordinanza assegna all'Iss anche il “coordinamento della sorveglianza microbiologica con la raccolta di tutte le informazioni sul virus circolante”. Infine, i dati saranno completati con quelli di tipo clinico.
 
“Anche la comprensione dell'evoluzione delle patologie – ha precisato - è preziosissime per la comunità internazionale e non solo per il nostro Paese”.
 
“Sarà un database aperto a tutti – ha concluso -. Ci consentirà di interfacciarci con organizzazioni internazionali come l'Oms o il centro europeo per le malattie. Speriamo sia un passo per aiutare la comunità ad affrontare l'epidemia”.
Brusaferro ha poi anche commentato i numeri dell’epidemia. “Il dato da sottolineare è che nei numeri una buona metà sono persone positive asintomatiche. Si tratta di un dato importante perché si tratta di un numero significativo di persone. Grazie al tampone hanno scoperto di avere una infezione, che passa in maniera asintomatica. Per loro è importante comportarsi per non trasmettere l'infezione. Per questo si raccomandano i tamponi ai positivi, perché i contatti stretti e prolungati sono potenzialmente a rischio”.
 
Riguardo allo scenario futuro il presidente dell’Iss ha evidenziato che “lo scenario che stiamo valutando è uno scenario che ancora non risente delle misure adottate. Il tempo tra il possibile contatto e il momento in cui può manifestarsi è un tempo medio di una settimana. Stiamo misurando un fenomeno che si sta evolvendo e nei prossimi giorni valuteremo l'impatto delle misure adottate”.
 

28 febbraio 2020
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